Rassegna Stampa 30.10.2026

Selezione delle uscite a cura dell’Ufficio Stampa

Ansa – 19.10.2026

Sindacato medici italiani, Pina Onotri confermata segretaria nazionale Congresso nazionale a Roma. “Sostenere nuovi accordi e contratti dell’area convenzionata” (ANSA) – ROMA, 19 OTT – Sostenere i nuovi accordi e contratti dell’area convenzionata e della dirigenza medica in vista della Legge di Bilancio. È il messaggio emerso dal Congresso nazionale elettivo del Sindacato medici italiani (Smi), che si è svolto a Roma e si è concluso con la rielezione della segretaria generale uscente, Pina Onotri. Dal congresso è stata ribadita la contrarietà al ruolo unico e la necessità di introdurre un doppio canale lavorativo. L’obiettivo, secondo lo Smi, è consentire ai medici di scegliere liberamente tra due regimi: la convenzione con il Servizio sanitario nazionale oppure il rapporto di dipendenza, con le relative tutele, tra cui il riconoscimento degli infortuni, la maternità e le ferie, previste per entrambi i percorsi. Il congresso ha indicato tra le priorità lo sviluppo di iniziative in vista del possibile nuovo Accordo collettivo nazionale della medicina generale e a sostegno del contratto della dirigenza medica. Particolare attenzione sarà dedicata alla prossima Legge di Bilancio e alle misure per la sanità che saranno esaminate dal Parlamento. I lavori si sono conclusi con l’elezione della nuova segreteria nazionale: Pina Onotri è stata confermata segretaria generale, mentre Liliana Lora e Fabiola Fini sono state elette vicesegretarie nazionali.


Quotidiano Sanità 19.10.2026

Smi. Pina Onotri confermata segretario generale del Sindacato Medici Italiani

L’elezione al VI Congresso nazionale Smi, che tra le priorità individua il nuovo Acn. Grande attenzione alla manovra di Bilancio e alle misure per la sanità in discussione in Parlamento. Onotri: “Le liste d’attesa oggi uccidono quanto le bombe” e “con l’autonomia differenziata, il luogo di nascita può fare la differenza tra la vita e la morte”.

“Le liste d’attesa oggi uccidono quanto le bombe”. È uno degli affondi di Pina Onotri, segretaria generale del Sindacato Medici Italiani (SMI), fresca di conferma, nella relazione di apertura del VI Congresso nazionale, a Tivoli. Al centro, la denuncia il definanziamento della sanità pubblica, la carenza di personale e le riforme a risorse invariate.

Nel mirino la Legge di Bilancio 2027, chiamata a dare risposte concrete su assunzioni, finanziamenti e rinnovi contrattuali, e il DDL Schillaci sulla riorganizzazione dell’assistenza territoriale e ospedaliera, all’esame del Parlamento.

Sul nuovo CCNL 2025-2027 della dirigenza medica, Onotri riconosce il risultato economico e le nuove tutele, ma avverte: “Il contratto da solo non può compensare i decenni di definanziamento: la palla passa ora alla Legge di Bilancio, l’unico strumento in grado di sbloccare strutturalmente i tetti di spesa per le assunzioni straordinarie. Senza queste ultime, le tutele conquistate al tavolo rischiano di infrangersi contro la realtà di turni ancora insostenibili”.

Dura anche la critica all’autonomia differenziata: “Il luogo di nascita in Italia fa la differenza tra la vita e la morte”.

Nella parte finale del Congresso Nazionale Smi sono stati protagonisti i segretari aziendali e regionali del sindacato che hanno socializzato le loro esperienze dei territori, arricchendo la discussione congressuale. Particolare attenzione è stata dedicata alle condizioni dei giovani medici e delle donne medico. Dalla Lombardia alla Sicilia è stata ribadita la netta contrarietà al ruolo unico e la necessità di arrivare a un doppio canale. “Occorrerebbe scegliere liberamente tra due regimi lavorativi differenti: la classica convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) o il passaggio alla dipendenza, con tutte le tutele (riconoscimento dell’infortuno e della maternità, ferie, ect.) per entrambi i canali”.

La nuova generazione dei medici che si affaccia alla professione tiene molto a cuore la conciliazione dei tempi di vita e lavoro.

Nel corso del Congresso è stato infine lanciato il Coordinamento RUAP (Ruolo Unico di Assistenza Primaria) perché chi vive il Ruolo Unico ogni giorno sia protagonista dell’azione sindacale.

Il congresso, ha assunto, come priorità, l’impegno di sviluppare tutte le iniziative in vista del possibile nuovo Accordo Collettivo Nazionale di medicina generale e a sostegno del contratto della dirigenza medica. Grande attenzione sarà dedicata alla prossima Legge di Bilancio e alle misure per la sanità che saranno in discussione tra qualche giorno in Parlamento.

Il VI Congresso Nazionale elettivo dello SMI si è concluso con l’elezione della nuova Segreteria Nazionale e del Segretario Generale composta dagli eletti: Pina Onotri, Segretario Generale; Liliana Lora e Fabiola Fini a Vice Segretarie nazionali. Completano la Segreteria Nazionale, Mario Iovane (Segretario nazionale organizzativo); Donato Pulcini (Tesoriere nazionale); Petralli Silvia (Responsabile Pediatria); Santina Bianchi (Responsabile area specialistica ambulatoriale); Gian Massimo Gioria (Responsabile Area convenzionata); Filitti Vincenzo (Responsabile Area dirigenza); Renzo Giovanelli, Vice Tesoriere Nazionale; Davide Ronchetti Vice Segretario Organizzativo Nazionale. Presidente Nazionale, Ludovico Abbaticchio; Vice Presidenti Nazionali, Lucarelli Maurizio e Rocco Imerti; Presidenti Emeriti Nazionali Cosmo De Matteis e Luigi De Lucia.


InSalute News 21.10.2026

Nasce il Coordinamento Nazionale RUAP dello SMI: una rete per dare voce ai medici a Ruolo Unico

Gentile Direttore,

durante il VI Congresso Nazionale del Sindacato Medici Italiani è nato il Coordinamento Nazionale dello SMI dei Medici a Ruolo Unico di Assistenza Primaria (RUAP). Una nuova rete nazionale per rappresentare le istanze dei medici a Ruolo Unico per valorizzare le esperienze dei territori e contribuire attivamente all’elaborazione delle politiche sindacali.

L’iniziativa nasce dalla volontà di rafforzare la partecipazione diretta dei medici inseriti nel nuovo modello convenzionale, riconoscendo la necessità di dare spazio alle esperienze, alle criticità e alle proposte di chi vive quotidianamente le trasformazioni della medicina generale. L’obiettivo principale del Coordinamento Nazionale RUAP sarà evidenziare le istanze dei medici a Ruolo Unico, contribuendo alla definizione delle priorità e delle proposte sindacali attraverso un confronto costante con i professionisti impegnati sul territorio.

Una particolare attenzione sarà rivolta alle differenti applicazioni regionali del Ruolo Unico, alle condizioni di lavoro, alla sostenibilità del debito orario, alla compatibilità tra attività a ciclo di scelta e attività oraria e alle criticità organizzative che emergono nell’attuazione del nuovo modello.

Il Coordinamento Nazionale RUAP dello SMI intende costruire una rete in tutta Italia capace di collegare i colleghi delle diverse Regioni, raccogliere le loro esperienze e trasformare le problematiche quotidiane in proposte concrete.

L’obiettivo che ci poniamo è quello di dare voce a chi vive quotidianamente questo nuovo modello, creando un collegamento stabile tra i professionisti e il sindacato. Vogliamo che le esperienze dei medici, le difficoltà organizzative e le proposte che emergono dai territori contribuiscano concretamente a orientare l’azione sindacale. Il Ruolo Unico non può essere soltanto un cambiamento contrattuale: deve tradursi in un modello professionale sostenibile, capace di valorizzare il lavoro dei medici e migliorare l’assistenza ai cittadini.

Abbiamo l’ambizione di rafforzare una rappresentanza che parta dall’esperienza concreta dei professionisti, affinché le scelte sul futuro della medicina generale siano costruite anche attraverso il contributo diretto di chi è chiamato ad applicarle ogni giorno.

Dott. Alessio Crisanti

Responsabile del Coordinamento Nazionale RUAP dello SMI


CosenzaPost 23.10.2026

Sanità in Calabria, il Sindaco Medici Italiani rilancia l’azione sindacale: Cosmo De Matteis confermato Presidente Emerito

Ampia rappresentanza calabrese al VI Congresso Nazionale SMI di Tivoli, con la rielezione di Pina Onotri a Segretario Generale. Il sindacato denuncia zone carenti, carenze d’organico e punta a fermare l’emigrazione sanitaria verso il Nord.

Al VI Congresso Nazionale del Sindacato Medici Italiani (SMI),  chiuso nel fine settimana scorso a Tivoli  la Calabria, con la sua delegazione,  ha dato voce alle esperienze  e alle vertenze  dei territori della regione. Presenti alla assise nazionale di Tivoli i delegati calabresi,  Sinbaldo Iemboli Segretario Regionale, di Corigliano Rossano; Cozza Giuseppe di Catanzaro; Ventura Salvatore di San Giovanni in Fiore; Ludovico Quercia di Cetraro; Francesco Alberti di Castrovillari; Cosmo De Matteis, di Paola, riconfermato nella carica di Presidente Nazionale Emerito del sindacato.

Si tratta, adesso di riaprire nella regione una nuova stagione d’impegno sindacale a partire dalla difesa delle condizioni di lavoro, alle tutele, ai diritti di tutta la categoria medica;  della medicina convenzionata, della guardia medica, del 118 e della dirigenza medica.

Occorre, innanzitutto, che le ASP provinciali facciano una corretta programmazione  affinché si riesca  ad avviare alla professione i giovani medici nelle zoni carenti di medici di famiglia; questione che riguarda tutta la Calabria.

Saremo impegnati in regione, continua la  Nota dell’Ufficio Stampa SMI, nell’opera di denuncia delle deficienze strutturali in sanita e di quelle legate alla mancanza del  personale,  fino  al censimento dei   casi di malasanità.

Vorremmo contribuire, inoltre,  con la nostra azione sindacale  ad eliminare i cosiddetti viaggi della speranza che molti pazienti calabresi effettuano  verso altre regioni del Paese per la mancanza di strutture sanitarie nella nostra regione, perché, così, s’impoverisce la sanità regionale e si  trasferiscono risorse finanziarie verso i sistemi sanitari regionali del Centro nord.

Il Congresso Nazionale di Tivoli, infine, ha rieletto Pina Onotri a Segretario Generale dello SMI.


BERGAMONEWS 26.10.2026

I tempi della pletora medica non torneranno più! La  conferma viene dal  risultato del concorso per accedere al corso triennale di medicina generale in Lombardia. Questo c’indica come la crisi della professione medica andrebbe analizzata più a fondo da tutti gli attori del sistema: governatori, amministratori, funzionari, gestori dei percorsi formativi. In particolare i responsabili degli attuali corsi formativi, che avevano prematuramente festeggiato l’elevato numero di iscritti al Corso di Formazione in Medicina generale  non avevano considerato che quest’anno sono state anticipate le domande per il CFSMG rispetto a quelle per le specialità. Molti giovani laureati in medicina, infatti, si erano intanto iscritti in attesa della domanda per il concorso in specialità, loro vera intenzione; senza contare quelli che si iscrivono al Corso e poi non lo iniziano o coloro che lo abbandonano durante.

I numeri della Lombardia (600 domande per poco meno di 500 posti, ma circa la metà si sono poi effettivamente presentati), peraltro a sovrapponibili alle altre Regioni, costituiscono un forte monito a chi decide e  organizza una formazione carente, di scarsa qualità, disorganizzata, economicamente insufficiente, a sua volta burocratizzata come lo sarà la futura attività professionale, una formazione molto incentrata sull’attrazione sindacale anziché su pratica clinica.

È proprio per questo che lo SMI, per primo e  da tempo chiede l’istituzione della Scuola di Specialità in Medicina Generale, per liberare il Corso da quei lacciuoli di potere che lo imbrigliano.

Un fondamentale cambiamento, in questo ambito,  dovrebbe essere la parte economica, per evitare che giovani colleghi neolaureati vengano letteralmente buttati sul territorio appena iniziata la formazione, sì su base volontaria, ma in pratica obbligati dalla ridicola remunerazione del CFSMG.

In sostanza, quanto accaduto sulla scarsa partecipazione al Corso in Lombardia lo attendevamo pienamente, mentre altri dovrebbero fare un esame di coscienza e chiedersi: cosa abbiamo sbagliato?  Forse si sono fatte, invece,  proposte a tempo scaduto.

Il Sindacato Medici Italiani le soluzioni le ha indicate, realizzando una proposta di legge sull’istituzione della scuola di specializzazione universitaria in medicina generale, cure primarie e medicina di comunità, che mettiamo  a disposizione di tutta la categoria medica oltre che del Parlamento.


Panorama Sanità 28.10.2026

DdL Delega sulle professioni sanitarie: Si poteva fare di più per  la scuola di specializzazione per la medicina generale e  per lo scudo penale

Le occasioni mancate della delega sulle professioni sanitarie: dalla riduzione della medicina difensiva alla necessità di uniformare la formazione dei medici di famiglia, rafforzare le cure primarie e restituire attrattività alla professione

di Pina Onotri*

Dopo un anno dalla sua presentazione  la Camera dei Deputati  approva oggi la Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e per ridefinire la responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie (2700-A) Il disegno di legge contiene delle misure condivisibili e altre meno, così Pina Onotri, Segretario Generale del Sindacato Medici Italiani.

Si attendevano con grandi aspettative le  misure per lo scudo penale, un provvedimento richiesto dalle categorie mediche e dai sanitari per arrestare i fattori principali delle fughe e della disaffezione dei medici dalla professione. Bisognava rispondere, essenzialmente  con più decisione: alla  soluzione  delle  300 mila cause pendenti contro medici e strutture sanitarie,  per una  tassativa riduzione della  medicina difensiva  e limitare il rischio di  cause legali, che attualmente hanno un costo stimato di circa 12 miliardi l’anno. Il provvedimento varato alla Camera potrebbe essere  un’ occasione persa.

L’articolo 5, quello sulla formazione, prevede, con il coinvolgimento delle amministrazioni competenti, la ridefinizione del percorso formativo nella medicina generale; ci saremo aspettati un passo avanti più immediato  verso la trasformazione del corso di formazione in medicina generale in scuola di specializzazione.

Siamo a  favore, da molti anni, all’istituzione di una Scuola di Specializzazione in Medicina Generale come già presente nel resto d’Europa per ridare attrattività alla professione e standardizzare la  formazione in  tutta Italia, mettendo fine  agli abbandoni  dai concorsi per la medicina generale. Oggi, infatti, si affida l’insegnamento della medicina di famiglia agli Ordini Provinciali dei Medici che, organizzano i corsi scegliendo docenti e argomenti da trattare con criteri difformi su tutto l’ambito nazionale.

Occorrerebbe  un vero e proprio salto culturale che porti alla scuola di specializzazione universitaria, con uno specifico settore, che formi medici specialisti nelle cure primarie/assistenza sanitaria primaria. Questo consentirebbe di acquisire maggiori competenze, omogenee sul territorio nazionale e affrontare, al meglio, le sfide del futuro. La costituzione di un settore scientifico disciplinare, permetterebbe, inoltre, ai giovani medici di avere nuovi incentivi per intraprendere la professione, d’ instaurare ruoli universitari, portando a sviluppare la ricerca sul territorio, elemento indispensabile per una qualità delle prestazioni.

*Segretario Generale Sindacato Medici Italiani (SMI)


DIRE – 29.10.2026

SMI: AVVIATA ALLA CAMERA DISCUSSIONE PETIZIONE SU CRISI MEDICINA GENERALE “SEGUIREMO ITER FINO A CONCLUSIONE, SPERIAMO IN RICEZIONE NOSTRE PROPOSTE” (DIRE) Roma, 29 ott. – “Ieri pomeriggio la Commissione XII Affari Sociali della Camera dei Deputati ha iniziato la discussione della nostra petizione sulla situazione di crisi della medicina generale italiana e per chiedere l’adozione di provvedimenti legislativi e finanziari per contrastarla. Un ringraziamento al On. Luciano Ciocchetti, vicepresidente della XII Commissione della Camera e relatore della petizione in Commissione”. E’ quanto si legge in un comunicato dello Smi (Sindacato medici italiani). “Il regolamento della Camera dei Deputati prevede che le petizioni siano esaminate dalle Commissioni competenti e che l’esame possa concludersi con una risoluzione diretta ad interessare il Governo oppure con una decisione di abbinamento ad un eventuale progetto di legge all’ordine del giorno. Seguiremo la discussione parlamentare fino alla sua conclusione, augurandoci che si possa arrivare ad un esito positivo con la ricezione delle nostre proposte”, conclude la nota dello Smi.


AGENSALUTE 29.10.2026

Medici. Avviata alla Camera dei Deputati la discussione della petizione SMI per la Medicina Generale

Un ringraziamento all’On. Luciano Ciocchetti, Vice Presidente della XII Commissione

Roma, 29 ottobre 2026 – Ieri pomeriggio la Commissione XII Affari Sociali della Camera dei Deputati ha iniziato la discussione della nostra petizione sulla situazione di crisi della medicina generale italiana e per chiedere l’adozione di provvedimenti legislativi e finanziari per contrastarla. Un ringraziamento al On. Luciano Ciocchetti, Vice Presidente della XII Commissione della Camera e relatore della petizione in Commissione.

Il regolamento della Camera dei Deputati prevede che le petizioni siano esaminate dalle Commissioni competenti e che l’esame possa concludersi con una risoluzione diretta ad interessare il Governo oppure con una decisione di abbinamento ad un eventuale progetto di legge all’ordine del giorno.

Seguiremo la discussione parlamentare fino alla sua conclusione, augurandoci che si possa arrivare ad un esito positivo con la ricezione delle nostre proposte, conclude la nota dello SMI.


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