CERTIFICATI DI MALATTIA: COSA CAMBIA DAL 4 SETTEMBRE
La circolare INPS n. 92 del 4 settembre non risolve il problema di fondo, ma è comunque una notizia che riguarda da vicino ogni ambulatorio, e vale la pena spiegarla bene prima che lo faccia qualcun altro a modo suo.
Da ora la prestazione di malattia può decorrere dal giorno immediatamente precedente al certificato anche per le visite in ambulatorio, non più solo per quelle domiciliari. Tre condizioni: retrodatazione massima di un giorno, data corretta nel certificato, esclusi sabato, domenica e festivi.
Attenzione a non confonderla con un’altra novità, restando in tema di certificati: non c’entra il certificato di malattia a distanza previsto dalla legge 182/2025 (articolo 58), che riconosce la certificazione anche tramite telemedicina ma non fissa alcun termine per definirne casi e modalità, demandati a un Accordo Stato-Regioni che ancora non c’è. Una possibilità aperta da mesi, di cui nessuno ha ancora scritto l’uso.
La parte che ci interessa di più della circolare INPS è la motivazione che mette per iscritto: calo dei medici di famiglia, carichi di lavoro in aumento, difficoltà oggettiva a vedere il paziente lo stesso giorno. Sono esattamente le ragioni che denunciamo da mesi, scritte adesso nero su bianco in un atto ufficiale.
Non è la soluzione. È una controprova, la stessa che continuiamo a raccogliere ogni volta che una norma resta sulla carta: lo diciamo dal 18 marzo, da quando i novanta giorni per il decreto sull’assistenza farmaceutica della stessa legge sono scaduti senza esito. Le date, da queste parti, le contiamo tutte.
SMI – Sindacato Medici Italiani
[Fonte: INPS, 4 settembre]

