Medici. Concorso per accedere al corso triennale di medicina generale in Lombardia: i tempi della pletora medica non torneranno più!
di Rocco Imerti, Segretario Regionale SMI Lombardia
Milano, 26 ott.- I tempi della pletora medica non torneranno più! La conferma viene dal risultato del concorso per accedere al corso triennale di medicina generale in Lombardia. Questo c’indica come la crisi della professione medica andrebbe analizzata più a fondo da tutti gli attori del sistema: governatori, amministratori, funzionari, gestori dei percorsi formativi. In particolare i responsabili degli attuali corsi formativi, che avevano prematuramente festeggiato l’elevato numero di iscritti al Corso di Formazione in Medicina generale non avevano considerato che quest’anno sono state anticipate le domande per il CFSMG rispetto a quelle per le specialità. Molti giovani laureati in medicina, infatti, si erano intanto iscritti in attesa della domanda per il concorso in specialità, loro vera intenzione; senza contare quelli che si iscrivono al Corso e poi non lo iniziano o coloro che lo abbandonano durante.
I numeri della Lombardia (600 domande per poco meno di 500 posti, ma circa la metà si sono poi effettivamente presentati), peraltro a sovrapponibili alle altre Regioni, costituiscono un forte monito a chi decide e organizza una formazione carente, di scarsa qualità, disorganizzata, economicamente insufficiente, a sua volta burocratizzata come lo sarà la futura attività professionale, una formazione molto incentrata sull’attrazione sindacale anziché su pratica clinica.
È proprio per questo che lo SMI, per primo e da tempo chiede l’istituzione della Scuola di Specialità in Medicina Generale, per liberare il Corso da quei lacciuoli di potere che lo imbrigliano.
Un fondamentale cambiamento, in questo ambito, dovrebbe essere la parte economica, per evitare che giovani colleghi neolaureati vengano letteralmente buttati sul territorio appena iniziata la formazione, sì su base volontaria, ma in pratica obbligati dalla ridicola remunerazione del CFSMG.
In sostanza, quanto accaduto sulla scarsa partecipazione al Corso in Lombardia lo attendevamo pienamente, mentre altri dovrebbero fare un esame di coscienza e chiedersi: cosa abbiamo sbagliato? Forse si sono fatte, invece, proposte a tempo scaduto. Il Sindacato Medici Italiani le soluzioni le ha indicate, realizzando una proposta di legge sull’istituzione della scuola di specializzazione universitaria in medicina generale, cure primarie e medicina di comunità, che mettiamo a disposizione di tutta la categoria medica oltre che del Parlamento.
