Gentile Direttore,
mi permetta di ricorrere nuovamente a Lei per far giungere, all’On. Stefano Benigni, ulteriori considerazioni inerenti alle conseguenze derivanti da un’eventuale approvazione del suo PDL sulla medicina generale.
Come ho già esplicato in precedenti osservazioni, il 26% dei comuni italiani che conta meno di mille abitanti, nelle fasce orarie in cui l’unico medico sarà assente poiché impegnato nelle Case di Comunità, sarà del tutto sprovviste di assistenza medica.
Nella malaugurata evenienza in cui, in tali fasce orarie, dovesse verificarsi la necessità di ricorrere ad un medico, l’unica possibilità da parte del cittadino sarebbe quella di rivolgersi al servizio di 118.
Preme ricordare che, su tutto il territorio nazionale, il servizio 118 soffre endemicamente di carenza di personale, in primis della figura medica, e che un sovraccarico di richieste non è certamente auspicabile. La stragrande maggioranza delle ambulanze risultano essere senza medico e detto servizio diverrebbe un semplice servizio di transfert verso le strutture di Pronto Soccorso già gravate da sovraccarico di lavoro derivante, anche per esse, da problemi di carenza di personale. Tale carenza deriva da scelte politiche scellerate che hanno portato negli ultimi anni, a una diminuzione dei Pronto Soccorso da 659 nel 2003 a 433 nel 2023, per un totale di oltre 200 strutture in meno in vent’anni.
Invitiamo, quindi, l’On. Benigni ad una riflessione su quanto proposto dichiarando la nostra piena disponibilità ad un fattivo confronto volto ad una reale rifondazione della medicina generale.
8 aprile 2026
Ufficio Stampa