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AGGRESSIONI, APPELLO DELLO SMI AL MINISTRO LORENZIN: IN ALCUNE REGIONI SERVONO INTERVENTI IMMEDIATI CONTRO LA VIOLENZA AGLI OPERATORI DEL SSN

Immagine Postata il 21/03/2018
Autore : REDAZIONE

Aggressioni, appello dello SMI al Ministro Lorenzin: in alcune regioni servono interventi immediati contro la violenza agli operatori del SSN Pina Onotri, SMI: “Il nuovo osservatorio ministeriale è una scelta positiva, ma in Sicilia e Puglia servono provvedimenti urgenti per arginare il problema”




COMUNICATO STAMPA

 

 

 

21 marzo - Il prossimo 28 marzo i sindacati medici incontrano il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, sul nodo irrisolto, e sempre attuale, delle aggressioni contro i medici della sanità pubblica.

Intanto, le violenze nelle sedi di guardia medica, nei pronto soccorso, negli ospedali, continuano, soprattutto nelle regioni del meridione.

Il Sindacato dei Medici Italiani-Smi pur valutando positivamente l’istituzione dell’Osservatorio ministeriale, chiede al ministro della Salute e alle Regioni di prevedere delle misure urgenti per arginare il grave fenomeno.

 

Pina Onotri, segretario generale Smi, sottolinea “come a pochi mesi dalla gravissima aggressione nella guardia medica di Trecastagni, ancora ieri, in una intervista, Serafina Strano, la dottoressa vittima di quella drammatica vicenda, abbia evidenziato come il problema sia ancora aperto. Con coraggio ha denunciato come quell’ambulatorio, il luogo dello stupro, dopo tante promesse, sia passato da essere un ‘tugurio di serie C a un tugurio di serie A’. Troppo poco”.

 

“Il 28 riporteremo questa nostra protesta anche alle istituzioni ordinistiche - conclude Onotri - e metteremo sul tavolo il nostro pacchetto di proposte sul quale abbiamo anche ricevuto il sostegno di quasi 30 mila cittadini con una raccolta di firme, per definire con urgenza e avviare politiche di contrasto alla violenza: dal punto di vista delle strutture, spesso fatiscenti e inadeguate, quindi da modernizzare; del controllo del territorio, con le forze dell’ordine, integrate con guardie private e con la video sorveglianza; ma soprattutto con una legge di tutela dei pubblici ufficiali che sia efficace anche per i medici. Ma anche sul piano dell’organizzazione del lavoro”. 

 

 

 

 

 


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