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BASTA AGGRESSIONI AI MEDICI!

Immagine Postata il 21/09/2017
Autore : REDAZIONE

Le ferme prese di posizione di Alfredo Granito, Responsabile Nazionale SMI C.A e di Nicola Marini, Responsabile Nazionale SMI EST 118, Convenzionati sulla grave aggressione a un medico di continuità assistenziale a Trecastagni.




 

BASTA AGGRESSIONI IN GUARDIA MEDICA

 

Un'altra aggressione in Guardia Medica: una collega di Continuità Assistenziale del catanese, ieri notte mentre era di turno ha subito l'ennesima, gravissima violenza.

Sempre più spesso accadono episodi del genere in Italia e quasi sempre a dottoresse, questo anche perchè il 60/70% dei medici sono donne.

Il SMI ha lanciato ancora una volta un urlo di allarme e ha mandato a tutte le istituzioni siano esse aziendali, regionali ed a questo punto nazionali.

E dove è la tanto declamata solidarietà femminile delle donne parlamentari?

Siamo al rinovo del Accordo collettivo Nazionale ed ancora una volta la Continuità assistenziale è la cenerentola della medicina generale; è necessario che il settore venga coinvolto contrattualmente, e soprattutto realmente e non sulla carta, in progettualità che spostano il settore da una medicina di attesa ad una di iniziativa, integrandosi e coordinandosi con i MAP anche in strutture complesse quali potrebbero essere le Medicine di Gruppo Integrate o UCCP che logisticamente potrebbero già fornire maggiore sicurezza.

Siamo medici che svolgono un lavoro usurante non riconosciuto (una vergogna in un paese civile e che dovrebbe garantire i diritti minimi dei lavoratori), siamo medici che ogni notte mettiamo a repentaglio la nostra dignità, orgoglio e vita  per compensi ai quali se tolta la quota relativa alla tassazione resta un corrispettivo economico oraio al pari di una badante o di coloro che fanno le pulizie; senza nulla togliere alla dignità di questi lavori ma comunque noi siamo MEDICI!

Ogni azione che noi facciamo, sia essa una telefonata, una visita ambulatoriale ovvero domiciliare, comporta rischi medico legali  che da soli dovrebbero prevedere compensi quanto meno doppi rispetto all'attuale compenso (Euro 22,46/ora LORDI!!), ma come detto prima siamo la cenerentola del territorio ed un cappotto sottile e starcciato per nostro padre ( LO STATO) deve andarci bene!

Ad ogni modo, qualsiasi compenso ci diano, niente può ridare la serenità alla collega che ha subito la violenza; è difficile solo immaginare lo stato d'animo che può avere in questi momenti e come si suol dire nessun tesoro al mondo vale quanto gli è accaduto.

L'inerzia dei dirigenti aziendali, l'inerzia dei dirigenti regionali, nonostante vi siano leggi a tutela dei MCA , porta alla non  sicurezza dei colleghi che esercitano questa professione rischiosa svolta pervalentemente di notte; per questo non è che i medici si vogliono sottrarre a tale compito ( nell'ipotesi paventata dell'H16 che rigettiamo come tale) ma chiediamo applicazione ferrea delle leggi, chiediamo che le postazioni di CA siano luoghi attenzionati dalla forze dell'ordine quali polizia, carabinieri e se necessario anche esercito e che tali azioni diventino deterrenti per coloro che solo pensano di poter agire con modi animaleschi e magari essere anche  impuniti.

Appare vergognoso, alla luce di quanto accade sempre più spesso presso le sedi di guardia, l'attegiameto dei dirigenti abruzzesi che chiedono la restituzione dell'indennità di rischio concessa loro, VERGOGNA.

Visto il paradosso che si crea a livello locale, tale indennità dovrebbe essere grantita a tutti i medici di guardia da Contratto Collettivo Nazionale e non demandata al "buon senso" (se c'è!) degli amministratori locali; e poi il Governo ci dica  (visto che non ci vogliono riconoscere lo status di lavoro usurante) quanto potrebbe essere tale indennità; 50 centesimi, 1 Euro? RAGIONATE!

Pongo una domanda a tutti parlamentari, se una Vostra figlia o figlio, medico di CA venisse violentata, che iniziative prendereste?

Bene, visto che ogni cittadino si rimette al proprio governo come fosse un padre e che quindi la collega è figlia di questo governo, cosa intendete fare?

Volete ridare serenità e sicurezza ai vostri figli? Volete dare dignità economica a tutti i medici per ciò che fanno?

I medici di guardia svolgono la loro attività professionale, garantendo l'assistenza sanitaria secondo LEA e Costituzione Italiana, per 12 ore su 24; quindi la metà di ogni giorno, metà di ogni  mese e metà di ogni  anno siamo noi a fornire al cittadino l'assistenza.

Ora vi chiedo di controllare i costi per l'assistenza delle ore diurne e i costi dell'assistenza per le ore notturne, vi renderete conto che non siamo ad iso risorse ma siamo quasi a costo zero!!

Il SMI , chiede un intervento dalle istituzioni nazionali a garanzia della sicurezza dei medci di Guardia Medica ( CA)  allertando prefetti o quant'altro, verificando se in tutte le sedi di CA  vengono attuate le norme di sicurezza previste dalla legge 81; chiediamo alle istituzioni nazionali di attenzionare la SISAC verso il settore della CA ridando la dignità economica dovuta  a noi medici di guardia.

 

                                                                       Il Responsabile Nazionale

                                                                       SMI Continuità Assistenziale

                                                                       Alfredo Granito

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I medici dell 'emergenza 118 del Sindacato Medici Italiani esprimono la loro totale solidarietà alla collega di guardia medica che ha subito violenza sessuale a Catania.

Lo SMI 118 ,nel  condannare questo ennesimo episodio di criminale violenza contro le donne, chiedono  alle Istituzioni di attuare tutte le misure che possano garantire sicurezza per gli operatori e certezza della  pena per i colpevoli. Le aggressioni, ormai, avvengono in tutte le parti del Paese ai danni di tutte le figure mediche in servizio sulle ambulanze, nei Pronto Soccorso, nelle postazioni di guardia medica, negli ambulatori dei medici di famiglia.

Un clima generalizzato di violenza che deve essere fermato dallo Stato nella certezza del diritto, per  la dignità del lavoro, per la sicurezza dei cittadini.

Nicola Marini, Responsabile Nazionale SMI 118.

 

 


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