Roma, 17 apr. – In riferimento all’articolo pubblicato da IL FATTO QUOTIDIANO del 15 Aprile 2026 “SEMPRE MENO ONERI E MAGGIORI ONORI.IL MEDICO DI BASE VUOLE DEMANDARE TUTTO?” a firma di Domenico De Felice, medico ed opinionista svorremmo precisare:
L’obbligo di certificazione di ogni medico iscritto all’ordine professionale non è sancito da una recente delibera dell’Ordine dei medici di Milano bensì dalla Legge 133/2008 detta “ Legge Brunetta “che appunto sancisce l’obbligo di ogni medico iscritto all’ordine professionale di certificare telematicamente all’INPS , per il tramite della piattaforma Sistema TS, la malattia dei lavoratori dipendenti diagnosticata ; la stessa legge prevede per il “medico curante” ( non “medico di base”) sanzioni nel caso sia lui, illegittimamente, a certificare telematicamente all’INPS malattie diagnosticate da altri medici.
Alla terza contestazione di tale tipologia di omissione e quindi violazione di normativa che è sia nazionale che deontologica, la sanzione può arrivare fino alla revoca della convenzione che equivale per il MMG al licenziamento.
Sorprende che il sedicente collega che firma l’articolo non ne sia a conoscenza e non sappia che in questi 18 anni trascorsi la legge Brunetta è stata ampiamente disattesa e pertanto molti colleghi , spesso ospedalieri , specialisti pubblici e privati , odontoiatri , non siano mai stati mai denunciati per omessa certificazione.
Tuttavia, l’impellenza dell’ obbligo certificativo in capo a chiunque , tra i medici, diagnostichi una incapacità lavorativa temporanea ( che quindi debba essere certificata per tutelare il dipendente e garantire il diritto alla tutela dei lavoratori medesimi) ha indotto molti Ordini Professionali dei Medici a richiamare tutti i medici ( convenzionati, dipendenti e liberi professionisti) al rispetto dei doveri certificativi con numerose circolari esplicative.
Il medico di medicina generale (medico di Assistenza Primaria) giornalmente pone decine di diagnosi, prescrive centinaia di terapie come è facilmente dimostrabile dai dati desumibili dai programmi gestionali di studio che registrano quotidianamente la attività professionale espletata quotidianamente dagli stessi ,programmi peraltro, chissà se il collega firmatario dell’articolo ne sia a conoscenza , sono pagati direttamente dal medico di medicina generale stesso.
L’ultima imprecisione dell’articolo riguarda il compianto collega e musicista Enzo Jannacci che , a differenza di quanto affermato dall’autore dell’articolo in questione , non ha mai svolto attività di “medico di base “ ma era medico ospedaliero in un reparto di chirurgia di un ospedale milanese.
Pertanto invitiamo il “medico” autore dell’ articolo a porre attenzione ai propri doveri certificatori al fine sia di non arrecare danno ai pazienti che allo stesso si possano rivolgere in futuro, sia al fine di non incappare in doverose segnalazioni anche ordinistiche, per omissione d’ atto d’ ufficio, omessa certificazione e violazione del dovere di collegialità e reciproco rispetto tra colleghi.
Con preghiera che il Direttore de Il Fatto Quotidiano verifichi con maggiore attenzione l’attendibilità di ciò che viene scritto sul giornale che, appunto, dirige.
Ufficio Stampa