Roma, 10 giu.- Abbiamo scritto ai Direttori Generali delle AA.SS.LL. Regione Lazio, al Direttore Regionale Direzione Salute e Integrazione Socio-Sanitaria Dott. Andrea Urbani e ad altri responsabili della sanità della Regione Lazio perché siamo venuti a conoscenza, da segnalazioni di nostri iscritti, che permane confusione sul territorio laziale su come procedere all’attivazione delle Case di comunità, non essendoci ancora un AIR firmato che regolamenti queste procedure, così una nota della Segreteria Regionale Lazio dello SMI.
Abbiamo appurato che le ASL operano in maniera diversa le une dalle altre, e persino da un distretto all’altro, vessando i medici di medicina generale a volte con vere e proprie minacce di spostamenti in Case di Comunità lontane dal proprio studio o, peggio ancora, di chiusura dello studio o di revoca della convenzione.
Per non parlare dell’estrazioni a sorteggio per l’assegnazione delle ore o per l’individuazione di coordinatori di AFT (Aggregazione Funzionale Territoriale) al momento fantomatiche, ciò dimostra che da parte di alcuni direttori di distretto manca la conoscenza dell’Accordo Collettivo Nazionale (ACN) in vigore.
Questo caotico modo di procedere sta creando non poche problematiche, non solo alla medicina generale, ma a tutta la medicina territoriale e ai distretti sanitari.
Non crediamo sia questo il modo corretto di procedere! Evidentemente la nota esplicativa chiesta ed emanata dalla Regione non è stata sufficiente a fare chiarezza, ma non possiamo continuare a sottacere questo tipo di comportamenti da parte di alcuni direttori di distretto.
Pertanto, chiediamo che sia fatta chiarezza e che si fermino in maniera decisa questi comportamenti del tutto fuori da ogni accordo. Ribadiamo la nostra massima collaborazione, ma nel rispetto dell’ACN, anche se discutibile, e dell’accordo Integrativo Regionale che si sta elaborando.
Ufficio Stampa