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SANITÀ, SMI: URGENTE RIFORMARE SISTEMA DI ACCESSO E FORMAZIONE PER I MEDICI

Immagine Postata il 07/03/2016
Autore : REDAZIONE

INVIATA OGGI UNA LETTERA AL MINISTRO GIANNINI: SI ASCOLTINO LE PROTESTE E LE PROPOSTE DEI GIOVANI MEDICI L'AREA GIOVANI MEDICI DELLO SMI: "FORMAZIONE E PROSPETTIVE" CHIEDE UN TAVOLO DI CONFRONTO E AVANZA UN PACCHETTO DI PROPOSTE




Oggi l'area giovani medici del Sindacato Medici Italiani-Smi: "Formazione e Prospettive" ha inviato una lettera, a firma del responsabile nazionale Fabrizio Salemi, al ministro Stefania Giannini per chiedere un tavolo di confronto urgente per la riforma del sistema di accesso e formazione, dando così ascolto alle forti proteste e alle molte proposte avanzate in questi mesi dai sindacati e dalle associazioni di settore.

 

Nella lettera il settore giovanile: "Formazione e Prospettive" dello Smi sottolinea come a distanza di due anni dall'avvento del concorso nazionale per le scuole di specializzazione in medicina persistano "forti perplessità su alcuni aspetti del sistema vigente, partendo in primo luogo dalla suddivisione dei candidati in tante graduatorie quante sono le scuole di specializzazione".

 

Quindi, si evidenziano due problemi:

"1) diverse scuole non hanno visto assegnate tutte le borse originariamente previste, negando a molti medici la possibilità di completare il proprio percorso formativo al quale avrebbero diritto;

2) si viene a creare una situazione paradossale: vedere esclusi dalla formazione specialistica candidati che hanno ottenuto punteggi complessivi superiori a quelli ottenuti da candidati divenuti vincitori di borsa con punteggi inferiori".

 

Salemi, quindi, ricorda che le prove d'esame si "svolgono in centinaia di aule, con caratteristiche organizzative, strutturali e di sorveglianza eterogenee", il che, denuncia "crea condizioni di svolgimento non paritarie".

 

Pertanto il S.M.I. richiede al ministro Giannini, un tavolo di confronto "per sottoporre e valutare le seguenti proposte:

A) l'istituzione, sui modelli spagnolo e francese già collaudati, di un'unica graduatoria per tutti i partecipanti al concorso, da costituire sottoponendo i candidati ad una prova da svolgere in una singola giornata;

B) far svolgere tale concorso non più in centinaia di aule diverse tra loro, ma in un'unica sede, o al massimo in tre sedi (nord-centro-sud), sottoponendo la prova d'esame a sistemi congrui ed uniformi di controllo (numero adeguato di sorveglianti oppure sistemi di video-sorveglianza)".

 

Nella conclusione, infine, Salemi auspica, "che in tale incontro possa essere discussa la possibilità di incremento del numero delle borse al fine di colmare il gap tra il numero di laureati annui e coloro che accedono alla formazione post-lauream (in Francia il 100% dei candidati al concorso nazionale accede alla formazione specialistica)".

 

LA LETTERA

 

Gentile Ministro,

Il Sindacato Medici Italiani (Smi) e il suo settore giovanile: "Formazione e Prospettive", a distanza di due anni dall'avvento del concorso nazionale per le scuole di specializzazione in medicina, intendono sottoporre alla sua attenzione le forti perplessità su alcuni aspetti del sistema vigente, partendo in primo luogo dalla suddivisione dei candidati in tante graduatorie quante sono le scuole di specializzazione, il che crea due evidenti problemi perché:

1) diverse scuole non hanno visto assegnate tutte le borse originariamente previste, negando a molti medici la possibilità di completare il proprio percorso formativo al quale avrebbero diritto;

2) si viene a creare una situazione paradossale: vedere esclusi dalla formazione specialistica candidati che hanno ottenuto punteggi complessivi superiori a quelli ottenuti da candidati divenuti vincitori di borsa con punteggi inferiori In secondo luogo, perché lo svolgimento della prova d'esame in centinaia di aule, con caratteristiche organizzative, strutturali e di sorveglianza eterogenee, crea condizioni di svolgimento non paritarie.

 

Pertanto il S.M.I. richiede un tavolo di confronto con il suo ministero per sottoporre e valutare assieme le seguenti proposte:

A) l'istituzione, sui modelli spagnolo e francese già collaudati, di un'unica graduatoria per tutti i partecipanti al concorso, da costituire sottoponendo i candidati ad una prova da svolgere in una singola giornata;

B) far svolgere tale concorso non più in centinaia di aule diverse tra loro, ma in un'unica sede, o al massimo in tre sedi (nord-centro-sud), sottoponendo la prova d'esame a sistemi congrui ed uniformi di controllo (numero adeguato di sorveglianti oppure sistemi di video-sorveglianza).

 

Auspichiamo, inoltre, che in tale incontro possa essere discussa la possibilità di incremento del numero delle borse al fine di colmare il gap tra il numero di laureati annui e coloro che accedono alla formazione post-lauream (in Francia il 100% dei candidati al concorso nazionale accede alla formazione specialistica).

Fiduciosi che dal confronto tra le parti possa emergere una progetto migliorativo dell'attuale sistema di accesso alle scuole di specializzazione, porgiamo i nostri più cordiali saluti.

 

Fabrizio Salemi

Responsabile Nazionale "Formazione e Prospettive" dello Smi 


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