Autenticati


  
  
  
  
 

Dettaglio Notizia

 

In Primo Piano

SANITÀ, RESPINTI GLI EMENDAMENTI ALLA LEGGE DI BILANCIO PER GARANTIRE I DIRITTI CONTRATTUALI DEI DEI MEDICI NELLE REGIONI, A PARTIRE DALLE INDENNITÀ DI RISCHIO

Immagine Postata il 18/12/2017
Autore : REDAZIONE

18 dicembre - Il Sindacato dei Medici Italiani protesta con forza dopo che il Parlamento ha respinto gli emendamenti alla legge di bilancio finalizzati a garantire le tutele contrattuali delle guardie mediche in tutta Italia, messe in discussione dalle iniziative “illegittime della Regione Abruzzo e Basilicata”. Lo Smi ricorda che questa situazione si è creata sulla base di alcune indagini della Procura della Corte di Conti che hanno portato al taglio di diverse indennità previste dagli accordi di lavoro regionali, tra queste quella di rischio, e alla conseguente richiesta ai camici bianchi di restituzione di quanto ricevuto in questi anni. Intanto, in Sardegna analoghi provvedimenti stanno colpendo anche i medici del 118.




COMUNICATO STAMPA

 

 

“Una decisione sbagliata, quella del Parlamento - attacca il segretario generale Smi, Pina Onotri - che lascia i medici italiani in balia degli abusi delle Regioni e delle indagini ‘creative’ della Corte dei Conti. Cosa vale un contratto, se poi, per fare cassa, lo Stato lo può violare a scapito del contraente più debole. In questo caso, un professionista che lavora in prima linea per garantire la salute dei cittadini. Questa situazione è ancora più grottesca, se pensiamo che le indennità messe in discussione sono quelle di ‘rischio’, una scelta, oltretutto, proprio in un momento storico che vede le guardia mediche e i medici del 118, oggetto di numerose aggressioni, in Puglia, come in Campania o in Sicilia”.

 

“Ci ricorderemo alle prossime elezioni - continua - chi ha voltato le spalle ai medici, anche in questo ennesimo episodio di ‘malapolitica’, per questa scelta di respingere emendamenti finalizzati a fare giustizia e a evitare le fughe in avanti di alcune regioni a danno della categoria”.

 

“Infine - conclude Onotri - la misura è colma, vista la generale assenza di politiche sulla sanità da parte del Governo, i tagli costanti e progressivi alle risorse, la mancata riorganizzazione dei servizi e il potenziamento del territorio, il silenzio sulla messa in sicurezza del Ssn dopo le ripetute aggressioni a danno dei medici, ma anche considerato il blocco del rinnovo degli accordi lavoro, fermi da più di dieci anni. Per tutte queste ragioni, Smi, che già ha aderito come Fvm -Smi allo sciopero dell’8 e 9 febbraio della dirigenza medica, sta valutando di coinvolgere nella protesta anche la sua area convenzionata”.

 

 

 

 


Interagisci

Vogliamo la tua opinione

 
 
© Copyright 2018 - SINDACATO DEI MEDICI ITALIANI - Segreteria Nazionale - Via Livorno 36 - 00162 Roma
Tel. 06.442.541.60 / 06.442.541.68 - Fax 06.944.434.06 - C.F. 97442340580 - info@sindacatomedicitaliani.it

Versione Portale SMI. 2.6.1