Comunicato Stampa
Dalla categoria un no netto al debito orario dei medici di famiglia nelle Case di Comunità
e a una retribuzione per obiettivi.
Sì alla abolizione del ruolo unico e alla istituzione della scuola di specializzazione.
Pronti allo sciopero!
Nota della Segreteria Nazionale
 Sindacato Medici Italiani (SMI)

Roma, 13 magg.- Dopo l’incontro avvenuto ieri al Ministero della Salute  dalla categoria dei medici di medicina  generale si leva una forte opposizione ai contenuti del Decreto Legge  di riforma del Governo, così una nota della Segreteria Nazionale dello SMI che ha espresso una valutazione attenta insieme ai segretari regionali e ai responsabili di settore  del sindacato in una riunione ‘a caldo’ ieri sera.
Aspettiamo una  prossima convocazione,  che non siamo sicuri  se vi sarà, per esprimere un giudizio compiuto, ma se la  bozza dovesse rimanere  la stessa di quella che abbiamo discusso non avremo che scegliere la via della mobilitazione, per tutelare il lavoro dei medici e garantire la salute  ai cittadini.
Dalla categoria,  da tutta Italia, abbiamo recepito una forte contrarietà  a quello   che la bozza  definisce il debito orario obbligatorio all’interno delle Case di Comunità per i medici. Bisognerebbe, invece, valorizzare gli studi medici periferici finanziando i loro fattori produttivi (personale e diagnostica) anziché centralizzare i servizi. Allo stesso tempo si leva una forte l’opposizione a logiche  che trasformano la retribuzione legandola  prevalentemente al raggiungimento degli obiettivi.

Dopo la proclamazione dello stato di agitazione  avevamo sperato che il Governo cogliesse la sofferenze e  le richieste di cambiamento dei medici, ma se così non fosse, siamo pronti a difendere il loro lavoro e la loro dignità con tutte le azioni, compresa quelle dello sciopero e della chiusura degli ambulatori.

Ufficio Stampa