Bologna, 3 febbraio – Apprendiamo dagli organi di stampa della firma dell’Accordo Integrativo Regionale (AIR) per l’Emilia-Romagna tra l’Assessorato Regionale alla Sanità e l’organizzazione sindacale maggioritaria della medicina generale. La stessa organizzazione sindacale che, in precedenza, aveva già sottoscritto l’intesa relativa ai Centri di Assistenza e Urgenza (CAU), strutture che, alla prova dei fatti, hanno evidenziato rilevanti criticità sia sul piano organizzativo sia sotto il profilo economico, così Michele Tamburini, Segretario Regionale Emilia Romagna dello SMI.
Rileviamo con rammarico come l’AIR di medicina generale dell’Emilia-Romagna non sia stato oggetto di un confronto preventivo con le altre rappresentanze sindacali del settore, lasciando pertanto irrisolte le numerose criticità legate all’introduzione del Ruolo Unico, già ereditate dall’Accordo Collettivo Nazionale.
Il Sindacato Medici Italiani rivendica il proprio ruolo di tutela della categoria medica e sente, altresì, il dovere istituzionale e morale di garantire ai cittadini la migliore qualità possibile dell’assistenza sanitaria territoriale. Alla luce della sottoscrizione dell’AIR, temiamo che molti cittadini possano non disporre più di un medico di riferimento stabile, qualora ne abbiano uno assegnato, con particolare penalizzazione delle aree montane e della pianura. La riorganizzazione, prevista dall’AIR, rischia, inoltre, di determinare un prevedibile allungamento delle liste di attesa per esami diagnostici e consulenze specialistiche, con la conseguente e crescente necessità per i cittadini di ricorrere alla sanità privata.
Appare difficile comprendere, da parte nostra, l’attuale indirizzo politico regionale che sembra orientarsi verso un progressivo rafforzamento del comparto sanitario privato, a discapito del servizio pubblico territoriale.
Il Sindacato Medici Italiani ribadisce tuttavia la propria piena disponibilità a un confronto serio, trasparente e costruttivo con le istituzioni regionali, senza alcuna pregiudiziale, nell’interesse dei professionisti sanitari e, soprattutto, della tutela della salute dei cittadini.
Ufficio Stampa