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EMERGENZA AGGRESSIONI AI MEDICI, A PALERMO IL SINDACO ORLANDO RACCOGLIE LA DENUNCIA DELLO SMI, IL PREFETTO CONVOCA UN TAVOLO TECNICO

Immagine Postata il 23/11/2017
Autore : REDAZIONE

ROSALBA MURATORI, PRESIDENTE REGIONALE SMI: “A PALERMO I PRIMI RISULTATI DI UNA LOTTA, A CATANIA DICHIARATO LO STATO DI AGITAZIONE. NON LASCEREMO SOLI I MEDICI, FAREMO QUADRATO NELLA DIFESA DELLE DONNE. SERVE UNA VERTENZA NAZIONALE SULLA SICUREZZA PER LA MODERNIZZAZIONE DELLA SANITÀ PUBBLICA. GRAVE IL SILENZIO DI MINNITI E LORENZIN”




COMUNICATO STAMPA

 

EMERGENZA AGGRESSIONI AI MEDICI, A PALERMO IL SINDACO ORLANDO RACCOGLIE LA DENUNCIA DELLO SMI, IL PREFETTO CONVOCA UN TAVOLO TECNICO

 

 

AL PROSSIMO CONSIGLIO NAZIONALE SMI, ALL’ASSEMBLEA GENERALE DELLA GUARDIA MEDICA, IL 25 NOVEMBRE A TIVOLI, RILANCEREMO UN PACCHETTO DI PROPOSTE

 

23 novembre - Primi importanti risultati della lotta contro la violenza ai medici, dopo l’importante incontro che si è tenuto ieri a Palermo (Villa Niscemi), organizzato dal Coordinamento Donne Medico e dal Sindacato dei Medici Italiani con istituzioni ed esperte della società civile, alla presenza del sindaco Leoluca Orlando e dell’assessore alla Salute Giovanna Marano, che, appunto, si sono fatti portavoce della grave questione. Il prefetto di Palermo, infatti, ha deciso di convocare un tavolo tecnico per individuare soluzioni concrete e urgenti. Lo Smi siciliano ha deciso, quindi, oggi di portare al prossimo Consiglio Nazionale del sindacato, 24-26 novembre, e alla convocata Assemblea Generale della Continuità Assistenziale (guardia medica), che si terrà a Tivoli il 25 novembre, le riflessioni e le proposte emerse per avviare un percorso di prevenzione e contrasto al fenomeno della violenza sulle donne medico sul posto di lavoro.

 

All’assise di ieri sono intervenuti anche il segretario generale dello Smi, Pina Onotri e il presidente dell’Ordine dei Medici, Toti Amato e i lavori sono stati aperti dal presidente regionale Smi, Rosalba Muratori, che ha sottolineato la drammatica e decisa testimonianza di Serafina Strano, presente all’incontro: “La dottoressa vittima di violenza nella guardia medica di Trecastagni lo scorso settembre, infatti, ha evidenziato come l’abbia profondamente ferita non aver ancora ricevuto una lettera, o una telefonata, da parte del ministro della salute, nonostante, la presenza della stessa Lorenzin al G7 sul tema della violenza sulle donne proprio a Taormina, a pochi chilometri da Catania. Una sensazione di abbandono, grave. Serafina Strano ha anche denunciato che a due mesi dall’accaduto, la situazione nell’Asp di Catania in termini di sicurezza ed idoneità dei presidi è praticamente immutata. In tal senso, è bene ricordare che lo Smi a Catania ha già proclamato lo stato di agitazione”.

 

Quindi Pina Onotri, segretario generale Smi, intervenendo, ha spiegato la nascita, gli obiettivi e l’operatività che si è dato il Coordinamento nazionale donne medico, nato proprio all’indomani della violenza di Trecastagni subita da Serafina Strano, e ha rilanciato la necessità di una Vertenza nazionale per la sicurezza che è stata appoggiata già da oltre 28.000 firme di cittadini.

 

Importante contributo, quindi, del presidente dell’Ordine dei medici di Palermo, Toti Amato, da sempre in prima linea nel sostegno delle iniziative contro la violenza di genere con l'AIDM e nella denuncia dell’emergenza aggressioni contro i medici nella sanità pubblica. 

 

Durante il convegno è stato presentato un video proprio sulle iniziative svolte in collaborazione tra Aidm ed Ordine dei medici sul tema della violenza sulle donne.

 

“Significativi - ha proseguito ancora Rosalba Muratori - gli interventi del Coordinamento antiviolenza 21luglio, delle Onde, dell’Aidm che hanno analizzato le conseguenze fisiche, psicologiche, gestionali rispetto alle donne che subiscono violenza, affermando un principio, che è un vero programma di lavoro: ‘Mai più sole, né fisicamente né moralmente’, e ribadendo la necessità di prevedere fondi adeguati per servizi sociali per evitare che le donne ‘fragili’ siano ancor più esposte a questi fenomeni”.

 

“Segnali positivi anche dal direttore sanitario dell’Asp di Palermo, Salvatore Russo - ha spiegato ancora Muratori - che ha riportato i provvedimenti da mettere in campo in termini di sicurezza sui presidi di continuità, molti dei quali con problemi igienico sanitarie, sui quali Smi ha sollecitato immediati interventi strutturali. Ma ha anche riferito della necessità di una forte implementazione delle strutture tecnologiche e ha ammesso che solo la presenza di un infermiere o di un autista soccorritore darebbe una reale sicurezza in guardia ma purtroppo il costo sarebbe proibitivo”.

Lo Smi ha chiesto al sindaco presente di essere supporto costante e operativo di verifica di quanto fatto a tutela dei cittadini, donne medico comprese, dalle istituzioni e l'avvio di una fattiva collaborazione nella formazione contro la violenza sulle donne.

Invito raccolto dall’assessore Giovanna Marano che ha proposto l’attivazione di una conferenza di servizi con l’Asp, l’Ordine dei medici e le associazioni oggi presenti trovando la massima disponibilità.

 

“Il sindaco, Leoluca Orlando, ha recepito le nostre preoccupazioni e proposte - ha concluso il presidente regionale Smi - e se ne è fatto portavoce al comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che si è tenuto poco dopo l’evento, sempre ieri, in Prefettura. In questa direzione, siamo soddisfatti nel leggere la nota alla stampa del Prefetto, nel sottolineare che il tema posto è di estrema attualità e merita un approccio di grande sensibilità istituzionale e umana, e che ha assicurato la convocazione a breve di un tavolo di sicurezza cui saranno chiamati a partecipare oltre ai rappresentanti territoriali delle forze dell’ordine anche il sindaco di Palermo, presidente A.n.c.i., il commissario straordinario dell’A.s.p, nonché la stessa presidente dello Smi, l’Ordine dei Medici e i rappresentanti di associazioni di categoria, al fine di individuare le migliori strategie di intervento volte a potenziare il sistema di sicurezza di cui oggi sono dotate le guardie mediche, nella città e nella provincia, e promuovere altre iniziative finalizzate a garantire alle donne medico sicurezza e serenità sul posto di lavoro. Un passo avanti nella giusta direzione, ma il cammino è ancora lungo”.  


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