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MANOVRA SANITA' , SMI : SULL'INAPPROPRIATEZZA PRESCRITTIVA SIAMO IN BALIA DELLE IMPROVVISAZIONI DELLE REGIONI PIU' IN GENERALE: NO A ULTERIORI TAGLI PER IL SETTORE, SI RIDUCANO LE SPESE DELLA PARA-POLITICA

Immagine Postata il 17/04/2015
Autore : REDAZIONE

Dalla segreteria nazionale dello smi, riunita a roma, no a ulteriori interventi a danno della professionalita’ dei medici con la previsione della responsabilita’ patrimoniale.




MANOVRA SANITA’, SMI: SULL’INAPPROPRIATEZZA PRESCRITTIVA SIAMO IN BALIA DELLE IMPROVVISAZIONI DELLE REGIONI

PIU’ IN GENERALE: NO A ULTERIORI TAGLI PER IL SETTORE, SI RIDUCANO LE SPESE DELLA “PARA-POLITICA”

DALLA SEGRETERIA NAZIONALE DELLO SMI, RIUNITA A ROMA, NO A ULTERIORI INTERVENTI A DANNO DELLA PROFESSIONALITA’ DEI MEDICI CON LA PREVISIONE DELLA RESPONSABILITA’ PATRIMONIALE

La segreteria nazionale dello Smi, riunita oggi a Roma, ha valutato con forte preoccupazione le anticipazioni sulle modifiche all’intesa sulla manovra per la sanità per il 2015.

Pina Onotri, segretario nazionale Smi, a margine dei lavori, ha dichiarato: “I contenuti anticipati sull’intesa per la manovra sulla sanità per il 2015 sono decisamente preoccupanti, si riducono ancora una volta gli investimenti. Un Ssn già messo in ginocchio negli ultimi anni, continua ad essere come un corpo martoriato da ulteriori tagli. Si intervenga su consulenze e sprechi della “malapolitica”, piuttosto che colpire i servizi per i cittadini e i medici che vi operano”.

“Ma oltre al danno c’è anche la beffa – conclude Onotri – è incredibile che le Regioni si diano a improvvisazioni come quella che vorrebbe che si scaricassero sui medici la responsabilità patrimoniale di presunte ed eventuali prescrizioni inappropriate. Né nelle richieste dei cittadini, e neppure nell’attività dei medici sono da ricercare le causa dell’inappropriatezza, ma nella mancata capacità di gestione e programmazione di chi governa politicamente la sanità, sia a livello centrale che regionale e aziendale. I medici non possono continuare a lavorare con la paura, con l’onere di un invasivo controllo sulla propria professionalità: siamo già asfissiati dall’irrisolto nodo della responsabilità legale e dalla medicina difensiva. Non possiamo avere altri casi come quello di Catania, dove oltre 900 medici di famiglia sono stati impropriamente messi sotto controllo per la prescrizione di farmaci contro l’osteoporosi, per colpa dei burocratismi dell’Ausl locale”.

Roma, 17 aprile 2015


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