Roma 5 giu.- La riforma della medicina generale, voluta dal Governo e dal Ministro della Salute Schillaci sembrerebbe arenata, così come riportato da notizie stampa. Apriamo subito un confronto e un percorso di ascolto con i medici e con le organizzazioni sindacali per individuare, con partecipazione, senza forzature da decreto legge, provvedimenti che valorizzino la professione dei medici e che tutelino, sempre più la salute, dei cittadini, così una nota di Pina Onotri, Segretario Generale Sindacato Medici Italiani, interpellata dall’Agenzia Ansa.
In questi mesi lo abbiamo detto: una riforma di così vasta doveva essere fatta con i medici e non nonostante i medici, a partire dalla cancellazione del Ruolo Unico che riteniamo troppo rigido e incompatibile con i giusti equilibri di vita e lavoro dei giorni nostri.
Vorremmo ringraziare tutti i colleghi che il 28 maggio scorso a Roma, sotto le finestre del Ministro della Salute, hanno partecipato alla nostra manifestazione nazionale e che hanno contributo al ritiro di una riforma sbagliata.
I nostri obiettivi rimangono gli stessi e con forza li rilanciamo: 1.No al debito orario coatto dei medici di medicina generale 2. No alla retribuzione per obiettivi e alla deroga dei blocchi contrattuali. 3. No alle equivalenze unilaterali: Bloccare le equiparazioni forzate. 4. No al ruolo unico, quale strumento che stigmatizza una realtà contrattuale. 5. Si all’Istituzione della scuola di specializzazione in Medicina Generale. 6. Si al rilancio della medicina dei servizi. 7. Si al contratto a dipendenza per i medici Specialisti in Medicina generale. 8. Sì al completamento orario su base volontaria. 9. Sì alla difesa e rivalutazione della quota capitaria complessiva anche come strumento per il mantenimento dell’autonoma organizzazione degli studi periferici.10 Si a nuove tutele per i medici di famiglia (ferie, diritto alla maternità, riconoscimento dell’infortunio sul lavoro).
Ufficio Stampa