Autenticati


  
  
  
  
 

Dettaglio Notizia

 

In Primo Piano

Da Enpam e Fnomceo si faccia una indagine conoscitiva per aiutare tutti i medici in difficoltà

Immagine Postata il 07/06/2017
Autore : REDAZIONE

““È un dato di fatto che un libero professionista sotto i 35 anni guadagna oggi oltre un terzo in meno rispetto a un collega tra i 55 e i 60 anni. Oltretutto il gap generazionale negli ultimi anni si è dilatato. Questo dimostra quanto sia importante intervenire per sostenere il lavoro dei medici e degli odontoiatri”. Importantissimo intervenire per sostenere il lavoro di tutti i medici e fra questi purtroppo ci siamo, da ormai troppi anni, anche noi medici fiscali della cui situazione siete ampiamente a conoscenza e di cui vi siete interessati entrambi in modo positivo e incisivo.




Gentili Presidenti, Dott.ssa Chersevani e Dott. Oliveti, sono Piera Mattioli, un medico fiscale, e anche rappresentante sindacale della medicina fiscale dello SMI, ma in questo caso le scrivo questa Lettera Aperta, solo come professionista del settore, in merito all'indagine congiunta che avete lanciato per individuare quelle situazioni di disagio economico tra medici e odontoiatri, che conseguentemente hanno difficoltà a versare i contributi previdenziali e le quote d'iscrizione.

Vorrei ringraziarvi per la lodevole proposta. Concordo con le vostre analisi, ma gentilmente vorrei suggerire di includere fra i professionisti in difficoltà, oltre ai giovani medici, anche coloro che non sono più tanto giovani e spesso sono madri e padri di quei giovani medici.

Condivido l'analisi del Presidente Enpam, Oliveti, quando dice:

““È un dato di fatto che un libero professionista sotto i 35 anni guadagna oggi oltre un terzo in meno rispetto a un collega tra i 55 e i 60 anni. Oltretutto il gap generazionale negli ultimi anni si è dilatato. Questo dimostra quanto sia importante intervenire per sostenere il lavoro dei medici e degli odontoiatri”.

Importantissimo intervenire per sostenere il lavoro di tutti i medici e fra questi purtroppo ci siamo, da ormai troppi anni, anche noi medici fiscali della cui situazione siete ampiamente a conoscenza e di cui vi siete interessati entrambi in modo positivo e incisivo.

Mi rivolgo quindi a lei, Presidente Oliveti, che da subito si è “attivato”a favore della nostra categoria dopo il taglio drastico dei nostri redditi rateizzando il pagamento dei contributi pensionistici.

Nonostante questo provvedimento, molti dei miei colleghi dell'età compresa tra i 55 e i 65 anni, tuttora, non riescono a versare i contributi previdenziali come la quota d'iscrizione agli Ordini. Quindi, “purtroppo” anche noi dovremmo entrare di diritto in questa vostra analisi, affinché si possa comprendere  come mai, professionisti che collaborano da più di 30 anni con l'Inps non possono pagare i contributi pensionistici.

Si potrebbe gentilmente studiare tutti insieme un metodo per ridurre anche il nostro disagio?

Fonmceo ci ha incontrati in passato e lo farà di nuovo oggi, ricevendo tutti i rappresentanti sindacali e associativi di categoria, in vista dell'imminente approvazione del polo unico della medicina fiscale per discutere dell'atto d'indirizzo e del tanto auspicato rinnovo della convenzione che stipularemo con le istituzioni interessate.

In vista di questo prossimo incontro ho appunto apprezzato le dichiarazioni della presidente della massima istituzione ordinistica, Roberta Chersevani: “Enpam e Fnomceo devono essere sempre vicine e collaborare, poiché entrambi hanno al centro del loro interesse il benessere dei colleghi e la riduzione del loro disagio”

 

 Mi permetto di suggerire alla Presidente Chersevani: perché non approfittare  dell'incontro e invitare il Presidente Oliveti per approfondire questo argomento con tutti i rappresentanti di categoria della medicina fiscale?

Mi permetta di riportare alcune cifre.

Noi siamo circa 1000 medici fiscali e siamo passati da circa 4 anni, o meglio in una sola notte, da redditi medi lordi di 60-70 mila euro lordi annui a circa quest'anno (parlo di me ovviamente) 15 mila euro lordi.

Ebbene quanti milioni di euro sono entrati in meno nelle casse dell'Enpam e quanti non ne sono entrati per nulla e non ne entreranno mai ?

Collaborando insieme, potremmo giungere finalmente a ottenere una  DIGNITOSA CONVENZIONE A TEMPO INDETERMINATO conforme a quella dei nostri colleghi della medicina di base, della CA, dell'emergenza territoriale, della medicina dei servizi, della specialistica ambulatoriale e ultima, ma solo cronologicamente, della medicina penitenziaria.

Solo in questo modo ,”convincendo” le istituzioni competenti a  “RICONOSCERCI” una convenzione degna e dignitosa, parte dei nostri contributi sarebbero versati a monte e l'Enpam se li ritroverà versati con certezza senza più alcun ritardo o mancanza totale.

Questo potrebbe essere “un primo passo e un grande tentativo per ridurre il nostro disagio, per ridurre il disagio dei genitori di quei giovani medici?”.

Sperando di non essere stata troppo insistente e in qualche modo invadente, vi auguro un buon lavoro a favore di tutti i medici e odontoiatri.

Piera Mattioli

Responsabile nazionale area medici fiscali Smi

 


Interagisci

Vogliamo la tua opinione

 
 
© Copyright 2018 - SINDACATO DEI MEDICI ITALIANI - Segreteria Nazionale - Via Livorno 36 - 00162 Roma
Tel. 06.442.541.60 / 06.442.541.68 - Fax 06.944.434.06 - C.F. 97442340580 - info@sindacatomedicitaliani.it

Versione Portale SMI. 2.6.1