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SANITÀ, IN BASILICATA 6 GIORNI DI SCIOPERO DELLA MEDICINA GENERALE. I MEDICI UNITARIAMENTE INCROCIANO LE BRACCIA IL 22 e 23 FEBBRAIO E IL 13, 14, 15, 16 MARZO

Immagine Postata il 02/02/2018
Autore : REDAZIONE

2 febbraio: Vincenzo Filitti, segretario regionale SMI "Accordi regionali ancora non rinnovati, nessun progetto concreto di riorganizzazione delle cure primarie per affrontare i piani nazionali sulla cronicità i vaccini, le liste di attesa. Non solo: tagli illegittimi alle indennità delle guardie mediche. Queste, sono sol alcune delle molteplici ragioni che obbligano i medici lucani allo sciopero per la difesa della sanità pubblica e della professione.




 

COMUNICATO STAMPA

 

2 febbraio - L’Intersindacale della Basilicata, CISL, CGIL, FIMMG, SMI, SNAMI e UIL, a seguito degli ultimi incontri di ieri in Prefettura per le procedure di raffreddamento e conciliazione, ha dichiarato lo sciopero della medicina generale di 6 giornate: a febbraio 22-23 e marzo 13-14-15-16. 


 

“Nel testo - sottolinea Vincenzo Filitti, segretario Smi Basilicata - si denuncia come, nonostante gli impegni assunti dai massimi responsabili politici della Regione (e la disponibilità dimostrata da quelli sindacali), non sia stata ancora avanzata alcuna soluzione ai molti problemi urgenti per il rilancio della sanità pubblica territoriale.

Per citare solo alcune questioni. Per esempio, relativamente alla situazione di estremo disagio dei medici di Continuità Assistenziale, oggetto della sospensione di alcune indennità previste dall’Accordo Integrativo Regionale in vigore (DGR 331 del 2008),

O ancora: l’Intersindacale, ritiene non più rinviabile la discussione e la definizione in tempi brevi di nuovo accordo integrativo regionale che riorganizzi il sistema delle cure primarie in grado di affrontare le sfide future della sanità lucana (piano cronicità, piano nazionale vaccini, liste d'attesa).”

È bene ricordare, quindi, che già l’Assemblea Generale Unitaria dei Medici di Medicina Generale della Regione Basilicata, riunitasi a Potenza il 26 novembre 2017, aveva dichiarato lo stato di agitazione della categoria dando mandato alle organizzazioni sindacali rappresentative dell’area di attivare tutte le azioni sindacali di protesta.

Le Organizzazioni Sindacali appunto, in assenza di risconti concreti della parte pubblica, hanno quindi proclamato lo sciopero della categoria, articolate per settore (di seguito le modalità) nelle seguenti giornate: 22 e 23 febbraio 13, 14, 15 e 16 marzo.

 

Questi i punti principali del manifesto di convocazione dello sciopero dell’Intersindacale lucana:

 

1. Assegni segni individuali non riassorbili (art. 59 lettera A comma 2, 3 e 5 ACN/2005).

2. Fondo per il “Programma di attività finalizzata al Governo Clinico (DGR 1338/2010), finanziato per il 2010 e non più rinnovato.

3. Quota in base al numero degli assistiti affetti da malattie croniche (art. 8 comma 7 e 8 dell’ACN/2010).

4. Assenza di qualsiasi programma formativo.

5. Ritardo nelle procedure di assegnazione delle zone carenti di assistenza primaria (relative al primo semestre 2017) e ritardo della pubblicazione delle zone carenti rilevate nel 2° semestre 2017.

6. Blocco della pubblicazione delle zone carenti del servizio di Continuità Assistenziale dal 2010, eccetto una sola pubblicazione nel 2015.

7. Sottovalutazione del problema “idoneità e sicurezza” dei presidi di Continuità Assistenziale.

8. Mancata definizione del pagamento per l’accesso al servizio di Continuità Assistenziale da parte dei cittadini residenti in altre regioni, con palese inosservanza dei LEA.

9. La mancata attivazione del servizio di Reperibilità per il servizio di Continuità Assistenziale da parte dell’ASP

10. Mancata informatizzazione dei presidi di Continuità Assistenziale.

11. Assenza di pubblicazione delle zone carenti per il servizio emergenza-urgenza 118. 11. 

12. Mancato avvio dei Corsi di formazione previsti dall’art. 66 del DPR 270/2000.

 

LE MODALITÀ DI SCIOPERO

Le modalità dello sciopero, nel rispetto della normativa vigente, saranno così articolate:

1. medici di medicina generale del settore di assistenza primaria: chiusura di tutti gli studi dalle ore 8,00 alle ore 20,00.

I medici garantiranno, quali prestazioni indispensabili, come previsto dal comma 3 dell’art. 31 ACN vigente:

a) visite domiciliari urgenti

b) visite in assistenza programmata a pazienti terminali

c) prestazioni di assistenza domiciliare integrata (ADI)

d) la Pronta Disponibilità Telefonica per i medici di Assistenza Primaria (art. 12 comma 1 AIR 331/08)

2. medici di continuità assistenziale: astensione dal lavoro dalle ore 20.00 alle ore 24.00 Saranno garantite le prestazioni indispensabili secondo quanto previsto dal comma 4 dell’art. 31 ACN vigente.

3. medici di emergenza sanitaria: astensione dal lavoro dalle ore 8,00 alle ore 12.00

Saranno garantite le prestazioni indispensabili secondo quanto previsto dal comma 4 dell’art. 31 ACN vigente.

4. medici dei servizi territoriali: astensione dal lavoro dalle ore 8,00 alle ore 12.00 .

 

Saranno garantite le prestazioni indispensabili individuate dal comma 12 dell’art. 78 ACN vigente 5. medici penitenziari: non accesso negli Istituti Penitenziari dei Medici incaricati.

Saranno garantite le seguenti prestazioni indispensabili:

1) le urgenze.

2) le visite ai nuovi Giunti.

3) il N.O ai partenti in causa 

 

 


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