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118 IN CAMPANIA, LO SMI AL GOVERNATORE DE LUCA: SENZA UN SISTEMA DI EMERGENZA EFFICACE SUL TERRITORIO I PRONTO SOCCORSO SONO DESTINATI AL CAOS

Immagine Postata il 09/08/2017
Autore : REDAZIONE

Il Sindacato dei Medici Italiani (settore 118- emergenza) campano sin dal mese di giugno ha chiesto provvedimenti immediati per potenziare la rete territoriale 118 di Napoli Centro, richiesta caduta nel vuoto, elusa dal Governatore e dai vertici aziendali di Napoli Centro. Al contrario sono arrivati i tagli al 118, e Gennaro Bassano, Responsabile del settore emergenza territoriale SMI fa appello al Governatore De Luca, evidenziando, "quanto sia necessario e urgente trovare soluzioni a questi problemi a partire appunto da Napoli: sono senza Medico 3 delle 14 autombulanze medicalizzate".




COMUNICATO STAMPA

118 IN CAMPANIA, LO SMI AL GOVERNATORE DE LUCA: SENZA UN SISTEMA DI EMERGENZA EFFICACE SUL TERRITORIO I PRONTO SOCCORSO SONO DESTINATI AL CAOS

Il Sindacato dei Medici Italiani (settore 118- emergenza) campano sin dal mese di giugno ha chiesto provvedimenti immediati per potenziare la rete territoriale 118 di Napoli Centro, richiesta caduta nel vuoto, elusa dal Governatore e dai vertici aziendali di Napoli Centro. Al contrario sono arrivati i tagli al 118, e Gennaro Bassano, Responsabile del settore emergenza territoriale SMI fa appello al Governatore De Luca, evidenziando, "quanto sia necessario e urgente trovare soluzioni a questi problemi a partire appunto da Napoli: sono senza Medico 3 delle 14 autombulanze medicalizzate".

"La rete gestita dalla Unità Operativa Complessa Integrazione Ospedale Territorio Emergenza di Napoli Centro - spiega - non ha scongiurato una morte evitabile, quella del giovane Marco, avvenuta venerdì sera alla stazione centrale di Napoli. Le polemiche postume non aiutano e fiumi di parole sono stati spesi nella giornata di domenica sul 118. Ed ecco un nuovo piano ospedaliero, decreto del Commissario Polimeni, che comprende anche una riorganizzazione dell’emergenza, ma in Campania rimane inattuato il decreto 49/2010. Viene meno ancora una volta la buona amministrazione, le buone prassi che possano garantire una riparazione dell’esistente e restituire ai cittadini un servizio 118 più efficiente".
"Solo oggi - denuncia Bassano -  la Regione e i vertici della Napoli 1 scoprono la chiusura dei PSAUT (strutture territoriali dell’emergenza), tra questi, quello della stazione centrale. Ribadiamo: chiusura illegittima, in violazione della delibera regionale n. 1268, ancora vigente, e che ha profondamente alterato la rete dell’emergenza prevista dalla regione, e che era finalizzata alla delocalizzazione del personale all’interno dei Pronto Soccorsi cittadini a sostegno e potenziamento del personale ospedaliero, così privando i cittadini di un servizio di soccorso immediato, distribuito sul territorio, attivo 24 ore, e gratuito".

"Elementi - aggiunge ancora - che emergono con chiarezza nella sentenza vinta dal sindacato UMUS al TAR (n 4213/2013) e al Consiglio di stato (n3027/2014). Quella decisione non poteva essere effettuata, con una circolare a firma del dottor Ercole Rossi, tantomeno da una delibera del Direttore Generale. Ricordiamo di aver più volte, portato all’attenzione dei funzionari regionali della sovrintendenza ospedaliera tali violazioni (anche con audizioni), dottor Pizzuti e Barresi, ma mai provvedimenti sono stati presi nei confronti delle dirigenze aziendali".
"La stessa delibera 1268 - insiste Bassano - prevede un personale medico dell’emergenza da impiegare nella rete e a rotazione dei Pronto Soccorsi, di 1.229 unità. I dati in nostro possesso evidenziano in realtà una dotazione regionale in servizio attivo (sono inclusi anche i P.S.) di 920 unità, di cui 688 dipendenti e 232 convenzionati a tempo indeterminato e determinato. Solo di questi ultimi, 129, sono i veri precari dell’emergenza: per la maggioranza di questi si reitera un contratto annuale dal 2004 a oggi. Medici convenzionati di medicina generale urgentisti reclutati attraverso selezione pubblica, che hanno acquisito negli anni un’elevata professionalità e il cui servizio è fondamentale alla tenuta della rete del soccorso primario e alla attuazione delle reti tempo dipendenti in regione Campania (IMA ,ICTUS,TRAUMA). È per questi medici che SMI chiede, ai fini di una migliore assistenza, il definitivo passaggio a tempo indeterminato, essendo tale conversione a costo zero per la Regione Campania. Infine, abbiamo 6 contratti co.co. pro sull’azienda di Caserta"
"Il Sindacato dei Medici Italiani - ribadisce il dirigente Smi - è per un sistema d’emergenza pubblico, anche se in parte integrato da Onlus e aziende private, che garantisca il cittadino, in tal senso è importante ripartire dal rispetto, appunto, del D.M.70/2015, ed è per questa ragione che chiediamo al governo regionale, che faccia in modo che si rispettino ed applichino gli standard già previsti. Solo in questo modo, la regione potrà ottemperare ai LEA (livelli essenziali di assistenza): ossia un soccorso avanzato ogni 60.000 abitanti, intervenendo nei codici rossi in 8 minuti in area urbana, 20 minuti in area extraurbana, e dove per soccorso avanzato s’intende l’insieme e l’integrazione delle figure di medico, infermiere ed autista soccoritore"

Infine Bassano, quindi fa il quadro della situazione e ricorda alcuni recenti e tragici eventi, "la morte di un quarantenne avvenuto a via Tribunali,  alcuni giorni dopo la demedicalizzazione dell’ambulanza degli incurabili per arresto respiratorio da overdose (morte evitabile). La morte del bambino ai fondi di Baia quindici giorni dopo la chiusura della postazione medicalizzata di Bacoli, avvenuta per potenziare il pronto soccorso dell’ospedale di Pozzuoli, trasportato da ambulanza base presso un P.S. non munito di Chirurgia Pedriatica e non stabilizzato".
"Chiusura - conclude amaramente Bassano - a cui lo SMI si oppose con una campagna nazionale. Oggi il decreto 33 del Commissario Polimeni in osservanza degli standard ripristina la stessa postazione. Facciamo appello al governatore, affinché riconosca queste gravi criticità e incontri l'area convenzionata dell'emergenza territoriale e della medicina generale, settore che oggi,  impiegato a 360 gradi,  garantisce il funzionamento dei P.S.regionali e della rete territoriale 118, costituendo anche una seria fonte di risparmio di spesa per le ASL e la regione".


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