Nota del Direttivo Regionale Umbria
Sindacato Medici Italiani (SMI)
Perugia 13 febb.- Il Direttivo Regionale Umbria del Sindacato Medici Italiani, in relazione alla risposta pubblica della Asl1 Umbria all’interrogazione del Consigliere Regionale di FdI Giambartolomei intende precisare che non c’è stato nessun raccordo, ne accordo tra la Asl1 Umbria e codesta Organizzazione Sindacale circa un intervento dei medici per la “revisione dei casi presi in carico”, così una nota del Direttivo Regionale Umbria dello SMI.
L’ Asl si è limitata a inviare una mail circa la necessità, per un dato paziente, di fare l’esame chiesto mesi addietro e di rimettere una nuova prescrizione con numero di ricetta elettronica ovviamente diverso.
Si precisa che se viene richiesto un esame diagnostico, apponendo e rispettando i tempi (RAO) Raggruppamenti di Attesa Omogenei dovuti e questo non viene erogato nei tempi indicati, non va chiesto al prescrittore se quella prestazione è più necessaria ma al paziente, di cui il CUP ha i recapiti.
Procedere in modo unilaterale a “reinviare” una nuova ricetta non è professionalmente e deontologicamente possibile, questo richiede una chiamata attiva del paziente e la rivalutazione del caso, posto che il paziente stesso non abbia già provveduto unilateralmente. Questo scarico di responsabilità non solo aumenta il carico di lavoro ma mette in difficoltà il medico come se la primitiva richiesta non fosse stato appropriata. I Medici di Assistenza Primaria hanno sempre collaborato per risolvere le problematiche di salute dei cittadini ma non tollerano che siano scaricate le responsabilità e incombenze di altri.
Nell’ attuale sofferenza della Assistenza Primaria, con zone carenti di medici che non vengono ricoperte, solo nella ASL1 verranno pubblicate 118 zone carenti, la bassa attrattività del Sistema Regionale Umbro, su cui grava la lenta e non per colpa della parte sindacale, trattativa per il nuovo Accordo Regionale. Sono ancora in attesa la risoluzione di temi come Case di Comunità, Ospedale di Comunità e definizione dei ruoli del Ruolo Unico di Assistenza Primaria che si trascina da più di un anno con gravi ripercussioni su tutto il sistema regionale, ulteriori aggravi non sono accettabili.
Siamo per la collaborazione e il supporto ma rifiutiamo gli scaricabarile per responsabilità di altri soggetti.
Ufficio Stampa