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SANITÀ, SUI NUOVI ATTI DI INDIRIZZO SMI E FESPA CONFERMANO LE PERPLESSITÀ SULLE RISORSE: INCERTE E INADEGUATE PER RINNOVARE ACCORDI DI LAVORO

Immagine Postata il 28/07/2017
Autore : REDAZIONE

Il Sindacato dei Medici Italiani, e Fespa, la Federazione degli Specialisti Ambulatoriali, guardano con preoccupazione e attenzione alla nuova bozza di Atto di indirizzo per il rinnovo di contratto e convenzioni.




COMUNICATO STAMPA

 

SANITÀ, SUI NUOVI ATTI DI INDIRIZZO SMI E FESPA CONFERMANO LE PERPLESSITÀ SULLE RISORSE: INCERTE E INADEGUATE

 

DISPOSTI A DIALOGARE SULLA PARTE NORMATIVA. BENE ACCORCIARE I TEMPI PER LA RIAPERTURA DEI TAVOLI A SETTEMBRE. MA SENZA ESCLUSIONI

 

28 luglio - Il Sindacato di Medici Italiani, e Fespa, la Federazione degli Specialisti Ambulatoriali, guardano con preoccupazione e attenzione alla nuova bozza di Atto di indirizzo per il rinnovo di contratto e convenzioni.

 

Per le due sigle sindacali (rappresentative per la medicina generale e la specialistica ambulatoriale) il nuovo testo ha recepito alcune delle proposte avanzate unitariamente, da tutta l'Intersindacale, per quanto riguarda la definizione e applicazione del nuovo Piano per la cronicità e, in generale, sugli aspetti più controversi dal punto di vista normativo. Ma non basta.

 

Per Smi e Fespa rimane, il vero ed enorme convitato di pietra, cioè il nodo economico, con ipotetici stanziamenti che risultano ancora incerti, in assenza di una seria presa di posizione del Governo che dovrebbe prendere in mano la situazione, evitando i tatticismi di alcune regioni.

Ma soprattutto, sottolineano: le risorse sono inadeguate per avviare quelle pretesa rivoluzione copernicana delle cure primarie, del territorio e dell'emergenza per garantire una continuità dell'assistenza h24, medicalizzata, universale, pubblica e di qualità.

 

Dubbi anche sulla disparità di trattamento nella destinazione dei fondi tra i diversi settori.

 

Infine, Smi e Fespa invitano la controparte pubblica a garantire non solo la celerità nella riapertura delle trattative a settembre, ma anche la unitarietà dei tavoli per evitare incomprensibili esclusioni nei confronti di tutte le sigle rappresentative.

 


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