{"id":2847,"date":"2020-03-13T10:34:35","date_gmt":"2020-03-13T09:34:35","guid":{"rendered":"http:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/?p=2847"},"modified":"2020-03-13T13:00:56","modified_gmt":"2020-03-13T12:00:56","slug":"comunicato-stampa-lettera-aperta-di-santa-catanese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/index.php\/2020\/03\/13\/comunicato-stampa-lettera-aperta-di-santa-catanese\/","title":{"rendered":"Comunicato Stampa &#8211; lettera aperta di Santa Catanese"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2847\" class=\"elementor elementor-2847\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-548f498e elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"548f498e\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-46d278bd\" data-id=\"46d278bd\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-4e65d51 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"4e65d51\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" width=\"310\" height=\"109\" src=\"https:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/smilogodxdef.png\" class=\"attachment-large size-large wp-image-1009\" alt=\"\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7f2ad2a elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"7f2ad2a\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<h5><strong>Comunicato Stampa:<br \/><\/strong><\/h5>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7ba59fc elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"7ba59fc\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<h6><strong>\u201cServe un modello unico nazionale di emergenza-urgenza pre-ospedaliera con il propagarsi del coronavirus\u201d<\/strong><\/h6>\n<h6><strong>Di Santa Catanese, Responsabile Marche Medici 118 del Sindacato Medici Italiani<\/strong><\/h6>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-34923582 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"34923582\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<p><!-- wp:paragraph --><\/p>\n<p>Ancona, 13.03 &#8211; \u201cGentilissimo direttore, voglio sperare che questa lettera arrivi al cuore di chi ci governa. Forse non tutti sanno che in Italia esistono tanti modelli di emergenza territoriale quante sono le Regioni. Ma il cittadino che si trova in condizioni di urgenza da nord al sud del Paese ha il diritto, invece, di ricevere la stessa qualit\u00e0 di assistenza ovunque si trovi perch\u00e9 quando \u00e8 in condizioni di urgenza\/emergenza non pu\u00f2 scegliere a chi affidare la propria vita.&nbsp;<br><span style=\"font-family: 'Open Sans', serif; font-size: 15px;\">L\u2019emergenza sanitaria territoriale nasceva alla fine degli anni ottanta quando non esisteva un soccorso qualificato e strutturato e il territorio aveva ospedali cui arrivavano pazienti con qualsiasi patologia. Con il tempo l\u2019emergenza sanitaria extraospedaliera, la cui funzione essenziale era quella della stabilizzazione delle funzioni vitali e il trasporto all\u2019ospedale di competenza territoriale, si \u00e8 arricchita di altri compiti, ovvero quello di effettuare una prima diagnosi, di somministrare le prime cure, oltre all\u2019accompagnare il paziente all\u2019ospedale competente per patologia.<br><\/span><span style=\"font-family: 'Open Sans', serif; font-size: 15px;\">\u00c8 dimostrato che la qualit\u00e0 delle prime cure ricevute non solo aumenta la sopravvivenza del paziente, ma ne migliora anche l\u2019outcome e quindi la qualit\u00e0 della vita futura, basti pensare ad un evento di IMA tempestivamente diagnosticato o ad un trauma le cui vie aeree vengono tempestivamente messe in sicurezza. I PDTA, le patologie tempo-dipendenti, il decreto 70\/2016 e la chiusura\/riconversione dei piccoli ospedali hanno modificato il ruolo dell\u2019emergenza territoriale, pertanto \u00e8 pi\u00f9 corretto parlare di emergenza pre-ospedaliera.<br><\/span><span style=\"font-family: &quot;Open Sans&quot;, serif; font-size: 15px;\">Le Regioni ignorano o fanno finta di ignorare che la maggior parte dei \u201cmodelli 118\u201d sono anacronistici ed inadeguati. Ormai, si pu\u00f2 dire, che tutto il sistema sanitario si basa sul 118: il cittadino ha spesso un ospedale distante oltre 50 km pertanto non rimane che affidarsi al 118, i piccoli ospedali rimasti aperti in aree disagiati non sono pi\u00f9 allestiti per fronteggiare un eventuale urgenza e pertanto si affidano al 118, gli stessi pronto soccorso definiti <\/span><em style=\"font-family: &quot;Open Sans&quot;, serif; font-size: 15px;\">spoke<\/em><span style=\"font-family: &quot;Open Sans&quot;, serif; font-size: 15px;\"> si affidano al 118 per trasferire un paziente in un centro hub, le patologie tempo dipendenti sono tutte gestite dal 118 e da ultimo la stessa emergenza del corona virus \u00e8 a carico dei sistemi di emergenza, compreso il 118.<br><\/span><span style=\"font-family: &quot;Open Sans&quot;, serif; font-size: 15px;\">Purtroppo i sistemi attuali del 118 non sono in grado di rispondere in modo uniforme e adeguato su tutto il territorio nazionale in quanto sono piuttosto eterogenei tra loro e nell\u2019ambito della stessa Regione, utilizzando risorse umane e tecnologiche tra le pi\u00f9 disparate. Basti pensare alla coesistenza di enti privati e cooperative che si avvalgono di personale non sempre adeguatamente formato ma a cui viene affidata la gestione dell\u2019emergenza o alla coesistenza di personale sanitario dipendente, convenzionato o contrattista: il sistema non pu\u00f2 considerarsi omogeneo e la sua stessa organizzazione risulta molto complessa.<br><\/span><span style=\"font-family: &quot;Open Sans&quot;, serif; font-size: 15px;\">I medici del 118 non sono pi\u00f9 attirati da questa professione che non solo li mette a dura prova ogni giorno, ma non li fa sentire tutelati in virt\u00f9 del proprio contratto di lavoro, in quanto i pi\u00f9 lavorano in regime di convenzione.<br><\/span><span style=\"font-family: &quot;Open Sans&quot;, serif; font-size: 15px;\">La convenzione non \u00e8 un contratto che d\u00e0 le dovute garanzie ad un professionista impegnato in un lavoro ad altissimo rischio e stress lavorativo. Un esempio? Un medico dipendente se messo in quarantena per via del coronavirus non perde il proprio stipendio, un medico convenzionato invece riceve solo un indennizzo dall\u2019assicurazione dall\u2019Enpam. Attualmente il servizio del 118 \u00e8 gravemente sotto organico in tutta Italia, i pochi medici rimasti garantiscono i turni lavorativi con molti sacrifici e parecchi stanno pensando di abbandonare questa professione che non ha ottenuto la giusta e meritata attenzione da parte della politica.<br><\/span><span style=\"font-family: &quot;Open Sans&quot;, serif; font-size: 15px;\">Serve un unico modello di riferimento su tutto il territorio nazionale: tutti gli operatori sanitari devono avere la stessa preparazione ed un unico percorso formativo, stabilito su scala nazionale e non su base regionale o locale a seconda del budget regionale: per il medico \u00e8 necessaria la specializzazione in medicina d\u2019urgenza, per l\u2019infermiere il master dell\u2019emergenza-urgenza, per il personale soccorritore e autista una formazione ad hoc.<br><\/span><span style=\"font-family: &quot;Open Sans&quot;, serif; font-size: 15px;\">Basta con il corso di medicina generale per il medico, che non forma medici dell\u2019emergenza, ma medici di medicina generale. \u00c8 necessario che le Regioni creino le piante organiche per i sanitari da utilizzare sul territorio, perch\u00e9 tutto il personale deve essere dipendente, solo la dipendenza \u00e8 garanzia di uniformit\u00e0 e di universalit\u00e0 del sistema sanitario nazionale. I medici convenzionati che da sempre lavorano nel sistema (non bisogna dimenticare che il 118 \u00e8 nato con i medici convenzionati come da DPR 27 marzo 1992 e d\u00e0 atto di intesa tra Stato Regioni del 1996) devono tutti transitare alla dipendenza come gi\u00e0 avvenuto per i colleghi dipendenti con l\u2019attuazione della legge 229- art. 8- 1bis. Lo Stato non deve permettere che le Regioni facciano come vogliono per preservare le finanze! Adesso in piena emergenza corona virus mancano medici e si sta cercando di reclutarli in vario modo, ma non si &nbsp;&nbsp;pensa di stabilizzare il personale gi\u00e0 operante da anni in totale precariet\u00e0, perch\u00e9 essere convenzionati o precari \u00e8 la stessa cosa. Il medico e ogni sanitario ha bisogno di stabilit\u00e0, ha bisogno di sentirsi tutelato: le tutele non si coprono con le assicurazioni ma devono essere una garanzia per ogni lavoratore. Il governo deve intervenire per porre definitivamente fine agli scempi regionali. Il sistema dell\u2019emergenza pre-ospedaliera e quello della ospedaliera devono integrarsi definitivamente, essere interscambiabili ma poter contare su risorse e personale dedicato. Mi auguro che il Governo capisca quanto sia importante giungere ad un sistema di emergenza unico nazionale con personale formato e specializzato e che ponga dei limiti alle scelte regionali il cui scopo \u00e8 il risparmio sulla pelle nostra e dei cittadini\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt;\"><strong>L\u2019Ufficio Stampa SMI<\/strong><\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Comunicato Stampa: \u201cServe un modello unico nazionale di emergenza-urgenza pre-ospedaliera con il propagarsi del coronavirus\u201d [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":643,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6,25,11],"tags":[33,31,38,39,37],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2847"}],"collection":[{"href":"https:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2847"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2847\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2952,"href":"https:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2847\/revisions\/2952"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/643"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2847"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2847"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2847"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}