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LO SMI CHIEDE ALLA POLITICA UN IMPEGNO CONTRO LA PRECARIETÀ IN 5 PROPOSTE

Immagine Postata il 21/09/2015
Autore : MICCICHEMA

17 settembre - Mai più precari, perché altrimenti si mina alle basi la tenuta stessa del SSN, si mortificano i medici, si depotenzia la qualità dei servizi per i cittadini. Questo il messaggio lanciato dal Sindacato dei Medici Italiani nel corso del Workshop, tenutosi il 17 a Roma, al Capranichetta. Nella sezione media del nostro sito la registazione integrale dell'evento, che è stato anche trasmesso in diretta streaming. Leggi anche la rassegna stampa




 


COMUNICATO STAMPA


SANITÀ, LO SMI CHIEDE ALLA POLITICA UN IMPEGNO CONTRO LA PRECARIETÀ IN 5 PROPOSTE:

1) ISTITUZIONE di un OSSERVATORIO che verifichi, regione per regione, l'applicazione uniforme del vigente DPCM


2) SANARE la "babele" di profili lavorativi, anche nell'area convenzionata, con nuovo CONTRATTO UNICO che consenta di estendere a tutti i medici adeguati diritti, secondo uno schema che preveda un accesso unico, tempo pieno e tutele crescenti



3) UNA LEGGE che stabilizzi questa attuale anomalia italiana


4) UNA diversa gestione delle RISORSE con una più efficace RIORGANIZZAZIONE del SSN


5) REVISIONE del FABBISOGNO di medici e del SISTEMA FORMATIVO E DI ACCESSO alla professione


17 settembre - Mai più precari, perché altrimenti si mina alle basi la tenuta stessa del SSN, si mortificano i medici, si depotenzia la qualità dei servizi per i cittadini. Questo il messaggio lanciato dal Sindacato dei Medici Italiani nel corso del Workshop, tenutosi oggi a Roma, al Capranichetta. 

Per Pina Onotri, segretario generale Smi, è stato, "un importante momento di confronto perché ha dato voce agli stessi testimoni della precarietà, che hanno raccontato alla Politica le loro difficili e sofferte storie di vita dal punto di vista professionale, ma anche umano e personale".
In questo senso sono state significative le presenze, l'attenzione e il contributo di diversi parlamentari: per Sel, l'on. Marisa Nicchi, per il Pd la sen. Nerina Dirindin, il sen. Roberto Ruta, e l'on. Vittoria D'Incecco, mentre per Forza Italia ha partecipato l'on. Fabrizio Di Stefano. Sono anche intervenuti per il mondo medico, a livello istituzionale per la Fnomceo: Musa Awad Musein e per l'Ordine di Roma: Cristina Patrizi. Quindi per le organizzazioni sindacali, il presidente di FVM e segretario del Sivemp, Aldo Grasselli e del SIMG, Gianluca Albanese.


Ma sono state anche analizzate anche le ricadute sui cittadini: "Il turnover causato dai diversi tipo di contratti a tempo - spiega sempre Onotri -  infatti, rende impossibile una reale ed efficace programmazione, aspetto fondamentale soprattutto per la presa in carico delle nuove domande di salute. È forte il disagio dei pazienti cronici e delle loro famiglie che vedono il loro piano di cura subire continui cambi, a scapito della continuità dell'assistenza e dello stesso rapporto fiduciario"

È stata, quindi, Mirella Triozzi, la responsabile dirigenza medica dello Smi, che ha elencato i numeri del precariato medico: "Oltre seimila i medici che hanno un contratto a tempo determinato e si calcola che siano altri seimila quelli già specializzati con contratti atipici. Ma queste sono solo stime, perché, appunto, la fotografia di questo fenomeno non esiste, perché è una presenza endemica e mutevole e non viene neppure censita dai dati ufficiali dei ministeri competenti. Già questo aspetto dà la grave dimensione del problema".

A Emiliana Sanfilippo, del Coordinamento precari dello Smi, il compito di indicare le proposte emerse dallo Smi: "Avanziamo cinque spunti: l'istituzione di un OSSERVATORIO che verifichi, regione per regione, l'applicazione uniforme del vigente DPCM. L'approvazione di una legge che stabilizzi l'attuale anomalia creata dal ricorso massivo a contratti a tempo determinato e atipici. Quindi, chiediamo di intervenire anche nella "babele" di profili lavorativi, nell'area convenzionata, con nuovo CONTRATTO UNICO, che consenta di estendere a tutti i medici adeguati diritti, secondo uno schema che preveda un accesso unico, tempo pieno e tutele crescenti. Una diversa gestione delle RISORSE con una più efficace RIORGANIZZAZIONE del SSN. Infine, una adeguata revisione del FABBISOGNO di medici e del SISTEMA FORMATIVO E DI ACCESSO alla professione. Ai Parlamentari e al Governo, il compito di dare risposte concrete".
 

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