Comunicato Stampa
Consultazione pubblica sulla proposta di riforma della medicina generale: 
Il 77 % dei medici è pronto a dimettersi se passa la Proposta di Legge Benigni
Dichiarazione di Pina Onotri, Segretario Generale Sindacato Medici Italiani (SMI)

Roma, 21 apr.- In un solo mese di consultazione online dei medici di famiglia sulla proposta di riforma della medicina generale in discussione alla Camera dei Deputati (AC 2218) sono stati raccolti più di mille risposte, un dato che rappresenta la grande attenzione che l’iniziativa sta riscotendo. Il 77 % dei medici, interpellati, dichiara di essere pronto a dimettersi se passa la Proposta di Legge Benigni, così Pina Onotri, Segretario Generale SMI.
Dall’analisi delle risposte emerge un messaggio netto. Il modello contrattuale attuale non convince più (37,5% sulle risposte valide). La maggioranza di chi ha partecipato alla consultazione esprime un giudizio critico sull’assetto vigente, mentre prende corpo una richiesta sempre più forte di tutele vere, garanzie contrattuali, sostenibilità del lavoro e chiarezza sul futuro professionale.
Il dato più significativo è che l’ipotesi che raccoglie il consenso più ampio è quella di una convenzione che mantenga la specificità del rapporto convenzionale ma introduca tutele analoghe a quelle previste per la specialistica ambulatoriale (71% delle risposte valide). È il segnale evidente di una categoria che non accetta più di essere lasciata sola, caricata di responsabilità crescenti e priva di protezioni adeguate.
Allo stesso modo, anche l’ipotesi del rapporto di lavoro dipendente raccoglie un consenso rilevante, (43,1% sulle risposte valide) a conferma del fatto che il punto centrale non è una formula ideologica, ma il bisogno urgente di uscire da un sistema percepito da molti come sempre più gravoso, ambiguo e insostenibile.
Per quanto riguarda, invece, il dato relativo alla Proposta di Legge Benigni: il 77% di chi ha risposto dichiara che, in caso di approvazione, valuterebbe le dimissioni dal Servizio Sanitario Nazionale. Un dato che, pur collocato nel perimetro di una consultazione aperta e non scientifica, ha un peso politico enorme.
Il sentiment che scaturisce dall’analisi dei primi dati è inequivocabile: i medici di famiglia chiedono rispetto, tutele e sostenibilità. Continuare a ignorare questo segnale sarebbe un errore grave. Proprio per questo la consultazione resterà online anche nei prossimi giorni. Vogliamo continuare ad ascoltare, raccogliere contributi e monitorare l’evoluzione del sentiment di una categoria che oggi chiede di essere finalmente ascoltata prima che sia troppo tardi.

Ufficio Stampa