SMI – Sindacato Medici Italiani
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Comunicato stampa. DdL Delega sulle professioni sanitarie: si poteva fare di più per  la scuola di specializzazione per la medicina generale e  per lo scudo penale!

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di Pina Onotri, Segretario Generale SMI Sindacato Medici Italiani

Roma, 28 ott.- Dopo un anno dalla sua presentazione  la Camera dei Deputati  approva oggi la Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e per ridefinire la responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie (2700-A) Il disegno di legge contiene delle misure condivisibili e altre meno, così Pina Onotri, Segretario Generale del Sindacato Medici Italiani.

Si attendevano con grandi aspettative le  misure per lo scudo penale, un provvedimento richiesto dalle categorie mediche e dai sanitari per arrestare i fattori principali delle fughe e della disaffezione dei medici dalla professione. Bisognava rispondere, essenzialmente  con più decisione: alla  soluzione  delle  300 mila cause pendenti contro medici e strutture sanitarie,  per una  tassativa riduzione della  medicina difensiva  e limitare il rischio di  cause legali, che attualmente hanno un costo stimato di circa 12 miliardi l’anno. Il provvedimento varato alla Camera potrebbe essere  un’ occasione persa.

L’articolo 5, quello sulla formazione, prevede, con il coinvolgimento delle amministrazioni competenti, la ridefinizione del percorso formativo nella medicina generale; ci saremo aspettati un passo avanti più immediato  verso la trasformazione del corso di formazione in medicina generale in scuola di specializzazione.

Siamo a  favore, da molti anni, all’istituzione di una Scuola di Specializzazione in Medicina Generale come già presente nel resto d’Europa per ridare attrattività alla professione e standardizzare la  formazione in  tutta Italia, mettendo fine  agli abbandoni  dai concorsi per la medicina generale. Oggi, infatti, si affida l’insegnamento della medicina di famiglia agli Ordini Provinciali dei Medici che, organizzano i corsi scegliendo docenti e argomenti da trattare con criteri difformi su tutto l’ambito nazionale.

Occorrerebbe  un vero e proprio salto culturale che porti alla scuola di specializzazione universitaria, con uno specifico settore, che formi medici specialisti nelle cure primarie/assistenza sanitaria primaria. Questo consentirebbe di acquisire maggiori competenze, omogenee sul territorio nazionale e affrontare, al meglio, le sfide del futuro. La costituzione di un settore scientifico disciplinare, permetterebbe, inoltre, ai giovani medici di avere nuovi incentivi per intraprendere la professione, d’ instaurare ruoli universitari, portando a sviluppare la ricerca sul territorio, elemento indispensabile per una qualità delle prestazioni.

Ufficio Stampa

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