Roma, 29 giu.- Firmato l’Accordo Integrativo Regionale (AIR) della medicina generale del Lazio dopo un lungo percorso di mesi. Questo risultato è stato raggiunto dall’insieme dell’Intersindacale Medici della medicina generale del Lazio, così Marina Pace, neo Segretario Regionale SMI Lazio e medico di medicina generale della ASL Roma 2 commenta l’intesa raggiunta con la Regione Lazio.
I motivi che ci hanno indotto alla firma sono in discontinuità con il quadro nazionale e con l’ultimo Accordo Collettivo Nazionale (ACN). Punto essenziale è rappresentato dalla completa volontarietà all’adesione alle ore nelle Case di Comunità del medico a ciclo di scelta. Questione discussa prima delle modifiche dell’ACN stralcio del 23 giugno scorso, ma ch’è stata mantenuta e che verrà rispettata.
Abbiamo firmato l’AIR Lazio, anche, a partire dalla decisione che verranno costituite finalmente le AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali) che aspettavamo dal 2022, con la previsione che i medici opereranno in una completa autonomia gestionale e nel rispetto dei bisogni territoriali. I giovani medici con 400 scelte, che devono dare 38 ore in ASL, non saranno gravati da ulteriori 3 ore in AFT e, come coloro che superano i 1500 assistiti, daranno le 6 ore solo in maniera volontaria. Inoltre, la quota AFT sarà uguale per tutti i medici, sia per quelli già in carico al sistema sanitario nazionale, sia per i nuovi medici a quota oraria. L’ulteriore punto ci ha indotto alla firma è la totale garanzia del riposo compensativo dopo il turno notturno e la copertura dello studio a ciclo di scelta sarà garantita dalla AFT, continua Marina Pace.
Il medico di medicina generale prenderà, finalmente, in carico il paziente cronico a tutto tondo e questa presa in carico verrà valorizzata economicamente. Ulteriore elemento qualificante dell’AIR è l’ampliamento del supporto alla genitorialità e all’accudimento (voluto fortemente dallo SMI) . Essendo i medici di medicina generale in regime libero professionale convenzionato e privi di alcune tutele, siamo riusciti a far riconoscere tutte le tutele previste dall’ordinamento. Potranno usufruirne non solo le donne, che costituiscono più dell’80% della categoria, ma tutti i medici. Saranno coperte situazioni come allattamento, gravidanza, adozione, ma anche l’assistenza a familiari fragili (titolari di Legge 104) o le fragilità degli stessi medici.
La nostra azione non finisce qui e auspichiamo di risederci a breve a tavoli con la parte pubblica per sciogliere gli ultimi nodi rimasti irrisolti.
Ufficio Stampa