{"id":3577,"date":"2020-07-06T09:47:32","date_gmt":"2020-07-06T07:47:32","guid":{"rendered":"http:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/?p=3577"},"modified":"2020-08-08T17:13:44","modified_gmt":"2020-08-08T15:13:44","slug":"cassazione-pensione-65","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/index.php\/2020\/07\/06\/cassazione-pensione-65\/","title":{"rendered":"Cassazione: possibile la pensione a 65 anni."},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"3577\" class=\"elementor elementor-3577\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-548f498e elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"548f498e\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-46d278bd\" data-id=\"46d278bd\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7ba59fc elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"7ba59fc\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<h6>Cassazione: possibile la pensione a 65 anni. <br \/>Per lavorare fino a 67 anni occorre una richiesta. Medici a rischio esodo<\/h6>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-c73a76f elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"c73a76f\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<p><!-- wp:paragraph --><\/p>\n<p><strong>La sentenza n. 11008 del 9 giugno 2020 ha fatto chiarezza sull\u2019intreccio delle norme sul pensionamento dei dipendenti pubblici, dando la facolt\u00e0 all\u2019ente pubblico di risolvere il contratto di lavoro una volta che i dipendenti avessero raggiunto il sessantacinquesimo anno di et\u00e0, a prescindere dall\u2019anzianit\u00e0 di servizio<\/strong><\/p>\n<p>Un medico \u00e8 stato lasciato a casa al compimento dei 65 anni perch\u00e9 non aveva presentato domanda per rimanere in servizio altri due anni<\/p>\n<p>La Pubblica amministrazione pu\u00f2 decidere autonomamente di mandare a riposo un dipendente statale che abbia compiuto i 65 anni e non abbia fatto domanda per rimanere in servizio fino ai 67 anni, momento in cui raggiunge il requisito di et\u00e0 per la pensione. Lo ha stabilito la Cassazione con una sentenza appena depositata. La sentenza n. 11008 del 9 giugno 2020 ha infatti fatto chiarezza sull\u2019intreccio delle norme sul pensionamento dei dipendenti pubblici, dando la facolt\u00e0 all\u2019ente di risolvere il contratto di lavoro una volta che i dipendenti avessero raggiunto il sessantacinquesimo anno di et\u00e0, a prescindere dall\u2019anzianit\u00e0 di servizio.<\/p>\n<p>La Suprema Corte \u00e8 stata chiamata a pronunciarsi sul caso di un medico con contratto a tempo determinato lasciato a casa nel momento in cui ha compiuto 65 anni nonostante il suo contratto prevedesse che sarebbe dovuto restare ancora attivo. Secondo la dirigenza dell\u2019ente sanitario per il quale lavorava, per\u00f2, il medico non aveva presentato domanda per rimanere in servizio altri due anni e raggiungere, in questo modo, l\u2019et\u00e0 pensionabile. La Corte d\u2019Appello aveva dato ragione al lavoratore per illegittima risoluzione anticipata del contratto con obbligo di versamento delle differenze retribuite fino alla scadenza naturale del rapporto di lavoro.<\/p>\n<p>Decisione, per\u00f2, che \u00e8 stata smontata dalla Cassazione. I giudici, infatti, hanno richiamato la norma secondo cui \u00ab\u00e8 data facolt\u00e0 all\u2019amministrazione, in base alle proprie esigenze organizzative e funzionali, di accogliere la richiesta in relazione alla particolare esperienza professionale acquisita dal richiedente in determinati o specifici ambiti e in funzione dell\u2019efficiente andamento dei servizi. La domanda va presentata all\u2019amministrazione di appartenenza dai 24 ai 12 mesi precedenti il compimento del limite di et\u00e0 per il collocamento a riposo previsto dal proprio ordinamento\u00bb.<\/p>\n<p>In pratica, secondo La Suprema Corte, nulla \u00e8 cambiato rispetto al limite di et\u00e0 dei 65 anni per quello che anche l\u2019Inps chiama \u00abcollocamento a riposo d\u2019ufficio\u00bb. Al dipendente pubblico resta, comunque, la possibilit\u00e0 di chiedere di restare in servizio per il tempo necessario al raggiungimento del requisito di anzianit\u00e0 minima per ottenere la pensione.<\/p>\n<p>Con questa sentenza, quindi, i dipendenti pubblici vicini al compimento dei 65 anni sono a rischio: se non presentano la relativa domanda per lavorare fino ai 67 anni, possono essere lasciati a casa d\u2019ufficio e dover aspettare due anni prima di vedere il primo assegno della pensione.<br \/><br \/>FONTE: https:\/\/www.sivempveneto.it\/<\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cassazione: possibile la pensione a 65 anni. 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