Comunicato Stampa
Rinnovo del CCNL della Dirigenza Medica e dell’Area Sanità per il 2025-2027:
Occorrono scelte strutturali per aumentare 
gli stipendi dei medici e dei dirigenti dell’area medica del SSN
 Dichiarazione di Fabiola Fini
Vice Presidente, FVM (Federazione Veterinari e Medici)
e  Vice Segretario Nazionale Sindacato Medici Italiani (SMI)

Roma, 23 lug.- La riunione di oggi in ARAN  sulla trattativa del CCNL della Dirigenza Medica e dell’Area Sanità per il 2025-2027  affronta  la parte riguardante  le questioni economiche  del personale dipendente del SSN. Riteniamo  questo un punto dirimente che potrà fare la differenza  per le condizioni di vita di coloro che lavorano  negli ospedali, nella medicina dell’emergenza e urgenza, nell’area della dirigenza sanitaria, così Fabiola Fini, Vice Presidente, FVM e  Vice Segretario Nazionale Sindacato Medici Italiani SMI.
Bisognerebbe prevedere una defiscalizzazione dell’indennità medica con  l’applicazione di un’imposta agevolata o la riduzione del carico IRPEF su voci stipendiali dei dirigenti medici e sanitari.  Si potrebbe  partire con una  defiscalizzazione  del 15% dell’indennità medica per tutti i dirigenti del SSN, anche per quelli appartenenti al privato convenzionato. Una misura che, a nostro avviso, dovrebbe avere un carattere strutturale e andando  al di là  dalle manovre finanziarie di bilancio messe in campo dai vari  governi.
Occorrerebbe,  poi, puntare a mantenere l’indennità di specificità medica che dovrebbe essere incrementata economicamente,  persistendo l’obbligo  del dirigente medico  ad espletare la libera professione all’interno dell’azienda.
Le risorse aggiuntive che richiediamo,  fortemente, a fronte di un’ inflazione che  ha eroso pesantemente gli stipendi,  dovrebbero essere previste con una quota oraria nazionale  non inferiore a 100 euro/h,  incrementabile anche in sede di trattativa regionale/aziendale.
Proponiamo che  l’indennità di Pronto Soccorso  venga estesa a tutti i dirigenti medici che operano dell’ambito della medicina di emergenza-urgenza  e che non sia più un’indennità accessoria ma un’indennità nazionale fondamentale ed eventualmente  integrabile  anche in sede di  contrattazione decentrata  regionale ed aziendale.
Riteniamo che nel CCNL dovrebbe essere previsto che l’Azienda Sanitaria/ Ospedaliera siano  tenute  a conteggiare la pausa pranzo  al minuto senza forfait o decurtazioni fisse che  mortificano i lavoratori oltre che a penalizzarli economicamente.
Ovviamente riteniamo che debba permanere l’obbligo di una pausa minima per il ristoro da garantire nei minuti di  10 minuti obbligatoria  come da ex  Lg 66/2003 ( che regola l’orario di lavoro, stabilendo norme precise su durata massima, riposi e lavoro notturno).
Avremmo bisogno di una rivalutazione dell’elenco dei lavori usuranti di quelle professionalità   realmente  a  maggior rischio professionale (Pronto Soccorso, 118, psichiatria, servizi per le dipendenze, veterinari con funzioni di Pubblico Ufficiale) con  compensazioni e indennità specifiche.
Per quanto riguarda i servizi fuori sede  e l’impiego di personale  dell’area medica della dirigenza nelle Case di Comunità  siamo contrari alla proposta avanzata da Forza Italia che prevede d’inviare, con ordini di servizio, dirigenti medici per  colmare i vuoti nelle Case di Comunità.
Sul servizio fuori sede riteniamo che  non si possa tornare indietro su quanto stabilito nel precedente contratto e che sia  necessario aumentare il valore del gettone della pronta disponibilità attualmente a 20,66 euro ad almeno a 50 euro.
La formazione dovrebbe fare riferimento all’ art. 45 del D.lgs. 36/2023 per finanziare la crescita professionale dei dipendenti e non come era stato proposto dai fondi per le condizioni di lavoro per l’attività didattica e  in particolare per la retribuzione dei Tutori degli Specializzandi.
Per concludere,  proponiamo che si dovrebbero rivedere le norme per l’aspettativa  dei dipendenti, tenendo conto di una recente sentenza della Cassazione che stabilisce  come sia un  obbligo per l’azienda concederla in determinate circostanze.
Chiediamo, infine, la parità di tutele per  gli specializzandi  dirigenti che operano con il Decreto Calabria e parità nella maturazione delle ferie per i giovani dirigenti.
Occorre predisporre una  clausola di salvaguardia simile a quella delle Funzioni Centrali  per monitorare  l’inflazione reale e gli incrementi retributivi rispetto ai finanziamenti della prossima  legge finanziaria.
Allo stesso tempo chiediamo che si chiariscano le posizioni dei direttori di dipartimento e di unità operativa complessa all’interno dell’algoritmo gestionale.
Sono queste le proposte dell’Area della Dirigenza  SMI-FVM,  che mettiamo a disposizione  di tutti i professionisti  dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale, conclude Fabiola Fini.

Ufficio Stampa