Roma, 15 sett. – Buona la partecipazione allo sciopero e alla mobilitazione che hanno al primo punto un no al debito orario nelle Case di Comunità e al ruolo unico in medicina generale. Alla giornata di oggi hanno partecipato non solo i medici iscritti al sindacato, ma anche professionisti appartenenti ad altre organizzazioni sindacali e medici non sindacalizzati. Le guardie mediche e i medici del 118 aderenti allo Smi hanno iniziato lo sciopero alle 20 di ieri sera, 14 settembre, e termineranno la protesta alle 24 del 16 settembre, così Pina Onotri Segretario Generale SMI nel primo giorno di sciopero. Vi è stato nel corso della mattinata un collegamento in video dalla sede nazionale dello SMI di Roma con tutte le manifestazioni che si sono svolte in giro per l’Italia.
La nostra protesta mira a difendere non solo i diritti dei medici dell’area della medicina convenzionata ma anche il carattere pubblico e universalistico del Sistema Sanitario Nazionale. Vorremmo ricordare che rappresentiamo circa il 10% dei medici sindacalizzati, oltre 4.000 professionisti, ma nelle piazze ci sono tanti camici bianchi, anche appartenenti ad altre sigle sindacali o non iscritti ad alcun sindacato.
Grazie allo sciopero e alla mobilitazione di questi giorni, la petizione, per misure e risorse dedicate alla riforma della medicina generale presentata alla Camera dei Deputati, ha superato in quaranta giorni diecimila firme. Forte della mobilitazione e delle firme raccolte chiederemo un‘audizione alla Commissione Affari Sociali della Camera per a discussione della nostra petizione.
Nelle manifestazioni di Milano, Napoli e Palermo si sono registrate manifestazioni con un’ampia partecipazione. Solo a Milano sono circa 600 i medici scesi in piazza per protestare. Da Nord a Sud, la protesta e la volontà di scioperare sono stati palpabili. I dati definitivi sull’adesione allo sciopero, però, saranno disponibili soltanto il 18 settembre.
Ufficio Stampa