Comunicato Stampa
ACN stralcio Case di Comunità:
Il Sindacato Medici Italiani chiede tutele per i medici che obbligatoriamente
sono costretti a operare all’ interno delle Case di Comunità
Nota della Segreteria Nazionale SMI

Roma, 15 lug.- Il Sindacato Medici Italiani non ha sottoscritto l’accordo del 23 giugno scorso ritenendo che l’introduzione di un vincolo orario obbligatorio per l’impiego dei medici di medicina generale nelle Case di Comunità (CdC) alteri la natura libero-professionale del medico, trasformandola di fatto in un rapporto di lavoro subordinato senza però riconoscerne le tutele.
Per tale ragione sta mettendo in campo azioni per diffidare le Aziende Sanitarie Locali (ASL) affinché adempiano ad estendere ai medici di Assistenza Primaria chiamati a svolgere, obbligatoriamente, attività oraria in strutture aziendali e avvalendosi dei mezzi di produzione messi a disposizione dall’Azienda (locali, impianti, attrezzature e macchinari) specifiche tutele previdenziali, assicurative e in materia di sicurezza sul lavoro.
Chiediamo che si equiparino i diritti dei medici di medicina generale, che operano obbligatoriamente nelle CdC, a quelli degli specialisti ambulatoriali e dei medici dei servizi che lavorano all’interno delle strutture ASL, conclude la nota dello SMI.

Ufficio Stampa