Autenticati


  
  
  
  
 

Dettaglio Notizia

 

In Primo Piano

SANITÀ, OGGI INCONTRO DEL SEGRETARIO SMI, PINA ONOTRI, CON GIULIA GRILLO, 5 STELLE, DELLA COMMISSIONE AFFARI SOCIALI DELLA CAMERA DEI DEPUTATI. VERRÀ CONSEGNATO UN DOCUMENTO DI PROPOSTE

Immagine Postata il 04/10/2017
Autore : REDAZIONE

Oggi il segretario generale del Sindacato dei Medici Italiani-Smi, Pina Onotri, alle 17.30 incontrerà Giulia Grillo, componente della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati. Lo Smi comincia così un calendario di incontri con i partiti affinché si rimetta la sanità nell’agenda politica del Paese.




COMUNICATO STAMPA

 

SANITÀ, INCONTRO DEL SEGRETARIO SMI, PINA ONOTRI, CON GIULIA GRILLO, 5 STELLE, DELLA COMMISSIONE AFFARI SOCIALI  DELLA CAMERA DEI DEPUTATI

 

VERRÀ CONSEGNATO UN DOCUMENTO DI PROPOSTE DELLO SMI PER UNA SERIA RIFORMA DEL SSN

 

 

 

 

Pina Onotri, alla vigilia della riunione, sottolinea come “la sanità sia ormai ostaggio delle regioni, senza una programmazione nazionale, compressa da tagli lineari e dall’assenza di risposte adeguate alla mutata domanda di salute. Una impostazione che marginalizza i medici, costretti sempre più a operare tra precariato e attività improprie e burocratiche, e che riduce la qualità dei servizi ai cittadini”.

 

“Abbiamo consegnato un documento di proposte - continua Onotri - per rilanciare la nostra sanità pubblica. Chi si candida a guidare il Paese deve confrontarsi con la realtà di base, con chi sta in prima linea nelle corsie, negli ambulatori, nelle ambulanze. Vogliamo che si ridia centralità al diritto alla salute, al principio di universalità e di uguaglianza, sancito dalla Costituzione.

Chiediamo che dal parlamento parta la spinta per una grande riforma delle cure primarie, dell'emergenza-urgenza, del territorio e dell'ospedalità. Per un nuovo ed efficace sistema, con al centro il cittadino e con una organizzazione dei servizi sottratta agli sprechi e riaffidata ai medici”.

 

“Infine - conclude Onotri - abbiamo chiesto ai 5 Stelle di appoggiare la nostra richiesta ai ministri Minniti e Lorenzin di una Vertenza nazionale per la sicurezza per i medici dirigenti e convenzionati, perché è cresciuto preoccupantemente, infatti, il numero di aggressioni contro i medici, soprattutto nelle sedi di continuità assistenziale, nel Pronto Soccorso, nel 118, ma anche nelle stesse corsie di ospedali. Ultima in ordine di tempo la drammatica violenza sessuale a un medico di guardia a Trecastagni (Catania). Servono strutture adeguate per ospitare gli ambulatori, con protocolli di controllo efficaci. Serve un tavolo ministeriale che preveda risorse adeguate per la messa in sicurezza dei professionisti che operano nel SSN, e con essi, lo stesso diritto dei cittadini ad essere assistiti degnamente. Ma anche che si preveda una legge ad hoc per la tutela dei medici dalle aggressioni”.

 

LE PROPOSTE, PER PUNTI SINTETICI

 

1) Una Vertenza nazionale per la sicurezza per i medici dirigenti e convenzionati. Cresce, in maniera preoccupante, infatti, il numero di aggressioni ai medici, soprattutto nelle sedi di guardia medica, nel Pronto Soccorso, nel 118, ma anche nelle stesse corsie di ospedali. Servono strutture adeguate per ospitare gli ambulatori, con protocolli di controllo efficaci. Chiediamo che si apra un tavolo ministeriale che preveda risorse adeguate per la messa in sicurezza dei professionisti che operano nel SSN, e con essi, lo stesso diritto dei cittadini ad essere assistiti degnamente. Ma anche che si preveda una legge ad hoc per la tutela dei medici dalle aggressioni e che i medici in servizio vengano considerati dei pubblici ufficiali . 

 

2) Risorse per il rinnovo degli accordi lavoro, per contratti e convenzioni. Basta con il blocco dei salari, servono incrementi per i medici dirigenti, sì alla rivalutazione della quota capitaria e dei beni e servizi messi a disposizione dai medici di medicina generale. Le somme messe a disposizione sia per l’area della dirigenza che per l’area della convenzionate possono appena bastare a recuperare un blocco contrattuale di 7 anni e non già a finanziare nuove forme di organizzazione i cui obiettivi devono assolutamente essere in relazione alla possibilità di realizzazione da parte delle Regioni e alla loro capacità di spesa. Chiediamo che venga defiscalizzato il salario accessorio per dare respiro alla categoria messa in ginocchio da blocchi di contratti e aumento dei fattori di produzione.

 

3) Riforma degli strumenti normativi: contratto unico, accesso unico, tempo pieno. Per tutti i medici operanti nel SSN

 

4) Programmazione fabbisogni personale medico. Gli iscritti alla facoltà di Medicina ogni anno sono circa 13.000 e i posti della formazione post laurea sono meno della metà, ogni anno abbiamo un incremento di circa 7000 unità di medici stabilmente precari o disoccupati

C’è necessità di un aumento di borse di studio specialistiche, in base al fabbisogno stimato di ciascuna, nonché della Formazione in Medicina Generale, che deve diventare anch’essa specializzazione come nel resto d’Europa.

 

5) Precariato e disoccupazione dei giovani medici. Nella nota di aggiornamento al Def appena varata viene rimandata ancora una volta  la  definizione di norme chiare  per  la stabilizzazione dei precari e di politiche che favoriscano l’occupazione giovanile 

Il tema della disoccupazione giovanile si aggancia a quello delle pensioni. Giovani disoccupati e personale in servizio sempre più vecchio.

E’ impensabile allungare ancora di più l’età pensionabile in generale, e per le donne in particolare. 

Questo provvedimento, appena varato, che allunga l’età pensionabile per le donne segna un altro primato negativo anche rispetto al resto d’Europa, che su alcune posizioni sta facendo marcia  indietro.

E’ chiaro che ci troviamo di fronte ad una riduzione delle tutela sulle donne, con la ridicola  giustificazione di una equiparazione con gli uomini che, oltretutto, non ha riscontro nella realtà del mondo del lavoro. Ancora oggi esiste un gap negativo enorme sui salari, sui compensi professionali, sulle carriere.

 

6) Investimenti strategici: con fondi adeguati, la spesa in sanità è un presidio produttivo che crea ricchezza in termini di salute e di occupazione. Basta con i tagli lineari: non danno risparmi ma solo compressione di diritti e depotenziamento dell'organizzazione e della qualità dei servizi.

E’ preoccupante che l’ incidenza della spesa sanitaria rispetto al Pil continui a decrescere passando dal 6,6% del 2017 al 6,3% nel 2020, e questo dato conferma il trend negativo per quel che concerne gli stanziamenti in sanità, considerata un costo e non un investimento.

 

7) Difesa della ricchezza e peculiarità della medicina generale e del territorio dagli assalti delle aziende e delle regioni, per quanto riguarda l'imposizione di modelli organizzativi inefficaci e burocratici. Difesa delle postazioni di continuità assistenziale h24, contro i modelli h16.

 

8) Potenziamento del 118, definitivo passaggio alla dipendenza, no alle esternalizzazioni del servizio e alla demedicalizzazione delle ambulanze 

 

9) Riconoscimento di tutte le tutele ai medici convenzionati, come ai medici dirigenti (malattia, ferie ). In particolare per le donne, fortemente discriminate (maternità). Inserimento della guardia medica e del 118 nella lista dei lavori usuranti.


10) Stabilizzazione dei medici fiscali esterni dell'Inps.

 

11) Riforma dell'Enpam e del sistema Ordinistico all'insegna della maggiore partecipazione e trasparenza


Interagisci

Vogliamo la tua opinione

 
 
© Copyright 2018 - SINDACATO DEI MEDICI ITALIANI - Segreteria Nazionale - Via Livorno 36 - 00162 Roma
Tel. 06.442.541.60 / 06.442.541.68 - Fax 06.944.434.06 - C.F. 97442340580 - info@sindacatomedicitaliani.it

Versione Portale SMI. 2.6.1