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CONVENZIONI MEDICI, LO SMI, ALLA VIGILIA DELLA TRATTATIVA DI DOMANI CON LA SISAC, DICE SÌ A UNITÀ SINDACALE, MA CON PROPOSTE CONDIVISE

Immagine Postata il 13/09/2017
Autore : REDAZIONE

IL SINDACATO DEI MEDICI ITALIANI CHIEDE ALLA CONTROPARTE CHE SI FRENINO GLI AVVENTURISMI DELLE REGIONI: NO ALL’H16, SI AL TEMPO PIENO E AL RUOLO UNICO, SI GARANTISCANO GLI ACCORDI DI LAVORO E I DIRITTI. SERVONO RISORSE ADEGUATE.




COMUNICATO STAMPA 

 

CONVENZIONI MEDICI, LO SMI, ALLA VIGILIA DEL TAVOLO DI TRATTATIVA DI DOMANI CON LA SISAC, DICE SI A UNITÀ SINDACALE, MA CON PROPOSTE CONDIVISE

 

IL SINDACATO DEI MEDICI ITALIANI CHIEDE ALLA CONTROPARTE CHE SI FRENINO GLI AVVENTURISMI DELLE REGIONI: NO ALL’H16, SI AL TEMPO PIENO E AL RUOLO UNICO, SI GARANTISCANO GLI ACCORDI DI LAVORO E I DIRITTI. SERVONO RISORSE ADEGUATE.

 

PINA ONOTRI, SMI: “DAL VENETO ALLA SICILIA, PASSANDO PER ABRUZZO, LOMBARDIA O BASILICATA, I MEDICI SONO SUL PIEDE DI GUERRA. STAREMO AL FIANCO DELLE PROTESTE, A PARTIRE DAL VENETO DOVE SI ATTACCA LO STESSO DIRITTO ALLO SCIOPERO. PRONTI ANCHE A UNO SCIOPERO NAZIONALE”

 

 

Ripartono domani, giovedì, le trattative per il rinnovo della convenzione dei medici di medicina generale e del territorio, per il Sindacato dei Medici Italiani-Smi parteciperà alla riunione il segretario generale SMI, Pina Onotri e il responsabile 118-area convenzionati, Nicola Marini.

 

Pina Onotri, segretario generale SMI, alla vigilia dell’incontro sottolinea come l’Italia sia attraversata da una “ondata di disagio e proteste” e che la Sisac innanzitutto deve rispondere a questo clima di preoccupazione  e incertezza: “La controparte pubblica - spiega - deve frenare gli avventurismi delle Regioni, come si è fatto con il NO all’H16, ipotesi che deve essere definitivamente cancellata, e intervenire affinché si garantiscano gli accordi di lavoro e, quindi, i diritti dei medici. Non possiamo assistere a continui attacchi alle legittime indennità delle guardie mediche, come in Basilicata e Abruzzo, allo scippo di competenze ai medici di famiglia, come in Lombardia e Veneto o come sta avvenendo con i medici dell’emergenza nel 118 in Sicilia”.

 

“Per questa ragione - continua - abbiamo contribuito a creare fronti unitari e intersindacali per avviare proteste forti in molte realtà, per esempio in Sicilia e Veneto, appunto. Ma anche sul piano giudiziario, in Abruzzo, Basilicata e Lombardia.

Nel caso del Veneto è bene ricordare che la Regione ha attaccato in queste settimane il diritto allo sciopero, contestando il ricorso alla disobbedienza telematica, lo stop all’invio delle ricette, minacciando, addirittura, la disdetta della convezione per i medici che avessero aderito a una forma di protesta che non avrebbe colpito i pazienti, ma solo la macchina burocratica. Grottesco: la Regione preferisce gli ambulatori chiusi. Ebbene lo Smi starà a fianco di tutti i colleghi, non li lascerà soli, in Veneto come nel resto del Paese e, se necessario, sarà astensione dal lavoro in tutta Italia”.

 

“Infine - conclude Onotri - crediamo che sulla stessa linea delle iniziative intersindacali a livello periferico, sia giusto e opportuno andare al tavolo della Sisac in modo compatto, come, purtroppo, non è avvenuto nel passato, e con decisioni, e proposte condivise e unitarie e con chiari obiettivi: tutelare, sempre e comunque, i medici, ripensare il sistema, prevedere risorse adeguate”.


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