Comunicato Stampa
Esprimiamo forti perplessità sulla riforma stralcio della medicina generale
 Lettera al Direttore di Leonida Iannantuoni, Presidente di ASSIMEFAC 
(Associazione Società Scientifica Interdisciplinare e di Medicina di Famiglia e Comunità)
e Consigliere Nazionale FISM

Gentile Direttore,

L’Assimefac esprime profonda perplessità nei confronti della cosiddetta  riforma stralcio della medicina generale, siglata qualche giorno fa in Sisac e riguardante l’utilizzo dei medici di medicina generale nelle Case di Comunità.
Qualcuno dovrebbe avere il coraggio e l’ onestà intellettuale di dichiarare, a milioni di italiani, a quei cittadini che risiedono negli oltre 2.000 comuni con meno di 1.000/1.500 abitanti, che si vedranno privati del loro medico di famiglia per  un giorno a settimana, perché sarà costretto da una riforma miope, a prestare la sua opera presso  una Casa di Comunità. Ci preme sottolineare, infatti,  che le Case di Comunità non saranno allocate nei piccoli centri, costringendo, quindi, centinaia di migliaia di cittadini a fare a meno del proprio medico. Solo ricorrendo a spostamenti di chilometri potranno poi usufruirne.
L’ Assimefac, non è contraria alle Case di Comunità e all’idea  di collaborazione tra le diverse discipline mediche, ma una riforma della medicina generale dovrebbe, innanzitutto, mettere in condizione  il medico di famiglia di eseguire una diagnostica di primo livello nel proprio studio, supportato da personale infermieristico e di segreteria a tempo pieno.
Un medico di famiglia che nel nostro paese dovrebbe essere  sgravato da una burocrazia che, ormai, assorbe la gran parte del suo impegno. Un medico di famiglia che, al pari di altri paesi europei ed extra europei, gli venisse riconosciuto  la dignità di avere una formazione attraverso una scuola di specializzazione universitaria.
Medico di famiglia a cui venga  attestato  l’ unicità del proprio ruolo, con un deciso e definito no ad equipollenze indiscriminate e generalizzate con altre specializzazioni mediche e ospedaliere.

Ufficio Stampa