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Convegno ONE HEALTH - Ministero salute

Immagine Postata il 07/11/2017
Autore : REDAZIONE

Molti i temi sul tavolo: l'impatto dei cambiamenti climatici sulla salute, le malattie trasmesse da vettori, la resistenza agli antibiotici, le malattie emergenti e riemergenti.




Convegno One Health Day

3 Novembre 2017 - Roma

 

 

Anche l’Italia si è allineata al resto del mondo celebrando a Roma, presso il Ministero della salute per la prima volta il “3 Novembre - One Health Day” per iniziativa di FVM, Federazione Veterinari e Medici e con il patrocinio del ministero della Salute e l’impegno delle principali istituzioni ordinistiche e scientifiche della sanità pubblica.

 

Lo spirito di questa importante giornata, che traccia una linea di continuità tra la salute delle persone, degli animali, dell’ambiente, ha pervaso le relazioni e gli interventi di saluto, che hanno indicato, da declinazioni naturalmente diverse ma tutte convergenti, la necessità di una sola medicina, “One Medicine”, unificando e mettendo in rete le diverse professionalità del settore.

 

I temi della giornata celebrativa internazionale dell’ONE EALTH DAY sono anche tra le sfide che la Presidenza Italiana del G7 ha deciso di mettere nel proprio programma di lavoro.

 

Tutte questioni introdotte nel Convegno dalla relazione di apertura da Aldo Grasselli, Presidente della Federazione FVM - Farmacisti Veterinari Medici e Dirigenti sanitari, che ha evidenziato come “Le risorse per tutelare la salute sono sempre scarse, sono tali per definizione. Lo sono ancora di più se la prevenzione primaria non riesce efficacemente a ‘Mantenere Sani i Sani’. Aver riunito nel corso dell’assise del 3 novembre i rappresentanti di tutte le professioni che tutelano la  salute, in tutte le fasi della vita, per discutere di potenziamento dei Dipartimenti di Prevenzione e delle Politiche di tutela della salute, conferma la  sensibilità di professionisti capaci di immaginare le sfide che si avvicinano e di impostare per tempo i cambiamenti necessari per dare risposte valide e tempestive per a “Salute Unica” di uomini, animali e ecosistemi.”

 

“I lavori dell’’ONE HEALTH DAY italiano - ha continuato Grasselli – hanno contato sulla partecipazione dei Direttori Generali del Ministero della salute, di Direttori Generali delle Aziende sanitarie italiane, delle Federazioni degli Ordini, dei Sindacati e delle Società scientifiche dei sanitari che operano nel Ssn, una attenzione che ci consente di essere ottimisti sul futuro della Sanità pubblica e della Prevenzione”.

Erano presenti infatti: Francesco Ripa di Meana – Presidente FIASO, Musa Awad Hussein- Consigliere comitato centrale FNOMCeO, Gaetano Penocchio – Presidente FNOVI, Giuseppe Ruocco - Direttore Generale Igiene, Sicurezza Alimentare  e Nutrizione  - Ministero salute, Silvio Borrello - Direttore Generale Farmaco Veterinario e Sanità Animale - Ministero salute, Antonio Sorice - Presidente SIMeVeP

Fausto Francia – Presidente  SItI , Anna Maria Di Giammarco – Presidente SNOP
 

Grasselli ha rimarcato che l’Italia si può ritenere un paese all’avanguardia per aver costituito i Dipartimenti di Prevenzione, e che la loro multi professionalità e interdisciplinarietà, la rete degli IZS e delle ARPA, e l’ISS, rappresentano un modello articolato, che altri paesi guardano con molto interesse”.

“Le Regioni, pur con la loro autonomia e con le loro differenze - ha aggiunto - devono avere un ruolo primario nella difesa della salute dei loro cittadini, delle popolazioni animali e dell’ambiente se vogliono mantenere o recuperare standard di elevata qualità per le loro comunità. Non sono quindi giustificabili arretramenti rispetto alle sfide che la prevenzione deve assumere per mettere in sicurezza non solo la salute ma, molto spesso, anche l’ economi. Le cure ai cittadini malati possono essere assicurate sia attraverso il Ssn sia con forme di convenzione con istituzioni private. La sanità pubblica e la prevenzione primaria, proprio per la rilevanza strategica che rappresentano anche in termini di interesse nazionale e sicurezza nazionale non possono che essere una funzione di tutto lo Stato, inteso nelle sue articolazioni costituzionali. Lo hanno dimostrato tutti le relazioni  scientifiche che sono state presentate nella sessione pomeridiana dell’One Health Day”.

“ONE WORLD ONE HEALT ONE MEDICINE ma è anche centrale il concetto di ONE NATION - ha precisato il presidente FVM - dove tutti i servizi medici veterinari e sanitari di tutela collettiva della salute agiscono perseguendo una eccellenza di sistema, senza fughe in avanti non previste dalle leggi, garantendo una difesa uniforme dai rischi in tutta la penisola, ben sapendo che l’Italia può diventare un “passaggio a nord” per l’ingresso in UE di patologie (è stata ricordata l’Afta Epizootica) che – pur non interessando l’uomo - possono generare danni economici enormi”.

La giornata si è chiusa con una condivisione di vedute: “Non esiste linea di demarcazione tra la medicina animale e quella umana. Non esiste una linea di demarcazione tra la salute umana, la salute animale e la salute dell’ambiente”.

Esiste una “Salute Unica” che poggia sulla conoscenza delle dinamiche delle popolazioni; l’interazione con l’ambiente; l’uso dell’epidemiologia per la sorveglianza ed il controllo di problemi comuni (umani, animali, ambientali); la necessità di considerare fattori biologici, chimici e fisici; la necessità di valutare i fattori socio-economici; la medicina preventiva come obiettivo prevalente in sanità.

Tutto ciò partendo dai principi di Manhattan Building Interdisciplinary Bridges to Health in a “Globalized World” del 2004.

I dodici principi di Manhattan esortano i leader mondiali, la società civile e gli esperti globali di sanità pubblica a:

1)    Riconoscere il legame essenziale tra la salute di esseri umani, animali domestici e specie selvagge e la minaccia che le malattie pongono alle persone, la sicurezza alimentare ed economica, ed alla biodiversità necessaria al mantenimento di un ambiente sano ed un ecosistema ben funzionante di cui noi tutti abbiamo bisogno.

2)    Riconoscere che tutte le decisioni riguardanti l’uso della terra e dell’acqua presentano implicazioni rilevanti per la salute. Ogni qualvolta ignoriamo questa relazione si manifestano alterazioni dell’ecosistema e l’emergenza di nuove malattie.

3)    Includere lo studio della salute delle specie selvagge come una componente essenziale della prevenzione globale delle malattie, la loro sorveglianza ed il loro controllo.

4)    Riconoscere che i programmi di sanità pubblica possono contribuire in maniera rilevante alla conservazione delle varie specie.

5)    Promuovere approcci innovativi, olistici e proiettati nel futuro della prevenzione, sorveglianza, il monitoraggio ed il controllo delle malattie emergenti e riemergenti, che prendano in considerazione la complessa interconnessione tra le specie.

6)    Cercare opportunità per la piena integrazione tra una prospettiva di conservazione della biodiversità ed i bisogni umani quando si adottano misure per il controllo delle malattie infettive.

7)    Ridurre il commercio e regolare la conservazione e la caccia delle specie selvagge, non solo per proteggere tali specie, ma anche per ridurre il rischio di trasmissione delle malattie, anche tra le specie, e lo sviluppo di nuovi ospiti per i patogeni.

8)    Ridurre l’abbattimento programmato di specie selvagge libere per il controllo delle malattie solo a specifiche situazioni basate su un consenso scientifico, multidisciplinare ed internazionale, che tale popolazione rappresenta effettivamente una significativa minaccia alla sanità pubblica, la sicurezza alimentare, o alle altre specie selvatiche.

9)    Aumentare gli investimenti in infrastrutture sanitarie globali, sia umane sia animali, adeguate alla gravità delle minacce emergenti e riemergenti alla specie umana ed a quelle animali, rafforzando la sorveglianza sanitaria su animali ed uomini e migliorando il coordinamento tra agenzie governative e non governative, compagnie produttrici di vaccini e di farmaci, e tutti i possibili partner.

10) Creare una collaborazione tra governi, popolazioni, settori pubblici, privati e non-profit per affrontare le sfide di salute globale e conservazione della biodiversità.

11) Fornire risorse e supporto allo sviluppo di network globale di sorveglianza sanitaria sulle specie selvatiche in grado di scambiare informazioni con il sistema di sanità pubblica e veterinario come parte di un sistema di allerta per l’emergenza e la ri-emegenza delle malattie.

12) Investire in educazione e sensibilizzazione della popolazione mondiale per influenzare il processo politico atto a migliorare la consapevolezza che dobbiamo capire meglio la relazione tra salute e integrità dell’ecosistema per migliorare con successo le prospettive sanitarie del un pianeta

 

“È ormai chiaro - ha concluso alla fine dei lavori, Aldo Grasselli - che nessuna disciplina o settore della società dispone delle conoscenze e delle risorse sufficienti per prevenire da sola l’emergenza e la ri-emergenza di malattie nel nostro mondo globalizzato. Nessuna nazione da sola può invertire la tendenza alla distruzione dell’habitat e all’estinzione di specie animali e vegetali che rappresenta una seria minaccia alla salute di uomini ed animali. Solo superando le barriere tra agenzie, individui, specialità e settori diversi si potranno liberare le energie e condividere le conoscenze necessarie ad affrontare le serie minacce alla salute di tutte le specie viventi e alla stessa integrità dell’ecosistema.  Non è possibile risolvere i problemi di oggi e le minacce future con i metodi passati; viviamo nell’era della globalizzazione, di “una sola medicina, una sola salute” e dobbiamo sviluppare soluzioni innovative, multidisciplinari e proiettate nel futuro per affrontare le sfide che ci aspettano”.


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