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SANITÀ, LE LUNGHE LISTE DI ATTESA SI ABBATTONO CON PIÙ RISORSE E PIÙ PERSONALE, NON ELIMINANDO L'INTRAMOENIA. BASTA REGALI AI PRIVATI

Immagine Postata il 18/04/2017
Autore : REDAZIONE

"Attaccare demagogicamente l'intramoenia per qualche episodio di malasanità, per alcuni casi isolati di conflitti di interessi, è un errore: chi sbaglia deve pagare, ci sono gli strumenti legali e amministrativi per controllare e punire".




COMUNICATO STAMPA

 

SANITÀ, LE LUNGHE LISTE DI ATTESA SI ABBATTONO CON PIÙ RISORSE E PIÙ PERSONALE, NON ELIMINANDO L'INTRAMOENIA

 

ANDREA DOMINIJANNI, SMI: "L'INTRAMOENIA È UNA RISORSA PER IL SSN, PERCHÉ OFFRE UNA ALTERNATIVA COMPETITIVA AI PRIVATI ED È UNA OPPORTUNITÀ PER I PAZIENTI CHE POSSONO COSÌ SCEGLIERE IL MEDICO DI FIDUCIA NEL PUBBLICO. NESSUNA RELAZIONE CON LE LUNGHE LISTE DI ATTESA, CAUSATE DAI CONTINUI TAGLI ALLE STRUTTURE E AL PERSONALE".

 

 

Il Sindacato dei Medici Italiani-Smi considera "fuorviante" l'ennesima polemica sulle liste di attesa e l'istituto dell'intramoenia.

 

Per Andrea Dominijanni, responsabile nazionale dirigenza medica Smi, infatti, "queste contrapposizioni sono ideologiche e inutili nonché fuorvianti, perché deviano il dibattito dai veri problemi della sanità italiana".

 

"Le liste di attesa - continua - sono causate dai tagli alle risorse, alle strutture e al personale, quindi dalla conseguente cattiva organizzazione dei servizi. Non esiste nessuna relazione di causalità con l'istituto dell'intramoenia, che invece è una valida e competitiva alternativa all'offerta sempre più aggressiva dei privati. La libera professione garantisce la libertà di scelta dei pazienti, la fidelizzazione alla sanità pubblica dei migliori medici, ed è una fonte di ingressi economici per il SSN".

 

"Attaccare demagogicamente l'intramoenia - aggiunge Dominijanni - per qualche episodio di malasanità, per alcuni casi isolati di conflitti di interessi, è un errore: chi sbaglia deve pagare, ci sono gli strumenti legali e amministrativi per controllare e punire".

 

"Non si sacrifichi però - conclude - uno strumento utile per la sanità pubblica, facendo così un altro regalo agli interessi dei privati. Se si vogliono ridurre le liste di attesa la ricetta è semplice: potenziare il territorio con stanziamenti adeguati, dare centralità alla medicina di iniziativa, ai medici e pediatri di famiglia e agli specialisti ambulatoriali, finire con la stagione dei tagli al personale, dei posti letto e del precariato negli ospedali".


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