{"id":1148,"date":"2019-01-25T16:12:54","date_gmt":"2019-01-25T15:12:54","guid":{"rendered":"http:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/?p=1148"},"modified":"2019-02-12T11:12:06","modified_gmt":"2019-02-12T10:12:06","slug":"rassegna-stampa-25-gennaio-2019","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/index.php\/2019\/01\/25\/rassegna-stampa-25-gennaio-2019\/","title":{"rendered":"Rassegna Stampa &#8211; 25 Gennaio 2019"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"1148\" class=\"elementor elementor-1148 elementor-bc-flex-widget\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-288b31c elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"288b31c\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-b897820\" data-id=\"b897820\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-859e9de elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"859e9de\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<h5><strong>Rassegna Stampa SMI &#8211; 25 Gennaio 2019<\/strong><\/h5>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-6d4c006 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"6d4c006\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-f03f86c\" data-id=\"f03f86c\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8e9e602 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"8e9e602\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>DDL ANTIVIOLENZA &#8211; FIMEUC: &#8220;RIVEDERE LE RACCOMANDAZIONI MINISTERIALI SULLA SICUREZZA DEGLI OPERATORI SANITARI E DEI PAZIENTI&#8221;.<br \/><\/strong><em>Audizione della Federazione Italiana Medicina di Emergenza-Urgenza e delle Catastrofi in commissione Igiene e Sanit\u00e0. \u201cPer contrastare i fenomeni di violenza contro i medici e i sanitari, occorre prevedere maggiori poteri per le guardie giurate con funzioni di fermo, disarmo ed identificazione in H 24 all\u2019interno dei Pronto Soccorso e nell&#8217;assistenza agli equipaggi di emergenza sanitaria per-ospedaliera in caso di necessit\u00e0 e nelle sedi di Continuit\u00e0 Assistenziale\u201d.<\/em><\/p><p>ROMA 23 Gennaio 2019 &#8211; \u201cIl Sistema della emergenza urgenza a 25 anni dalla sua istituzione dal 1992 rappresenta ancora il punto di riferimento che offre una risposta sanitaria ai cittadini con patologie tempo dipendenti, a quelli con altre condizioni cliniche acute a rischio evolutivo, ma anche alle nuove tipologie di utenti (poveri, anziani, migranti) che non trovano altrove una risposta adeguata alla loro sofferenza reale o percepita\u201d cos\u00ec esordisce Fabiola Fini, Presidente della FIMEUC (Federazione Italiana Medicina di Emergenza-Urgenza e delle Catastrofi) all\u2019audizione alla Commissione Sanit\u00e0 del Senato sul DDL 867 DdL antiviolenza per le esercenti le professioni sanitarie nell\u2019esercizio delle loro funzioni.<br \/>\u201cAbbiamo segnalato, ai senatori della Commissione Sanit\u00e0 di Palazzo Madama, che la FIMEUC condivide i contenuti dell&#8217;articolo 1 del DdL 867, che istituisce l\u2019Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e le funzioni ad esso attribuite. Per quanto riguarda, invece, l&#8217;articolo 2, nonostante l&#8217;integrazione dell\u2019articolo 61 del codice penale, con il numero 11-septies, finalizzata ad introdurre un\u2019aggravante per chi commette il fatto con violenza o minaccia a danno degli esercenti le professioni sanitarie, ancora, a nostro avviso, non si garantisce l&#8217;automaticit\u00e0 della denuncia e la certezza della pena\u201d continua Fini. <br \/>\u201cLa FIMEUC ritiene necessario per fronteggiare il problema della sicurezza per il personale sanitario che si parta dalla revisione ed aggiornamento delle raccomandazioni ministeriali sulla sicurezza degli operatori sanitari e dei pazienti. Dall\u2019emanazione di disposizioni sulle buone pratiche per i Direttori Generali delle aziende e degli enti del SSN. Dalla predisposizione di corsi di formazione per gli operatori sulla gestione degli episodi di violenza, per identificare precocemente i segni del rischio di violenza e disinnescare un\u2019escalation di violenza. Dal lancio di una campagna di sensibilizzazione sui media sul tema della violenza contro i medici e i sanitari\u201d, continua la nota.<br \/>\u201cAllo stesso tempo, per contrastare i fenomeni di violenza contro i medici e i sanitari, occorre prevedere maggiori poteri per le guardie giurate con funzioni di fermo, disarmo ed identificazione in H 24 all\u2019interno dei Pronto Soccorso e nell&#8217;assistenza agli equipaggi di emergenza sanitaria per-ospedaliera in caso di necessit\u00e0 e nelle sedi di Continuit\u00e0 Assistenziale. L\u2019istituzione del drappello di polizia nei grandi ospedali o in quelli localizzati in territorio a rischio. L\u2019obbligo da parte della azienda sanitaria, unica responsabile della sicurezza del proprio personale, di costituirsi parte civile nei processi di aggressione agli operatori. Risorse per l\u2019impiego di tecnologie e la ristrutturazione nei luoghi di lavoro finalizzati alla sicurezza (telecamere, vie di fuga, porte e saracinesche blindate, confort per utenza e visitatori, etc.). Fondi destinate al rinnovo degli accordi lavoro, ai contratti e convenzioni, alle assunzioni del personale sanitario per garantire la copertura e qualit\u00e0 dei servizi del SSN. Programmazione adeguata per le immatricolazioni alla facolt\u00e0 di Medicina e Chirurgia e per le borse di Studio per le Specializzazioni in particolare per la specializzazione in Emergenza-Urgenza\u201d.<br \/>\u201cTra le proposte della FIMEUC illustrate al Senato per l\u2018 AS 867 vi \u00e8 anche quella di un aumentare il personale per ridurre i tempi di attesa del cittadino. Quindi, condividiamo l&#8217;emendamento all&#8217;art.9 del Decreto Semplificazione per accesso ai concorsi senza specializzazione ma con esperienza lavorativa di 4 anni in pronto soccorso purch\u00e8 &#8211; ha ribadito la Presidente Fini, l&#8217;emendamento accolga la proposta della Federazione di estensione del requisito di accessibilit\u00e0 ai medici dell&#8217;emergenza preospedaliera e preveda per tutti l&#8217;obbligo formativo di conseguire la specializzazione in medicina di emergenza urgenza nei successivi 5 anni dall&#8217;assunzione in modalit\u00e0 sovranumeraria, senza retribuzione e senza interruzione di servizio\u201d.<br \/>\u201cNotizie provenienti dagli ambienti del Senato fanno, invece, intravedere una probabile approvazione di un testo del tutto deludente ovvero senza l&#8217;estensione dell&#8217;accessibilit\u00e0 al concorso ai medici dell&#8217;emergenza pre-ospedaliera e senza l&#8217;obbligo di conseguire dopo il concorso la specializzazione. La FIMEUC ribadisce, anche in una situazione di grave carenza negli organici come quella attuale, non si possa prescindere dal percorso formativo. L&#8217;emendamento cos\u00ec come proposto dalla FIMEUC va nella direzione nell\u2019individuazone del medico unico dell&#8217;emergenza, che provvisto del titolo di specializzazione legittimamente potr\u00e0 svolgere la sua funzione sia nel contesto ospedaliero sia in quello preospedaliero a garanzia del cittadino utente\u201d, conclude.<strong><br \/><\/strong><\/p><p><strong>Fonte:<\/strong> Quotidiano Sanit\u00e0 &#8211; <a href=\"http:\/\/www.quotidianosanita.it\/governo-e-parlamento\/articolo.php?articolo_id=70198\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Link<\/a>.<br \/>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;\u00a0<br \/><strong>MEDICI, URGENZA, CONTRO AGGRESSIONI PIU&#8217; POTERI GUARDIE GIURATE. PRESIDENTE FIMEUC IN AUDIZIONE AL SENATO<br \/><\/strong>ROMA 23 Gennaio 2019 &#8211; &#8220;Maggiori poteri alle guardie giurate con funzioni di fermo, disarmo ed identificazione&#8221; e &#8220;presidi di polizia negli ospedali maggiori o in quelli in aree piu&#8217; a rischio&#8221;. In questo modo, secondo la Federazione Italiana Medicina di Emergenza-Urgenza e delle Catastrofi (Fimeuc), si possono contrastare i fenomeni di violenza contro i medici. A spiegarlo oggi la presidente Fabiola Fini, nel corso dell&#8217;audizione in Commissione Sanita&#8217; del Senato sul ddl 867 che mira ad arginare gli episodi di violenza ai danni degli operatori sanitari. Tra le proposte della Fimeuc, anche quella di un aumentare il personale nei pronto soccorso per ridurre i tempi di attesa del cittadino. &#8220;Condividiamo l&#8217;emendamento all&#8217;art.9 del Decreto Semplificazione che prevede l&#8217;accesso ai concorsi a personale senza specializzazione ma con esperienza lavorativa di 4 anni in pronto soccorso&#8221;, ha ribadito Fini. Ma questo, ha aggiunto, a condizione che &#8220;l&#8217;emendamento preveda per tutti l&#8217;obbligo formativo di conseguire la specializzazione in medicina di emergenza urgenza nei successivi 5 anni dall&#8217;assunzione in modalita&#8217; sovranumeraria&#8221;.<br \/><strong>Fonte:<\/strong>\u00a0ANSA<br \/>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;\u00a0<br \/><strong>DDL AGGRESSIONI: CONTINUANO LE AUDIZIONI AL SENATO<br \/><\/strong><em>Sumai: \u00abAsl denuncino d\u2019ufficio\u00bb. SIVeMP: \u00abVeterinari operino in equipe\u00bb.\u00a0<\/em><em>Si studiano le misure per fronteggiare l\u2019ondata di violenze contro gli operatori sanitari. Il segretario Sumai Antonio Magi: \u00abIl pi\u00f9 delle volte infatti, il medico aggredito non denuncia per vergogna, per rassegnazione, ma anche per paura\u00bb. Il Fimeuc (Emrgenza \u2013 Urgenza): \u00abServe formare personale per gestire situazioni.<br \/><\/em>Mentre non si fermano le aggressioni a camici bianchi e operatori sanitari, come avvenuto nelle ore scorse a Gallarate in provincia di Varese, la politica continua a lavorare per arrivare a una legge risolutiva su questo tema. Si parte dal testo del governo, il Ddl 867 recante \u2018Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie nell\u2019esercizio delle loro funzioni\u2019, con l\u2019obiettivo di migliorarlo accogliendo le indicazioni dei professionisti della sanit\u00e0.<br \/>Oggi la Commissione presieduta da Pierpaolo Sileri ha ascoltato Antonio Magi, Segretario generale del Sumai Assoprof, Aldo Grasselli e Angela Vacca del SIVeMP, Sindacato Italiano Veterinari di Medicina Pubblica, e Fabiola Fini, Presidente della FIMEUC.<br \/>LEGGI ANCHE: AGGRESSIONI, A GALLARATE PAZIENTE SI SUICIDA E PARENTI DANNO IN ESCANDESCENZA. INFERMIERA PRESA A PUGNI<br \/>SUMAI ASSOPROF: SERVE PROCEDIBILITA\u2019 D\u2019UFFICIO DA PARTE DELLE AZIENDE<br \/>Secondo Magi la soluzione \u00e8 quella di \u00abprevedere la procedibilit\u00e0 d\u2019ufficio da parte delle Aziende Sanitarie\u00bb anche perch\u00e9, continua Magi, sarebbe uno \u00abstrumento di tutela nei confronti del sanitario che spesso, per paura, non denuncia. Inoltre le Aziende sanitarie dovrebbero costituirsi parte civile nei processi di aggressione con il proprio personale in quanto le aziende sanitarie sono le responsabili della sicurezza dei propri dipendenti\u00bb.<br \/>Anche per Magi \u00e8 insufficiente quanto previsto dall\u2019articolo 2 del Ddl sulle \u00abcircostanze aggravanti per chi commette violenza o minaccia operatori sanitari nell\u2019esercizio delle loro funzioni\u00bb, \u00e8 insufficiente in quanto non solleva le vittime dall\u2019onere di denunciare i loro aggressori. \u00abElemento questo \u2013 ha aggiunto il segretario degli specialisti ambulatoriali \u2013 che pu\u00f2 rappresentare un pesantissimo condizionamento psicologico per la paura di subire ritorsioni. Il pi\u00f9 delle volte infatti, il medico aggredito non denuncia per vergogna, per rassegnazione, ma anche per paura, se minacciato dagli aggressori\u00bb.<br \/>Magi nel corso dell\u2019audizione ha inoltre ricordato di quali i campanelli d\u2019allarme che un operatore sanitario dovrebbe tener conto per prevenire un atto di violenza; quali i luoghi \u201cpreferiti\u201d per le aggressioni ovvero i Pronto Soccorso, gli ambulatori e il 118; la tipologia delle aggressioni e infine anche i costi degli atti di violenza a danno degli operatori sanitari che si riverberano sulla collettivit\u00e0: oltre 30 milioni solo nel 2017.<br \/>LEGGI ANCHE: AGGRESSIONI AI MEDICI, FRANCESCA PERRI (ARES 118 LAZIO): \u00abPROBLEMA CULTURALE. VENIAMO COLPITI PERCHE\u2019 RAPPRESENTIAMO UNO STATO ASSENTE O CHE NON AIUTA\u00bb<br \/>SIVEMP: ATTIVITA\u2019 DEI VETERINARI SIANO SVOLTE IN EQUIPE<br \/>Il Segretario nazionale del SIVeMP Aldo Grasselli e la Referente Nazionale Osservatorio Intimidazioni, Angela Vacca, hanno riportato ai senatori le specificit\u00e0 della professione del medico veterinario di sanit\u00e0 pubblica \u2013 il cui operato ha ricadute dirette o indirette sugli interessi economici e commerciali degli operatori della filiera agroalimentare e zootecnica \u2013 rispetto agli altri professionisti della sanit\u00e0, che erogano assistenza ai pazienti.<br \/>Per contrastare il fenomeno delle intimidazioni e delle aggressioni ai Veterinari pubblici il disegno di legge 867, il SIVeMP chiede che le attivit\u00e0 istituzionali dei veterinari pubblici presso le aziende zootecniche e alimentari siano svolte in equipe, soprattutto nei territori a rischio. Nei casi in cui l\u2019ASL ometta di garantire tale organizzazione degli interventi nelle zone a rischio si dovrebbe configurare una responsabilit\u00e0 oggettiva del datore di lavoro.<br \/>\u00abSolo con questa misura si pu\u00f2 scongiurare il tentativo, sempre pi\u00f9 rilevante in certi territori, di rifiutare i controlli sanitari, delegittimare l\u2019azione di sanit\u00e0 pubblica sino a procurare danni e lesioni fisiche e psicologiche al personale che opera per conto dell\u2019Autorit\u00e0 sanitaria competente. Riteniamo che questo sia un intervento con carattere d\u2019urgenza da far adottare dai livelli regionali e aziendali, ai fini della salvaguardia e dell\u2019incolumit\u00e0 dei veterinari\u00bb, ha detto Angela Vacca.<br \/>Il SIVeMP ritiene necessario prevedere la presenza di una rappresentanza sindacale dei veterinari nell\u2019Osservatorio e utile l\u2019inserimento della circostanza aggravante per chi commette violenza o minaccia gli operatori sanitari.<br \/>FIMEUC: AGGIORNARE RACCOMANDAZIONI MINISTERIALI SU SICUREZZA<br \/>Fabiola Fini, Presidente della FIMEUC \u2013 Federazione Italiana Medicina di Emergenza-Urgenza e delle Catastrofi, condivide i contenuti dell\u2019articolo 1 del DdL 867, che istituisce l\u2019Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e le funzioni ad esso attribuite.<br \/>Insufficiente invece l\u2019aggravante prevista dall\u2019articolo 2. Per FIMEUC \u00e8 necessaria partire dalla \u00abrevisione e dall\u2019aggiornamento delle raccomandazioni ministeriali sulla sicurezza degli operatori sanitari e dei pazienti. Dall\u2019emanazione di disposizioni sulle buone pratiche per i Direttori Generali delle aziende e degli enti del SSN. Dalla predisposizione di corsi di formazione per gli operatori sulla gestione degli episodi di violenza, per identificare precocemente i segni del rischio di violenza e disinnescare un\u2019escalation di violenza. Dal lancio di una campagna di sensibilizzazione sui media sul tema della violenza contro i medici e i sanitari\u00bb. E poi ancora \u00abmaggiori poteri per le guardie giurate con funzioni di fermo, disarmo ed identificazione in H 24 all\u2019interno dei Pronto Soccorso e nell\u2019assistenza agli equipaggi di emergenza sanitaria per-ospedaliera in caso di necessit\u00e0 e nelle sedi di Continuit\u00e0 Assistenziale. L\u2019istituzione del drappello di polizia nei grandi ospedali o in quelli localizzati in territorio a rischio. L\u2019obbligo da parte della azienda sanitaria, unica responsabile della sicurezza del proprio personale, di costituirsi parte civile nei processi di aggressione agli operatori. Risorse per l\u2019impiego di tecnologie e la ristrutturazione nei luoghi di lavoro finalizzati alla sicurezza (telecamere, vie di fuga, porte e saracinesche blindate, confort per utenza e visitatori, etc.). Fondi destinate al rinnovo degli accordi lavoro, ai contratti e convenzioni, alle assunzioni del personale sanitario per garantire la copertura e qualit\u00e0 dei servizi del SSN. Programmazione adeguata per le immatricolazioni alla facolt\u00e0 di Medicina e Chirurgia e per le borse di Studio per le Specializzazioni in particolare per la specializzazione in Emergenza-Urgenza\u00bb.<br \/><strong>Fonte:<\/strong> Sanit\u00e0 Informazione &#8211;\u00a0<a href=\"https:\/\/www.sanitainformazione.it\/politica\/ddl-aggressioni-continuano-le-audizioni-in-senato-sumai-asl-procedano-dufficio-sivemp-veterinari-operino-in-equipe\/?utm_campaign=shareaholic&amp;utm_medium=facebook&amp;utm_source=socialnetwork\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Link<\/a><br \/>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;\u00a0<br \/><strong>SALERNO LA STORIA DI UNA VERTENZA IN DIFESA DEL SALARIO DEI MEDICI\u00a0<br \/><\/strong><em>Roma 23 Gennaio 2019 &#8211;\u00a0Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Giancarlo Petrosino, Segretario Aziendale A.O.U. di Salerno dello SMI-FVM, relativa a una vertenza sindacale in difesa del salario dei medici della dirigenza sanitaria\u00a0<\/em><br \/>Gent.le Direttore,\u00a0nell\u2019aprile del 2011 mi sono trasferito dall\u2019AORN Moscati di Avellino, all\u2019Azienda Ospedaliera Universitaria di Salerno, in qualit\u00e0 di Anestesista-Rianimatore.<br \/>Giunto a Salerno, mi rendo conto che anche qui l\u2019Azienda sta commettendo un illecito, poich\u00e9 trattiene il 5% della tariffa oraria prevista dall\u2019art. 14 comma 6) del CCNL 03\/11\/2005, retribuendo con E. 57 lordi\/ora (invece di E. 60\/ora) il lavoro effettuato in regime di A.L.P.I. intraziendale, cio\u00e8 le cosiddette prestazioni aggiuntive che l\u2019Azienda pu\u00f2 richiedere ai propri dipendenti per garantire prestazioni essenziali o ridurre le liste d\u2019attesa.<br \/>Chiedo, sia a voce sia per iscritto, pi\u00f9 volte chiarimenti e spiegazioni in merito sia ai colleghi sindacalisti (e non) sia alla Direzione Aziendale, e ovviamente le giustificazioni fornitemi sono assolutamente fuori dalla legge: all\u2019inizio mi rispondono anche i colleghi sindacalisti (di altri sindacati) \u201dil 5% compete all\u2019Azienda \u2013 lo dice il Contratto\u201d \u2013 oppure \u201cc\u2019\u00e8 un accordo sindacale che sancisce questo prelievo\u201d e quando chiedo in quale articolo del contratto oppure di mostrarmi quest\u2019accordo, nessuno riesce a farmi vedere alcunch\u00e9!<br \/>L\u2019Azienda, da parte sua, ribadisce che questa trattenuta \u00e8 prevista dal contratto, ed esiste il regolamento per la libera professione intramuraria che a sua volta lo prevede, quindi per loro la questione \u00e8 chiusa ed io sono soltanto un \u201cseccatore\u201d anche male informato!<br \/>Purtroppo, nonostante le mie ripetute lettere e perfino diffide a non effettuare questa trattenuta e a restituire quanto fino a quel momento sottratto, per tutto il 2011 il 2012, l\u2019Azienda ha sempre fatto orecchie da mercante.<br \/>A met\u00e0 del 2012, dietro mie insistenze, finalmente l\u2019ennesimo nuovo Direttore Generale dell\u2019epoca richiede addirittura un parere all\u2019ARAN circa la liceit\u00e0 di questa trattenuta; a fine 2012 la risposta dell\u2019Aran conferma (anche se in linguaggio alquanto \u201cburocratese\u201d) quanto io sostenevo da circa due anni, anche contro l\u2019opinione degli illustri colleghi sindacalisti!<br \/>La direzione aziendale a quel punto fa sospendere la trattenuta del 5% sulle prestazioni richieste da allora in poi, e addirittura fa restituire a tutti i medici dell\u2019Azienda met\u00e0 del 5% trattenuto nel 2012 , non potendo recuperare tutto il denaro poich\u00e9 non si capiva bene chi avesse preso in Azienda questo 5% ed in cassa, al momento, non c\u2019erano tutti i soldi necessari!<br \/>Non mi sono fermato e, nonostante io dovessi avere soltanto una piccola parte del 2012 e poche ore effettuate nella seconda met\u00e0 del 2011 (ho preso servizio il primo aprile 2011), a nome del sindacato ho sempre richiesto la restituzione della trattenuta effettuata negli anni passati, fin dal novembre 2005, per tutti i colleghi dipendenti dell\u2019Azienda.<br \/>Coinvolgo, dopo numerose riunioni, circa 30 colleghi (per l\u2019esattezza siamo 32 in totale) e diamo mandato allo studio legale di adire le vie legali, nel corso del 2016 e presentiamo l\u2019atto di citazione in giudizio presso il Giudice del Lavoro del Tribunale di Salerno.<br \/>Il 17 gennaio 2019, sciogliendo la riserva che aveva avanzato, il giudice emana la sentenza in cui ci da ragione per la restituzione della trattenuta del 5% anche per gli anni dal 2006 al 2012; adesso dobbiamo attendere i 60 giorni entro i quali il giudice ci far\u00e0 conoscere le motivazioni di tale sentenza e la somma, comprensiva di interessi e rivalutazione secondo legge, che ogni ricorrente dovr\u00e0 ricevere (dai nostri calcoli, si va da un minimo di circa 3000 euro ad un massimo di circa 13000 euro per ogni ricorrente).<br \/>Questo \u00e8 il \u201cbreve\u201d resoconto di una storia di una vertenza sindacale in difesa del salario dei medici della dirigenza sanitaria che ha portato il nostro sindacato SMI-FVM, attraverso la mia attivit\u00e0, a ottenere il giusto riconoscimento delle nostre richieste, sempre tese al rispetto del contratto e dei diritti dei colleghi che si affidano a noi e che delegano a rappresentarli.<br \/>Giancarlo Petrosino<br \/>Segretario Aziendale A.O.U. di Salerno dello SMI-FVM<br \/><strong>Fonte:<\/strong>\u00a0Responsabile Civile &#8211;\u00a0<a href=\"http:\/\/www.responsabilecivile.it\/salerno-la-storia-di-una-vertenza-in-difesa-del-salario-dei-medici\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Link<\/a><br \/>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;\u00a0<br \/><strong>FORMAZIONE MMG SMI: &#8220;IL MINISTRO GRILLO RENDA PUBBLICI I QUESTIONARI DEI CONCORRENTI PER CORRETTEZZA E TRASPARENZA&#8221;.<br \/><\/strong><em>Il Sindacato dei medici italiani scrive al Ministro Giulia Grillo chiedendo di rendere pubblico il questionario di accesso al corso di formazione in Medicina Generale e di chiarire le modalit\u00e0 di organizzazione del prolungamento di sei mesi dei termini per lo scorrimento della graduatoria. LA LETTERA.<br \/><\/em>Roma 23 Gennaio 2019 &#8211; Il Sindacato dei medici italiani &#8211; Settore formazione e prospettive, torna sulla questione dei test di ammissione al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale (CFSMG) con una lettera aperta al ministro della Salute Giulia Grillo, chiedendo &#8220;la pubblicazione del questionario sottoposto ai candidati, accompagnato dalle relative griglie contenenti le risposte corrette. Solo in questo modo, infatti, ai candidati sar\u00e0 permesso avere un raffronto coerente della loro posizione in graduatoria&#8221;. La pubblicazione dei questionari \u00e8 invece prevista per l&#8217;accesso alle Scuole di Specializzazione Medica (SSM).<br \/>Il sindacato chiede da tempo il passaggio della prova di esame dal formato cartaceo al formato digitale: &#8220;Con questa modalit\u00e0, infatti, si avrebbe una celere pubblicazione delle graduatorie, garantita dalla modalit\u00e0 di correzione in real time. Inoltre, il questionario digitale comporterebbe una riduzione degli errori di correzione e, conseguentemente, eviterebbe l\u2019insorgenza di incresciose situazioni quale quella che, in questi giorni, sta coinvolgendo i medici concorrenti in alcune Regioni del nostro Paese.&#8221;. <br \/>Inolre, la mancanza di un unico e chiaro percorso formativo e la notevole discrepanza di trattamento economico &#8220;hanno contribuito negli ultimi anni ad aumentare il numero di rinunce al CFSMG in favore della Scuole di Specializzazione. Tutto ci\u00f2 talora a discapito di chi la Medicina Generale l\u2019avrebbe scelta per vocazione e comportando perdita di contratti, attualmente gi\u00f9 insufficienti a coprire il reale fabbisogno di medici di Assistenza Primaria&#8221;.<br \/>A tal proposito viene accolta favorevolmente la proroga di 180 giorni al termine ultimo per l\u2019assegnazione di posti resisi vacanti per cancellazione, rinuncia, decadenza o altri motivi. In tal senso, il sindacato chiede per\u00f2 delucidazioni sulle &#8220;modalit\u00e0 di organizzazione dei corsi in virt\u00f9 di un ingresso degli aventi diritto che potrebbe essere spalmato in un lasso di tempo di 6 mesi e di chiarirci le modalit\u00e0 con le quali verranno versati gli emolumenti, ai rinunciatari, ai non rinunciatari e a chi subentrer\u00e0 entro i termini dello scorrimento&#8221;.<br \/><strong>Fonte:<\/strong>\u00a0Quotidiano Sanit\u00e0 &#8211;\u00a0<a href=\"http:\/\/www.quotidianosanita.it\/lavoro-e-professioni\/articolo.php?articolo_id=70221\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Link<\/a><br \/>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;\u00a0<em><br \/><\/em><strong>CORRIRE DELLA SERA 7 &#8211; UN BORGHESE PICCOLO E POVERO?<\/strong><em><br \/>L\u2019economia traballa. Gli stipendi non crescono, il costo della vita e le occasioni di spesa s\u00ec. Viaggio nella classe media italiana che arranca: impiegati, insegnanti, medici, quadri aziendali. In Europa va meglio? Pare di s\u00ec.<br \/><br \/><\/em>Cosa hanno in comune il ragionier Ugo Fantozzi, il \u201cborghese piccolo piccolo\u201d di Vincenzo Cerami e Mario Monicelli, il medico della mutua Guido Tersilli\/Alberto Sordi? Con le dovute differenze, facevano tutti parte della cosiddetta classe media. Una definizione che, dal dopoguerra in poi, ha raccontato la parte pi\u00f9 rilevante della popolazione italiana. Segni particolari: un lavoro sicuro, buona retribuzione, stipendio fisso con aumenti periodici, carriera lineare, magari iniziata e finita nella stessa azienda. E obiettivi di vita tangibili: un appartamento di propriet\u00e0, un\u2019auto, cena fuori, cinema o teatro almeno una volta alla settimana, vacanze. Per i pi\u00f9 fortunati, seconde case al mare o in montagna. Oggi, in Italia, la classe media si sta liquefacendo. Impiegati, professionisti, insegnanti, hanno visto diminuire il loro potere d\u2019acquisto: gli stipendi non crescono, il costo della vita s\u00ec. I figli guadagnano meno dei padri, anche se fanno il loro stesso mestiere. E pure i padri, all\u2019occasione ammortizzatori sociali dei figli, guadagnano sempre meno. Solo una sensazione? No. Il rapporto del Censis sulla nostra situazione socio economica, pubblicato a dicembre, ha fotografato un Paese \u00abimpoverito e incattivito\u00bb, dove i salari dal 2000 al 2017 sono aumentati di 400 euro all\u2019anno, contro i 5mila euro di aumento medio della Germania e i 6mila euro della Francia. La crisi della classe media non \u00e8 un\u2019opinione. Esiste. \u00c8 uno dei temi pi\u00f9 cavalcati dai populisti di tutto il mondo e l\u2019Italia non fa eccezione. Per capirlo bastano i numeri e le testimonianze. Secondo il rapporto Ocse sul mercato del lavoro, tra il 2016 e il 2017 i salari italiani sono scesi dell\u20191,1 percento rispetto a una crescita media dello 0,6 percento degli altri Paesi. Un calo che viene attribuito alla stagnazione della produttivit\u00e0, alla disoccupazione, ancora tra le pi\u00f9 alte d\u2019Europa, e ai tanti lavoratori con basso reddito e contratti a termine.<br \/>DUE INSEGNANTI <br \/>Pietro Bertino, 52 anni, genovese, da 20 anni insegna italiano, storia e geografia. Ha una cattedra alla scuola media di Cornigliano, il quartiere del ponte Morandi. Guadagna 1.300 euro netti al mese e il suo stipendio \u00e8 bloccato da nove anni per il mancato rinnovo del contratto di categoria. \u00abNon mi ritengo nemmeno pi\u00f9 classe media\u00bb, commenta, \u00abmi definirei un diversamente proletario\u00bb. Lavora 18 ore alla settimana a cui, in un anno, se ne aggiungono 80 tra assemblee, consigli di classe e colloqui. \u00abInsegno in una scuola con molti alunni stranieri e diverse situazioni complicate\u00bb, racconta. \u00abVado ben oltre la spiegazione della mia materia, ricevo i genitori fuori dall\u2019orario scolastico. A volte mi sembra di fare pure lo psicologo\u00bb. Anche sua moglie \u00e8 insegnante e ha, pi\u00f9 o meno, lo stesso stipendio. Hanno tre figli tra i 20 e i 25 anni. \u00abFino a 15 anni fa con due entrate fisse non avevamo problemi a concederci qualche cena fuori tutti insieme o una vacanza. Oggi un\u2019uscita di denaro imprevista di 200\/300 euro, un guasto all\u2019automobile o a un elettrodomestico, pu\u00f2 diventare un problema. La scorsa estate siamo stati a trovare mio figlio che lavora all\u2019estero, iniziamo a rientrare della spesa solo ora\u00bb. Quanto guadagnano i colleghi del professor Bertino nel resto d\u2019Europa? Dando uno sguardo ai rapporti Ocse e Eurydice viene da dire: \u00abSicuramente di pi\u00f9\u00bb. In Lussemburgo, estremo positivo, un insegnante di scuola secondaria, con 15 anni di anzianit\u00e0, ha un reddito annuo di 94.299 euro lordi. In Germania 61.744, il doppio dell\u2019Italia, in cui si ferma a 30.654 euro. Peggio di noi solo Grecia, Ungheria, Repubblica Ceca, Estonia e Lettonia, dove l\u2019introito annuale \u00e8 fermo a 7.395 euro. In un ambito importante come l\u2019istruzione, gli stipendi bassi non sono un problema solo per chi li riceve. \u00abStiamo subendo una delegittimazione sociale\u00bb, conclude Bertino. \u00abOggi pochi giovani vogliono davvero insegnare. Ormai \u00e8 un ripiego per chi non riesce a fare altro. Questo si ripercuote sulla qualit\u00e0 del sistema scolastico. Ci perdono tutti: insegnanti e alunni\u00bb.<br \/>IN UNIVERSIT\u00c0<br \/>Non va meglio all\u2019Universit\u00e0. La retribuzione mensile netta di un giovane ricercatore oscilla tra i 1.300 e i 1.700 euro netti al mese. Un coetaneo francese riceve pi\u00f9 o meno la stessa busta paga, ma ha una carriera pi\u00f9 veloce. Uno tedesco percepisce 2.300 euro netti al mese, uno spagnolo 2mila. Tornando in Italia, un professore associato guadagna tra i 2.200 e i 2.700 euro, un ordinario tra i 3.300 e i 4mila euro. Questi stipendi sono gli stessi da sette anni. In Paesi come la Francia il percorso per diventare ordinario \u00e8 molto pi\u00f9 rapido, in Svizzera e in Olanda uno studioso contratta il suo ingaggio direttamente con l\u2019universit\u00e0, come un libero professionista, e pu\u00f2 arrivare a guadagnare oltre 200mila euro all\u2019anno. L\u2019ingegner Maurizio Masi, 59 anni, \u00e8 professore di Chimica al Politecnico di Milano. Parla con entusiasmo della sua carriera, ma ammette: \u00abOggi un collega ordinario ha uno stipendio medio di 3.000 euro, una volta era di quattro milioni di lire e permetteva uno stile di vita ben diverso. Anche io sento la differenza. Il problema, per\u00f2, non \u00e8 solo privato. L\u2019aspetto pi\u00f9 grave di questo blocco dei compensi, e di un sistema poco meritocratico, \u00e8 la perdita di attrattiva dell\u2019Universit\u00e0 e della ricerca italiana. Ci lasciamo scappare i nostri cervelli e non riusciamo a richiamarne dall\u2019estero. Persino i ricercatori di Paesi molto poveri iniziano qui la carriera e poi tornano a casa, dove hanno stipendi pi\u00f9 bassi sulla carta, ma con maggiore potere d\u2019acquisto. Un professore in Pakistan o in Turchia vive da ricco, in Italia, in una citt\u00e0 come Milano, fatica a far quadrare i conti\u00bb.<br \/>I NOSTRI MEDICI<br \/>E i medici? Cosa succede a una professione che per anni \u00e8 stata sinonimo di benessere economico nell\u2019immaginario italiano? \u00abIn confronto alla situazione generale non ci possiamo lamentare\u00bb, dice Pina Onotri, 59 anni, romana, medico di famiglia e segretario generale dello SMI, Sindacato Medici Italiani. \u00abOggi un medico dipendente o convenzionato con il Sistema Sanitario Nazionale guadagna tra i 70mila e gli 80mila euro lordi all\u2019anno, ma dall\u2019inizio del blocco dei contratti nel 2008 a oggi, ognuno ha perso in media tra i 20 e i 30mila euro a causa dei mancati scatti di carriera e degli straordinari non pagati\u00bb. \u00abA causa della stagnazione retributiva e di quella dei turnover\u00bb, aggiunge, \u00ababbiamo dai 14mila ai 20mila medici in meno. Questo si traduce in turni sempre pi\u00f9 impegnativi a fronte di uno stipendio invariato\u00bb. Come medico di famiglia con circa 1.200 mutuati, Onotri guadagna 5.000 euro lordi al mese, ma di questi, spiega, tra affitto, tasse, segreteria e eventuali sostituzioni, gliene rimangono in tasca meno della met\u00e0. \u00abMentre studiavo\u00bb, ricorda, \u00ablavoravo come impiegata e mi sentivo ricchissima. Le mie possibilit\u00e0 economiche di 30 anni fa erano migliori di quelle di adesso, nonostante ora abbia un lavoro pi\u00f9 qualificato. \u00c8 vero, i dottori possono esercitare la libera professione, ma non \u00e8 scontato riuscire ad affermarsi in quel settore e avere guadagni soddisfacenti\u00bb. Quali potrebbero essere i Paesi europei pi\u00f9 interessanti per un giovane medico? \u00abCome sistema la Francia e l\u2019Inghilterra, come carriera l\u2019Olanda, dove un medico pu\u00f2 arrivare a guadagnare anche 20mila euro lordi al mese\u00bb. <br \/>Maria C., anestesista di 34 anni, ha scelto invece Monaco di Baviera, Germania. \u00abQui, per specializzarsi, non ci sono concorsi e graduatorie. Il lavoro si trova mandando curriculum agli ospedali\u00bb, spiega. \u00abIl mio primo stipendio, a 26 anni, era di 2.500 euro netti (un omologo italiano ne prende 1.600 ndr). Ognidue anni ci sono scatti contrattuali fissi. Oggi guadagno circa 5.100 euro al mese, ho un buon tenore di vita, anche se Monaco \u00e8 una citt\u00e0 cara. Per comprare casa mi hanno dato una mano i miei genitori. La vera differenza con l\u2019Italia \u00e8 che qui, in ambito lavorativo, \u00e8 tutto pi\u00f9 fluido e semplice\u00bb. Confrontando le storie ci si accorge che in Italia non sono solo le paghe a essersi contratte, ma anche la qualit\u00e0 stessa del mestiere svolto, le possibilit\u00e0 di crescita personale e di carriera, la stabilit\u00e0 contrattuale. Tutti fattori che concorrono a migliorare stile di vita, prospettive e consapevolezza di s\u00e9.<br \/>IN AZIENDA <br \/>\u00abLa Svezia viene vista come un paradiso per il lavoro e il welfare\u00bb, racconta Stefano Dell\u2019Orto, ingegnere di 48 anni, oggi manager di un\u2019importante azienda del settore energetico, a Stoccolma dal 2005, padre di due bambine. \u00abNon \u00e8 sempre cos\u00ec, ovviamente, gli stipendi sono pi\u00f9 alti (quello medio \u00e8 di 22mila corone, 2.100 euro ndr), ma anche il costo della vita e le tasse vanno di pari passo. Non esistono per\u00f2 contratti atipici. Non c\u2019\u00e8 divario tra i salari di uomini e donne. Tutte le categorie professionali possono permettersi una casa di propriet\u00e0, una macchina e una vita dignitosa. Ci sono grandi aiuti statali per chi ha figli. Esiste la meritocrazia: se sei in gamba, a 40 anni diventi manager\u00bb. Sara N., 35 anni, esperta di Marketing e Comunicazione, a Londra \u00e8 diventata manager a 32 anni. \u00abDopo la laurea ho fatto un breve stage non retribuito, poi ho trovato un lavoroda 28.000 pound netti l\u2019anno, circa 30.000 euro, per 12 mensilit\u00e0\u00bb. Non moltissimo per gli standard della capitale britannica. \u00ab\u00c8 vero\u00bb, conferma, \u00abbasta pensare che ai tempi pagavo una stanza in affitto 800 sterline (900 euro). Per\u00f2 nel giro di un paio di anni ho quasi raddoppiato il mio stipendio, cambiato due aziende, avuto un ruolo di responsabilit\u00e0. Ho chiesto e ottenuto due aumenti in tre anni, fino ad arrivare a guadagnare 62mila sterline nette all\u2019anno (70mila euro)\u00bb. Sara ammette che, anche con queste entrate, non c\u2019era grande margine per accumulare risparmi. \u00abAvevo molte uscite fisse, ma, per scelta, non mi negavo cene, viaggi, shopping e corse in taxi\u00bb. Il rientro in Italia \u00e8 stato una doccia fredda. \u00abSono tornata perch\u00e9 mio marito \u00e8 stato trasferito qui\u00bb, spiega. \u00abSapevo che avrei trovato un mercato del lavoro ben diverso da quello che avevo conosciuto in Inghilterra, ma sono rimasta stupita. In negativo\u00bb. A Sara sono stati offerti posti da 20 -25mila euro netti all\u2019anno, con contratti a termine, alcuni anche a sei mesi. \u00abHo pensato che, per quelle cifre, non valeva la pena sprecare la mia professionalit\u00e0, costruita in tanti anni di gavetta. Io ho un marito, ma una persona sola come fa a a costruirsi un futuro con un livello tale di precariato e con stipendi cos\u00ec bassi? Per trovare il posto che ho oggi, a tempo indeterminato, con contratto e retribuzione da quadro, ci ho messo pi\u00f9 di un anno\u00bb.<br \/>CETO MEDIO ADDIO?<br \/>La liquefazione del ceto medio, dei suoi guadagni, del suo potere d\u2019acquisto \u00e8 uno spettacolo triste, sintomo del malessere di un Paese fermo, che non minaccia solo contratti e retribuzioni, ma anche talenti, creativit\u00e0, cultura e servizi. Lo hanno sottolineato pi\u00f9 volte anche gli intervistati di questa inchiesta: la contrazione degli stipendi \u00e8 insieme una questione privata e pubblica. Come ci siamo arrivati? \u00ab\u00c8 stato un percorso lungo. Si \u00e8 rotto il meccanismo che ha portato i rappresentanti delle professioni liberali, i commercianti, i piccoli imprenditori e gli artigiani a diventare classe di mezzo\u00bb, analizza il sociologo Aldo Bonomi. \u00abPrima c\u2019era un sistema di crescita condivisa, la ricchezza si distribuiva tra i vari ceti. Oggi \u00e8 nelle mani di pochi. Si \u00e8 rotto l\u2019ascensore sociale\u00bb. \u00abI flussi di capitale sono diversi\u00bb, prosegue, \u00abtutti concentrati tra finanza, internet e reti di trasporto\u00bb. Ci sar\u00e0 ancora una classe media in futuro? \u00abDifficile dirlo, sicuramente sar\u00e0 diversa da quella che abbiamo conosciuto. L\u2019idea di benessere economico non \u00e8 pi\u00f9 legata al salario fisso. Oggi se un giovane vuole diventare ricco pensa a fare una start-up. Non tutti per\u00f2 ci riescono. I genitori della middle class novecentesca si ritrovano con figli che ambiscono a professioni di cui ignorano l\u2019esistenza. E, alla fine, non \u00e8 detto che staranno meglio dei loro padri\u00bb.<br \/><strong>Fonte:<\/strong>\u00a0Corriere della Sera &#8211;\u00a0<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/sette\/19_gennaio_24\/stipendi-italia-classe-media-0e2898a0-1d79-11e9-bb3d-4c552f39c07c.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Link<\/a><br \/>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;\u00a0<br \/><strong>DE SEMPLIFICAZIONI. FIMEUC A GRILLO: &#8220;ESTENDERE ACCESSO SENZA SPECIALIZZAZIONE A MEDICINA D&#8217;EMERGENZA ANCHE A CHI HA LAVORATO SUL TERRITORIO&#8221;.<br \/><\/strong>Il presidente della Federazione Italiana Medicina d&#8217;Emergenza Urgenza e delle Catastrofi scrive al Ministro per segnalare le criticit\u00e0 contenute nel decreto all\u2019esame del Senato. \u201cVa per\u00f2 detto che questa esperienza lavorativa ospedaliera o pre-ospedaliera, se pur preziosa dal punto di vista dell&#8217;esperienza e del servizio prestato, riteniamo non possa sostituirsi ad un percorso formativo strutturato e previsto per legge per tutte le specialit\u00e0 del sistema sanitario nazionale\u201d.<br \/>24 GEN &#8211; L&#8217;accesso ai concorsi per la disciplina di Medicina e Chirurgia d&#8217;accettazione e d&#8217; Urgenza dei medici senza specializzazione, che abbiano maturato quattro anni di servizio nei servizi ospedalieri, senza prevedere una adeguata successiva formazione specialistica intesa come &#8220;Debito formativo&#8221;, pone gravi preoccupazioni\u201d. \u00c8 quanto scrive la presidente della Fimeuc, Federazione Italiana Medicina d&#8217;Emergenza Urgenza e delle Catastrofi, Fabiola Fini in una lettera al Ministro della Salute, Giulia Grillo sui contenuti dell&#8217;emendamento all&#8217;articolo 9 del decreto Semplificazione.<br \/>La Federazione ritiene \u201cche l&#8217;esperienza di 4 anni lavorativi nell&#8217;emergenza urgenza, anche quando maturata nel servizio pre-ospedaliero e non solo nei pronto soccorso, debba avere analogo e giusto riconoscimento. Da qui ne deriva la necessit\u00e0 di estendere quanto previsto dall&#8217;emendamento all&#8217;articolo 9, anche ai medici dell&#8217;emergenza pre-ospedaliera\u201d.<br \/>In ogni caso Fini rileva \u201cche questa esperienza lavorativa ospedaliera o pre-ospedaliera, se pur preziosa dal punto di vista dell&#8217;esperienza e del servizio prestato, riteniamo non possa sostituirsi ad un percorso formativo strutturato e previsto per legge per tutte le specialit\u00e0 del sistema sanitario nazionale. Riteniamo vada condivisa la finalit\u00e0 di tale emendamento, ovvero garantire la continuit\u00e0 nell&#8217;erogazione dei livelli essenziali di assistenza nell&#8217;ambito del sistema di emergenza urgenza ma, nel lungo termine potrebbe comportare la compromissione e la qualit\u00e0 ed omogenit\u00e0 se negli anni successivi all&#8217;assunzione questi medici non venissero in possesso del titolo di specializzazione\u201d.<br \/>\u201cLe ricordiamo \u2013 evidenzia Fini &#8211; Ministro che per nessuna altra disciplina, che pur presenti analoghe carenze negli organici, hanno mai trovato soluzioni alternative alla specializzazione e che gi\u00e0 oggi il sistema di emergenza, forse per la giovane et\u00e0, essendo nata solo nel 2006, paga lo scotto di eccessive equipollenze ed affinit\u00e0 e la presenza di un corso di formazione regionale per i medici dell&#8217;emergenza pre-ospedaliera che, pur nella complessit\u00e0 del lavoro che svolgono, non possono ancora avvalersi, a 30 anni dalla istituzione del sistema di emergenza, della specializzazione in emergenza urgenza\u201d.<br \/>\u201cFerma restando \u2013 conclude la presidente Fimeuc &#8211; la necessit\u00e0 di un aumento del numero delle borse di studio di specializzazione, a partire da quest&#8217;anno e per i prossimi anni, la Fimeuc ritiene che le modifiche suggerite all&#8217;emendamento vada a colmare il ruolo formativo di chi negli ultimi anni ha operato senza titolo nei PS e sui mezzi di soccorso ed indicano la strada per il reclutamento del medico unico dell&#8217;emergenza che non pu\u00f2 non prevedere il requisito della specializzazione\u201d.<br \/><strong>Fonte:<\/strong>\u00a0Quotidiano Sanit\u00e0 &#8211;\u00a0<a href=\"http:\/\/www.quotidianosanita.it\/governo-e-parlamento\/articolo.php?articolo_id=70263\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Link<\/a><br \/>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;\u00a0<br \/><strong>DL SEMPLIFICAZIONI: &#8220;LETTERA AL MINISTRO GRILLO&#8221;.<br \/><\/strong>Roma 24 Gennaio 2019 &#8211; &#8220;Cortese Ministro Giulia Grillo, la Fimeuc, Federazione Italiana Medicina d&#8217;Emergenza Urgenza e delle Catastrofi vuole sollecitare la Sua attenzione sui contenuti dell&#8217;emendamento all&#8217;articolo 9 del decreto Semplificazione. L&#8217;accesso ai concorsi per la disciplina di Medicina e Chirurgia d&#8217;accettazione e d&#8217; Urgenza dei medici senza specializzazione, che abbiano maturato quattro anni di servizio nei servizi ospedalieri, senza prevedere una adeguata successiva formazione specialistica intesa come Debito formativo, pone gravi preoccupazioni. La Federazione ritiene che l&#8217;esperienza di 4 anni lavorativi nell&#8217;emergenza urgenza, anche quando maturata nel servizio pre-ospedaliero e non solo nei pronto soccorso, debba avere analogo e giusto riconoscimento. Da qui ne deriva la necessita&#8217; di estendere quanto previsto dall&#8217;emendamento all&#8217;articolo 9, anche ai medici dell&#8217;emergenza pre-ospedaliera. Va pero&#8217; detto che questa esperienza lavorativa ospedaliera o pre-ospedaliera, se pur preziosa dal punto di vista dell&#8217;esperienza e del servizio prestato, riteniamo non possa sostituirsi ad un percorso formativo strutturato e previsto per legge per tutte le specialita&#8217; del sistema sanitario nazionale. Riteniamo vada condivisa la finalita&#8217; di tale emendamento, ovvero garantire la continuita&#8217; nell&#8217;erogazione dei livelli essenziali di assistenza nell&#8217;ambito del sistema di emergenza urgenza ma, nel lungo termine potrebbe comportare la compromissione e la qualita&#8217; ed omogenita&#8217; se negli anni successivi all&#8217;assunzione questi medici non venissero in possesso del titolo di specializzazione. Le ricordiamo Ministro che per nessuna altra disciplina, che pur presenti analoghe carenze negli organici, hanno mai trovato soluzioni alternative alla specializzazione e che gia&#8217; oggi il sistema di emergenza, forse per la giovane eta&#8217;, essendo nata solo nel 2006, paga lo scotto di eccessive equipollenze ed affinita&#8217; e la presenza di un corso di formazione regionale per i medici dell&#8217;emergenza pre-ospedaliera che, pur nella complessita&#8217; del lavoro che svolgono, non possono ancora avvalersi, a 30 anni dalla istituzione del sistema di emergenza, della specializzazione in emergenza urgenza. Ferma restando la necessita&#8217; di un aumento del numero delle borse di studio di specializzazione, a partire da quest&#8217;anno e per i prossimi anni, la Fimeuc ritiene che le modifiche suggerite all&#8217;emendamento vada a colmare il ruolo formativo di chi negli ultimi anni ha operato senza titolo nei PS e sui mezzi di soccorso ed indicano la strada per il reclutamento del medico unico dell&#8217;emergenza che non puo&#8217; non prevedere il requisito della specializzazione&#8221;. Lo scrive la Fimeuc, Federazione Italiana Medicina d&#8217;Emergenza Urgenza in una nota stampa.<br \/><strong>Fonte:<\/strong>\u00a0Ag. Stampa Dire.<br \/>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;\u00a0<br \/><strong>MEDICI DELL&#8217;EMERGENZA SCRIVONO A GIULIA GRILLO &#8220;PENSI ANCHE A NOI!&#8221;.<br \/><\/strong><em>Lettera della Fimeuc al Ministro della Salute<br \/><\/em><br \/>La Federazione Italiana Medicina d&#8217;Emergenza Urgenza e delle Catastrofi (Fimeuc) scrive al Ministro della Salute Giulia Grillo per chiedere l&#8217;allargamento ai medici di settore dell&#8217;emendamento all&#8217;art. 9 del Decreto Semplificazione. A scendere in campo \u00e8 la presidente del sodalizio Fabiola Fini.<br \/>Ecco la missiva inviata al ministro.<br \/>Cortese Ministro Giulia Grillo, <br \/>la Fimeuc, Federazione Italiana Medicina d&#8217;Emergenza Urgenza e delle Catastrofi vuole sollecitare la Sua attenzione sui contenuti dell&#8217;emendamento all&#8217;articolo 9 del decreto Semplificazione.<br \/>L&#8217;accesso ai concorsi per la disciplina di Medicina e Chirurgia d&#8217;accettazione e d&#8217; Urgenza dei medici senza specializzazione, che abbiano maturato quattro anni di servizio nei servizi ospedalieri, senza prevedere una adeguata successiva formazione specialistica intesa come &#8220;Debito formativo&#8221;, pone gravi preoccupazioni.<br \/>La Federazione ritiene che l&#8217;esperienza di 4 anni lavorativi nell&#8217;emergenza urgenza, anche quando maturata nel servizio pre-ospedaliero e non solo nei pronto soccorso, debba avere analogo e giusto riconoscimento.<br \/>Da qui ne deriva la necessit\u00e0 di estendere quanto previsto dall&#8217;emendamento all&#8217;articolo 9, anche ai medici dell&#8217;emergenza pre-ospedaliera.<br \/>Va per\u00f2 detto che questa esperienza lavorativa ospedaliera o pre-ospedaliera, se pur preziosa dal punto di vista dell&#8217;esperienza e del servizio prestato, riteniamo non possa sostituirsi ad un percorso formativo strutturato e previsto per legge per tutte le specialit\u00e0 del sistema sanitario nazionale.<br \/>Riteniamo vada condivisa la finalit\u00e0 di tale emendamento, ovvero garantire la continuit\u00e0 nell&#8217;erogazione dei livelli essenziali di assistenza nell&#8217;ambito del sistema di emergenza urgenza ma , nel lungo termine potrebbe comportare la compromissione e la qualit\u00e0 ed omogenit\u00e0 se negli anni successivi all&#8217;assunzione questi medici non venissero in possesso del titolo di specializzazione.<br \/>Le ricordiamo Ministro che per nessuna altra disciplina, che pur presenti analoghe carenze negli organici, hanno mai trovato soluzioni alternative alla specializzazione e che gi\u00e0 oggi il sistema di emergenza, forse per la giovane et\u00e0, essendo nata solo nel 2006, paga lo scotto di eccessive equipollenze ed affinit\u00e0 e la presenza di un corso di formazione regionale per i medici dell&#8217;emergenza pre-ospedaliera che, pur nella complessit\u00e0 del lavoro che svolgono, non possono ancora avvalersi, a 30 anni dalla istituzione del sistema di emergenza, della specializzazione in emergenza urgenza.<br \/>Ferma restando la necessit\u00e0 di un aumento del numero delle borse di studio di specializzazione, a partire da quest&#8217;anno e per i prossimi anni , la Fimeuc ritiene che le modifiche suggerite all&#8217; emendamento vada a colmare il ruolo formativo di chi negli ultimi anni ha operato senza titolo nei PS e sui mezzi di soccorso ed indicano la strada per il reclutamento del medico unico dell&#8217;emergenza che non pu\u00f2 non prevedere il requisito della specializzazione.<br \/><strong>Il Presidente FIMEUC &#8211;\u00a0<\/strong>Fabiola Fini<br \/><strong>Fonte:<\/strong>\u00a0Asso Care News &#8211; <a href=\"https:\/\/assocarenews.it\/index.php\/primo-piano\/sindacato-e-politica\/2335-medici-dell-emergenza-scrivono-a-giulia-grillo-pensi-anche-a-noi\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Link<\/a>.<br \/>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br \/><strong>DDL AGGRESSIONI: CONTINUANO LE AUDIZIONI IN SENATO.\u00a0\u00a0<br \/><\/strong><em>Sumai: \u00abAsl denuncino d\u2019ufficio\u00bb. SIVeMP: \u00abVeterinari operino in equipe\u00bb.\u00a0Si studiano le misure per fronteggiare l\u2019ondata di violenze contro gli operatori sanitari. Il segretario Sumai Antonio Magi: \u00abIl pi\u00f9 delle volte infatti, il medico aggredito non denuncia per vergogna, per rassegnazione, ma anche per paura\u00bb. Il Fimeuc (Emrgenza \u2013 Urgenza): \u00abServe formare personale per gestire situazioni\u00bb.<br \/><br \/><\/em>Mentre non si fermano le aggressioni a camici bianchi e operatori sanitari, come avvenuto nelle ore scorse a Gallarate in provincia di Varese, la politica continua a lavorare per arrivare a una legge risolutiva su questo tema. Si parte dal testo del governo, il Ddl 867 recante \u2018Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie nell\u2019esercizio delle loro funzioni\u2019, con l\u2019obiettivo di migliorarlo accogliendo le indicazioni dei professionisti della sanit\u00e0.<br \/>Oggi la Commissione presieduta da Pierpaolo Sileri ha ascoltato Antonio Magi, Segretario generale del Sumai Assoprof, Aldo Grasselli e Angela Vacca del SIVeMP, Sindacato Italiano Veterinari di Medicina Pubblica, e Fabiola Fini, Presidente della FIMEUC.<br \/>LEGGI ANCHE: AGGRESSIONI, A GALLARATE PAZIENTE SI SUICIDA E PARENTI DANNO IN ESCANDESCENZA. INFERMIERA PRESA A PUGNI<br \/>SUMAI ASSOPROF: SERVE PROCEDIBILITA\u2019 D\u2019UFFICIO DA PARTE DELLE AZIENDE<br \/>Secondo Magi la soluzione \u00e8 quella di \u00abprevedere la procedibilit\u00e0 d\u2019ufficio da parte delle Aziende Sanitarie\u00bb anche perch\u00e9, continua Magi, sarebbe uno \u00abstrumento di tutela nei confronti del sanitario che spesso, per paura, non denuncia. Inoltre le Aziende sanitarie dovrebbero costituirsi parte civile nei processi di aggressione con il proprio personale in quanto le aziende sanitarie sono le responsabili della sicurezza dei propri dipendenti\u00bb.<br \/>Anche per Magi \u00e8 insufficiente quanto previsto dall\u2019articolo 2 del Ddl sulle \u00abcircostanze aggravanti per chi commette violenza o minaccia operatori sanitari nell\u2019esercizio delle loro funzioni\u00bb, \u00e8 insufficiente in quanto non solleva le vittime dall\u2019onere di denunciare i loro aggressori. \u00abElemento questo \u2013 ha aggiunto il segretario degli specialisti ambulatoriali \u2013 che pu\u00f2 rappresentare un pesantissimo condizionamento psicologico per la paura di subire ritorsioni. Il pi\u00f9 delle volte infatti, il medico aggredito non denuncia per vergogna, per rassegnazione, ma anche per paura, se minacciato dagli aggressori\u00bb.<br \/>Magi nel corso dell\u2019audizione ha inoltre ricordato di quali i campanelli d\u2019allarme che un operatore sanitario dovrebbe tener conto per prevenire un atto di violenza; quali i luoghi \u201cpreferiti\u201d per le aggressioni ovvero i Pronto Soccorso, gli ambulatori e il 118; la tipologia delle aggressioni e infine anche i costi degli atti di violenza a danno degli operatori sanitari che si riverberano sulla collettivit\u00e0: oltre 30 milioni solo nel 2017.<br \/>LEGGI ANCHE: AGGRESSIONI AI MEDICI, FRANCESCA PERRI (ARES 118 LAZIO): \u00abPROBLEMA CULTURALE. VENIAMO COLPITI PERCHE\u2019 RAPPRESENTIAMO UNO STATO ASSENTE O CHE NON AIUTA\u00bb<br \/>SIVEMP: ATTIVITA\u2019 DEI VETERINARI SIANO SVOLTE IN EQUIPE<br \/>Il Segretario nazionale del SIVeMP Aldo Grasselli e la Referente Nazionale Osservatorio Intimidazioni, Angela Vacca, hanno riportato ai senatori le specificit\u00e0 della professione del medico veterinario di sanit\u00e0 pubblica \u2013 il cui operato ha ricadute dirette o indirette sugli interessi economici e commerciali degli operatori della filiera agroalimentare e zootecnica \u2013 rispetto agli altri professionisti della sanit\u00e0, che erogano assistenza ai pazienti.<br \/>Per contrastare il fenomeno delle intimidazioni e delle aggressioni ai Veterinari pubblici il disegno di legge 867, il SIVeMP chiede che le attivit\u00e0 istituzionali dei veterinari pubblici presso le aziende zootecniche e alimentari siano svolte in equipe, soprattutto nei territori a rischio. Nei casi in cui l\u2019ASL ometta di garantire tale organizzazione degli interventi nelle zone a rischio si dovrebbe configurare una responsabilit\u00e0 oggettiva del datore di lavoro.<br \/>\u00abSolo con questa misura si pu\u00f2 scongiurare il tentativo, sempre pi\u00f9 rilevante in certi territori, di rifiutare i controlli sanitari, delegittimare l\u2019azione di sanit\u00e0 pubblica sino a procurare danni e lesioni fisiche e psicologiche al personale che opera per conto dell\u2019Autorit\u00e0 sanitaria competente. Riteniamo che questo sia un intervento con carattere d\u2019urgenza da far adottare dai livelli regionali e aziendali, ai fini della salvaguardia e dell\u2019incolumit\u00e0 dei veterinari\u00bb, ha detto Angela Vacca.<br \/>Il SIVeMP ritiene necessario prevedere la presenza di una rappresentanza sindacale dei veterinari nell\u2019Osservatorio e utile l\u2019inserimento della circostanza aggravante per chi commette violenza o minaccia gli operatori sanitari.<br \/>FIMEUC: AGGIORNARE RACCOMANDAZIONI MINISTERIALI SU SICUREZZA<br \/>Fabiola Fini, Presidente della FIMEUC \u2013 Federazione Italiana Medicina di Emergenza-Urgenza e delle Catastrofi, condivide i contenuti dell\u2019articolo 1 del DdL 867, che istituisce l\u2019Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e le funzioni ad esso attribuite.<br \/>Insufficiente invece l\u2019aggravante prevista dall\u2019articolo 2. Per FIMEUC \u00e8 necessaria partire dalla \u00abrevisione e dall\u2019aggiornamento delle raccomandazioni ministeriali sulla sicurezza degli operatori sanitari e dei pazienti. Dall\u2019emanazione di disposizioni sulle buone pratiche per i Direttori Generali delle aziende e degli enti del SSN. Dalla predisposizione di corsi di formazione per gli operatori sulla gestione degli episodi di violenza, per identificare precocemente i segni del rischio di violenza e disinnescare un\u2019escalation di violenza. Dal lancio di una campagna di sensibilizzazione sui media sul tema della violenza contro i medici e i sanitari\u00bb. E poi ancora \u00abmaggiori poteri per le guardie giurate con funzioni di fermo, disarmo ed identificazione in H 24 all\u2019interno dei Pronto Soccorso e nell\u2019assistenza agli equipaggi di emergenza sanitaria per-ospedaliera in caso di necessit\u00e0 e nelle sedi di Continuit\u00e0 Assistenziale. L\u2019istituzione del drappello di polizia nei grandi ospedali o in quelli localizzati in territorio a rischio. L\u2019obbligo da parte della azienda sanitaria, unica responsabile della sicurezza del proprio personale, di costituirsi parte civile nei processi di aggressione agli operatori. Risorse per l\u2019impiego di tecnologie e la ristrutturazione nei luoghi di lavoro finalizzati alla sicurezza (telecamere, vie di fuga, porte e saracinesche blindate, confort per utenza e visitatori, etc.). Fondi destinate al rinnovo degli accordi lavoro, ai contratti e convenzioni, alle assunzioni del personale sanitario per garantire la copertura e qualit\u00e0 dei servizi del SSN. Programmazione adeguata per le immatricolazioni alla facolt\u00e0 di Medicina e Chirurgia e per le borse di Studio per le Specializzazioni in particolare per la specializzazione in Emergenza-Urgenza\u00bb.<br \/>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<strong><br \/><\/strong><\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rassegna Stampa SMI &#8211; 25 Gennaio 2019 DDL ANTIVIOLENZA &#8211; FIMEUC: &#8220;RIVEDERE LE RACCOMANDAZIONI MINISTERIALI [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1291,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1148"}],"collection":[{"href":"https:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1148"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1148\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1157,"href":"https:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1148\/revisions\/1157"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1291"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1148"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1148"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1148"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}