Bari, 1 giu.- Qualche giorno fa abbiamo manifestato a Roma sotto il Ministero della Salute non solo per i diritti dei lavoratori medici, ma anche di tutti gli operatori della salute e del Servizio Sanitario Nazionale. Uno dei temi è stata anche la sicurezza sul posto di lavoro, in particolare per i professionisti del 118 e dei P.S. Le aggressioni al personale sanitario sembrano diventate un “fatto normale” quando invece tutto questo è inaccettabile.
Questo è il sintomo più grave di una assenza globale di presa di responsabilità da parte delle istituzioni preposte a garantire a medici, infermieri e tutti gli operatori pubblici del settore le tutele mentre svolgono il loro lavoro a servizio delle persone che hanno più bisogno. Una delle cause dell’abbandono del servizio sanitario pubblico è proprio la mancata tutela dei professionisti che lavorano per lo Stato.
I dati statistici sono stati dati pochi giorni fa alla stampa, ma ASL, Regioni, Parlamento e Organi di Governo ne sono più che informati. Continua purtroppo il loro silenzio e la loro superficialità se non incapacità ad affrontare questi temi. Medici ed infermieri stanno lasciando il S. S. N. e nel frattempo nel Governo Nazionale e nelle Commissioni Parlamentari competenti si discutono proposte di legge per la medicina territoriale priva di condivisione con le associazioni sindacali di categoria. Come si pensa di affrontare riforme così importanti come attivazione di Case o Ospedali di Comunità senza una visione globale e condivisa di una Riforma Socio-Sanitaria che guardi anche ai temi si dell’assistenza ai malati cronici a domicilio e alla riforma del sistema emergenza -urgenza dei territori dando sicurezza all’operatore della salute e al cittadino-paziente?
È arrivata l’ora di dire basta! Valutiamo cha anche nella Conferenza Stato – Regioni sia necessario una discussione di tutto questo e che la stessa ANCI nazionale debba intervenire a favore di un processo di lavoro programmato tra Enti Locali e Aziende Sanitarie. Noi siamo disponibili a vari livelli a dare il nostro contributo su proposte serie e condivise.
Ufficio Stampa