{"id":780,"date":"2019-01-11T14:22:53","date_gmt":"2019-01-11T13:22:53","guid":{"rendered":"http:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/?p=780"},"modified":"2019-02-12T11:12:34","modified_gmt":"2019-02-12T10:12:34","slug":"rassegna-stampa-05-09-gennaio-2019","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/index.php\/2019\/01\/11\/rassegna-stampa-05-09-gennaio-2019\/","title":{"rendered":"Rassegna Stampa &#8211; 05-09 Gennaio 2019"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"780\" class=\"elementor elementor-780 elementor-bc-flex-widget\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-288b31c elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"288b31c\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-b897820\" data-id=\"b897820\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-859e9de elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"859e9de\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<h5><strong>Rassegna Stampa SMI &#8211; 5-9 Gennaio 2019<\/strong><\/h5>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-6d4c006 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"6d4c006\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-f03f86c\" data-id=\"f03f86c\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8e9e602 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"8e9e602\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<p>Medici di famiglia contro 118, in Sicilia un derby in nome della carriera<br>5 Gennaio 2019 &#8211; Fa discutere il decreto della Regione Sicilia che concederebbe un passaporto al personale sanitario del 118 per scavalcare per anzianit\u00e0 i colleghi vincitori di concorso entrando nel corso di Formazione Specifica per i futuri medici di famiglia.<br>La carriera dei futuri medici di famiglia siciliani \u00e8 in pericolo, insidiata dai colleghi precari del 118. Sono feste dal sapore amaro quelle che stanno passando i futuri medici di base in Sicilia. La causa? Il decreto \u201cMisure per il superamento del precariato del \u201cpersonale Medico sostituto\u201d operante nei servizi di emergenza 118\u201d, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 dicembre.<br>Si tratta di un decreto che permette a tutti i medici che abbiano svolto attivit\u00e0 di 118 a tempo determinato per almeno 18 mesi &#8211; alla data del 21 dicembre appunto &#8211; \u201cdi inserirsi in soprannumero all\u2019interno del Corso di Medicina Generale\u201d, spiega Luigi Tramonte, segretario siciliano della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale. Il che porter\u00e0 ad avere a che fare \u201ccon tantissimi possibili aspiranti provenienti da tutta Italia: centinaia, migliaia\u201d, che &#8211; questo il timore &#8211; potrebbero venire in Sicilia in un\u2019emigrazione per una volta controcorrente, per usufruire di un\u2019occasione che gli altri ordinamenti regionali non offrono. <br>Colleghi che entrerebbero in soprannumero, cio\u00e8 senza fare un regolare concorso, e \u201candrebbero a frequentare i tre anni di corso acquisendo un diploma che per legge italiana ed europea d\u00e0 diritto all&#8217;inserimento in graduatoria \u201canche per le zone carenti di Continuit\u00e0 Assistenziale e di Assistenza Primaria\u201d. Tradotto: una sorta di passaporto \u201cirregolare\u201d di accesso al corso di Formazione Specifica per i futuri medici di famiglia. Una scorciatoia per la stabilizzazione dei precari che di fatto mette medici contro medici. <br>\u201cSono colleghi cui viene aperto un portone per farsi spazio nella Medicina Generale. Scavalcando, per anzianit\u00e0 di servizio, i malcapitati giovani vincitori di concorso\u201d, dice Tramonte. \u201cLa volont\u00e0 di stabilizzare i precari \u00e8 pi\u00f9 che lecita, la condividiamo in toto, ma la soluzione non pu\u00f2 essere questa\u201d. Perch\u00e9 \u201ccon l\u2019intento di stabilizzare alcuni si rendono precari molti, tutti: colleghi che per passione e amore hanno scelto la Medicina Generale, vinto un concorso e studiato con fatica per raggiungere gli obbiettivi sperati\u201d.<br>\u201cQuesto decreto \u00e8 illegittimo perch\u00e9 supera le leggi nazionali ed europee. Potrebbe anche dare vita a una serie di ricorsi che andrebbero comunque a danneggiare la formazione dei giovani medici\u201d. Roberta Minisola ha 32 anni e frequenta il terzo anno del corso di formazione in medicina generale a Palermo. \u201cHo provato un concorso, non l\u2019ho vinto la prima volta, poi ho riprovato: ho studiato, ho vinto e sono entrata. \u00c8 una regola che va accettata: studiamo per fare medicina generale, e lo facciamo per vocazione. Se entrano queste persone in sovrannumero tramite scorciatoia &#8211; ottenendo un titolo che \u00e8 uguale al nostro &#8211; vengono di fatto a prendere il nostro posto\u201d, dice Roberta. \u201c\u00c8 immorale. Naturalmente non ce l\u2019abbiamo con i nostri colleghi: conosciamo benissimo il disagio del precariato. Ma bisogna seguire delle regole\u201d. <br>\u201cOggi la formazione \u00e8 gestita a livello regionale, quindi ogni regione adotta i criteri che ritiene opportuni\u201d, spiega Pina Onotri, segretaria generale dello SMI, Sindacato Medici Italiani. \u201cMentre un chirurgo &#8211; che sia in Sicilia, in Trentino o Lombardia &#8211; ha frequentato atenei con piani di studio omogenei e incontrato omogenei criteri di accesso alla scuola di specializzazione, i medici di base vengono formati in maniera differente a seconda della regione. Non dico che ci siano regioni buone o cattive, per carit\u00e0, ma che ogni regione adatta poi la formazione anche in base alle sue esigenze di popolazione&#8221;, spiega Onotri. Se questo decreto della Ragione Sicilia vuole essere una risposta al precariato, \u201csi stabilizzino piuttosto i medici del 118 con un contratto, ancorch\u00e9 convenzionato a tempo indeterminato nell\u2019area del 118\u201d, dice la sindacalista. \u201cE facciano percorsi formativi che si discostino almeno in parte rispetto a quelli dei medici che frequentano il corso di formazione in medicina generale: non si sovrappongano perfettamente. Una parte del percorso \u00e8 comune ma poi le peculiarit\u00e0 sono diverse\u201d. <br>&#8220;Se loro entrano al corso di formazione, il titolo che vanno a conseguire \u00e8 uguale a quello dei medici che hanno vinto un concorso. Futuri medici di medicina generale che hanno scelto questa strada per vocazione\u201d, insiste la Minisola, sindacalista agguerrita. \u201cVogliamo esercitare la nostra professione nella nostra terra. \u00c8 un diritto che ci siamo guadagnati vincendo un concorso\u201d.<br>Anche Luca ha 32 anni e fa il medico del 118 a Palermo da quattro anni. Laureato a 26 anni, ha subito frequentato il corso di Emergenza e ha cominciato immediatamente a lavorare. &#8220;C\u2019\u00e8 un po\u2019 di tensione con i colleghi, s\u00ec\u201d. I famosi 18 mesi? \u201cNe ho il doppio\u201d, sorride. Il decreto \u201c\u00e8 certamente coraggioso, perch\u00e9 rompe il silenzio su una problematica su cui tutti i governi precedenti, nazionali e regionali, hanno fatto orecchie da mercante\u201d, dice. \u201cSenza noi precari il 118 chiuderebbe, anche perch\u00e9 nessun titolare vuole andare spesso nelle zone pi\u00f9 difficili o disagiate della Sicilia e siamo noi ad assicurare il servizio. Questo \u00e8 quello per cui ho studiato e che voglio continuare a fare, nel mio piccolo faccio un bellissimo lavoro\u201d. <br>Si \u00e8 appena risvegliato dopo aver riposato: ha fatto il turno di notte. \u201cMa i colleghi di medicina generale hanno ragione ad esporre le loro criticit\u00e0 e perplessit\u00e0 e a chiedere rassicurazioni nelle sedi opportune\u201d, dice ancora Luca. Che non nega l\u2019amarezza: \u201cProviamo ad avere discussioni costruttive tra di noi, ma siamo di fatto stati messi gli uni contro gli altri e spesso a volte si scivola nell\u2019aggressivit\u00e0 verbale\u201d, spiega. Aggressivit\u00e0 \u201cancora meno opportuna, nella classe medica\u201d. <br><b>FONTE:<\/b> Open online<br>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>Denuncia medici, con Legge di bilancio a rischio 150 mila contratti &#8211; Smi, &#8216;Medioevo dei diritti, chiediamo incontro urgente con il ministro Grillo&#8217;<br>7 Gennaio 2019 &#8211; Smi: &#8220;Con questa legge si vuole modificare un contratto collettivo, gi\u00e0 sottoscritto dai sindacati della dirigenza sanitaria&#8221; <br>&#8220;La Legge di bilancio 2019 al comma 687 mette a rischio l&#8217;istituto della contrattazione collettiva per i lavoratori della dirigenza amministrativa, professionale e tecnica del Servizio Nazionale Sanitario&#8221;. La denuncia arriva dal segretario generale del Sindacato dei Medici italiani (Smi) Pina Onotri. Su questo argomento lo Smi ha chiesto un incontro urgente alla presidente della Commissione Affari Sociali della Camera Maria Lucia Lorefice e al Ministro della Salute Giulia Grillo.<br>&#8220;Con questa legge &#8211; spiega Onotri &#8211; si vuole modificare un contratto collettivo, gi\u00e0 sottoscritto dai sindacati della dirigenza sanitaria, esautorando le rappresentanze sindacali e, ancor pi\u00f9 grave, si mette in discussione il prossimo rinnovo contrattuale per centocinquantamila medici e dirigenti sanitari&#8221;. &#8220;Non \u00e8 possibile stabilire per legge una modifica di un accordo quadro gi\u00e0 concluso &#8211; afferma &#8211; in questo modo non si prendono in considerazione gli elementi fondanti della contrattazione collettiva, cos\u00ec come si \u00e8 sviluppata in questi anni nel nostro Paese. Il diritto del lavoro prevede il consenso delle parti sociali per quanto riguarda la stipula di nuovi contratti, mentre il comma 687, la norma nella legge di bilancio 2019 stabilisce con il blocco che non si debba tenere conto nella contrattazione collettiva e della funzione dei sindacati del settore: siamo al Medioevo dei diritti sociali&#8221;. Il segretario generale afferma che non saranno colpi di mano che costringeranno la dirigenza dell&#8217;area sanitaria del Ssn a subire il rischio di un blocco del rinnovo dei propri contratti, fermi da oltre dieci anni. &#8220;Lo Smi si opporr\u00e0 a questa svolta antidemocratica contro i lavoratori e allo svilimento del ruolo del sindacato. Si convochi subito, invece, l&#8217;avvio della discussione per il rinnovo del contratto 2019. Lo richiedono i lavoratori, lo prevede la democrazia&#8221;, conclude.<br><b>Fonte:<\/b> Ansa&nbsp;<br>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>La denuncia medici: &#8220;Con la Legge di bilancio a rischio 150 mila contratti&#8221; &#8211; Il sindacato Smi: &#8220;Medioevo dei diritti, chiediamo incontro urgente con il ministro Grillo&#8221;<br>7 Gennaio 2019 &#8211; &#8220;LA LEGGE di bilancio 2019 al comma 687 mette a rischio l&#8217;istituto della contrattazione collettiva per i lavoratori della dirigenza amministrativa, professionale e tecnica del Servizio Nazionale Sanitario&#8221;. La denuncia arriva dal segretario generale del Sindacato dei medici italiani (Smi) Pina Onotri. Su questo argomento lo Smi ha chiesto un incontro urgente alla presidente della Commissione Affari Sociali della Camera Maria Lucia Lorefice e al Ministro della Salute Giulia Grillo.<\/p>\n<p>&#8220;Con questa legge &#8211; spiega Onotri &#8211; si vuole modificare un contratto collettivo, gi\u00e0 sottoscritto dai sindacati della dirigenza sanitaria, esautorando le rappresentanze sindacali e, ancor pi\u00f9 grave, si mette in discussione il prossimo rinnovo contrattuale per centocinquantamila medici e dirigenti sanitari&#8221;. &#8220;Non \u00e8 possibile stabilire per legge una modifica di un accordo quadro gi\u00e0 concluso &#8211; afferma &#8211; in questo modo non si prendono in considerazione gli elementi fondanti della contrattazione collettiva, cos\u00ec come si \u00e8 sviluppata in questi anni nel nostro Paese. Il diritto del lavoro prevede il consenso delle parti sociali per quanto riguarda la stipula di nuovi contratti, mentre il comma 687, la norma nella legge di bilancio 2019 stabilisce con il blocco che non si debba tenere conto nella contrattazione collettiva e della funzione dei sindacati del settore: siamo al Medioevo dei diritti sociali&#8221;. Il segretario generale afferma che non saranno colpi di mano che costringeranno la dirigenza dell&#8217;area sanitaria del Ssn a subire il rischio di un blocco del rinnovo dei propri contratti, fermi da oltre dieci anni. &#8220;Lo Smi si opporr\u00e0 a questa svolta antidemocratica contro i lavoratori e allo svilimento del ruolo del sindacato. Si convochi subito, invece, l&#8217;avvio della discussione per il rinnovo del contratto 2019 &#8211; conclude Onofri &#8211; . Lo richiedono i lavoratori, lo prevede la democrazia&#8221;.<br><b>Fonte:<\/b> La Repubblica on line<br>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>La denuncia medici: &#8220;Con la Legge di bilancio a rischio 150 mila contratti&#8221;<br>\u201cLA LEGGE di bilancio 2019 al comma 687 mette a rischio l\u2019istituto della contrattazione collettiva per i lavoratori della dirigenza amministrativa, professionale e tecnica del Servizio Nazionale Sanitario\u201d. La denuncia arriva dal segretario generale del Sindacato dei medici italiani (Smi) Pina Onotri. Su questo argomento lo Smi ha chiesto un incontro urgente alla presidente della Commissione Affari Sociali della Camera Maria Lucia Lorefice e al Ministro della Salute Giulia Grillo.<br>\u201cCon questa legge \u2013 spiega Onotri \u2013 si vuole modificare un contratto collettivo, gi\u00e0 sottoscritto dai sindacati della dirigenza sanitaria, esautorando le rappresentanze sindacali e, ancor pi\u00f9 grave, si mette in discussione il prossimo rinnovo contrattuale per centocinquantamila medici e dirigenti sanitari\u201d. \u201cNon \u00e8 possibile stabilire per legge una modifica di un accordo quadro gi\u00e0 concluso \u2013 afferma \u2013 in questo modo non si prendono in considerazione gli elementi fondanti della contrattazione collettiva, cos\u00ec come si \u00e8 sviluppata in questi anni nel nostro Paese. Il diritto del lavoro prevede il consenso delle parti sociali per quanto riguarda la stipula di nuovi contratti, mentre il comma 687, la norma nella legge di bilancio 2019 stabilisce con il blocco che non si debba tenere conto nella contrattazione collettiva e della funzione dei sindacati del settore: siamo al Medioevo dei diritti sociali\u201d. Il segretario generale afferma che non saranno colpi di mano che costringeranno la dirigenza dell\u2019area sanitaria del Ssn a subire il rischio di un blocco del rinnovo dei propri contratti, fermi da oltre dieci anni. \u201cLo Smi si opporr\u00e0 a questa svolta antidemocratica contro i lavoratori e allo svilimento del ruolo del sindacato. Si convochi subito, invece, l\u2019avvio della discussione per il rinnovo del contratto 2019 \u2013 conclude Onofri \u2013 . Lo richiedono i lavoratori, lo prevede la democrazia\u201d.Fonte <br><b>Fonte:<\/b> StraNotizie.it<br>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>Manovra, Smi: a rischio il contratto per 150mila medici. Cimo chiede immediata apertura<br>\u00abLa Legge di bilancio 2019 al comma 687 mette a rischio l&#8217;istituto della contrattazione collettiva per i lavoratori della dirigenza amministrativa, professionale e tecnica del Servizio Nazionale Sanitario\u00bb. La denuncia arriva dal segretario generale del Sindacato dei Medici italiani (Smi) Pina Onotri. Su questo argomento lo Smi ha chiesto un incontro urgente alla presidente della Commissione Affari Sociali della Camera Maria Lucia Lorefice e al ministro della Salute Giulia Grillo.<\/p>\n<p>\u00abCon questa legge &#8211; spiega Onotri &#8211; si vuole modificare un contratto collettivo, gi\u00e0 sottoscritto dai sindacati della dirigenza sanitaria, esautorando le rappresentanze sindacali e, ancor pi\u00f9 grave, si mette in discussione il prossimo rinnovo contrattuale per centocinquantamila medici e dirigenti sanitari\u00bb. \u00abNon \u00e8 possibile stabilire per legge una modifica di un accordo quadro gi\u00e0 concluso &#8211; afferma &#8211; in questo modo non si prendono in considerazione gli elementi fondanti della contrattazione collettiva, cos\u00ec come si \u00e8 sviluppata in questi anni nel nostro Paese. Il diritto del lavoro prevede il consenso delle parti sociali per quanto riguarda la stipula di nuovi contratti, mentre il comma 687, la norma nella legge di bilancio 2019 stabilisce con il blocco che non si debba tenere conto nella contrattazione collettiva e della funzione dei sindacati del settore: siamo al Medioevo dei diritti sociali\u00bb. Il segretario generale afferma che non saranno colpi di mano che costringeranno la dirigenza dell&#8217;area sanitaria del Ssn a subire il rischio di un blocco del rinnovo dei propri contratti, fermi da oltre dieci anni. \u00abLo Smi si opporr\u00e0 a questa svolta antidemocratica contro i lavoratori e allo svilimento del ruolo del sindacato. Si convochi subito, invece, l&#8217;avvio della discussione per il rinnovo del contratto 2019. Lo richiedono i lavoratori, lo prevede la democrazia\u00bb, conclude.<\/p>\n<p>Il sindacato dei medici Cimo ha chiesto a sua volta all&#8217;Aran e al Comitato di Settore\/Sanit\u00e0 l&#8217;apertura immediata del nuovo contratto per il triennio 2019-2021, accompagnando la domanda con la proposta di piattaforma gi\u00e0 elaborata da Cimo come precedente base di negoziazione. La piattaforma, al momento, sottolinea una nota Cimo, \u00e8 incentrata sulla parte normativa del contratto ma sar\u00e0 successivamente integrata non appena saranno rese note &#8211; sperabilmente in tempi certi &#8211; le disponibilit\u00e0 finanziarie di tale tornata contrattuale. CIMO, considerando per dovuto il riconoscimento di quanto spettante per legge sul contratto 2016-2018 e oggetto delle iniziative giudiziarie attivate il 2 gennaio 2019 all&#8217;indomani dello scadere dei termini per tale rinnovo, ricorda che il contratto 2019-2021 dovr\u00e0 tenere ulteriormente conto delle integrazioni disposte dalla legge 145\/2018 sul monte salariale.<br><b>Fonte: <\/b>Doctor 33<br>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>Contrattazione collettiva, SMI: la legge di bilancio va cambiata<br>Per il Sindacato Medici Italiani il testo del provvedimento mette a rischio l\u2019istituto della contrattazione collettiva nell\u2019ambito del Servizio sanitario nazionale <br>La legge di bilancio \u201cmette a rischio l\u2019istituto della contrattazione collettiva per i lavoratori della dirigenza amministrativa, professionale e tecnica del Servizio Nazionale Sanitario\u201d. Lo dichiara Pina Onotri, Segretario generale dello SMI (Sindacato Medici Italiani). Con il provvedimento \u2013 sottolinea \u2013 \u201csi vuole modificare un contratto collettivo, gi\u00e0 sottoscritto dai sindacati della dirigenza sanitaria, esautorando le rappresentanze sindacali\u201d. Inoltre, ancor pi\u00f9 grave, si mette \u201cin discussione il prossimo rinnovo contrattuale per centocinquantamila medici e dirigenti sanitari\u201d.<br>\u201cNon \u00e8 possibile stabilire per legge una modifica di un accordo quadro gi\u00e0 concluso \u2013 afferma Onotri -. In questo modo non si prendono in considerazione gli elementi fondanti della contrattazione collettiva, cos\u00ec come si \u00e8 sviluppata in questi anni nel nostro Paese. Il diritto del lavoro, infatti, prevede il consenso delle parti sociali per quanto riguarda la stipula di nuovi contratti\u201d. Il comma 687 contenuto nella legge di bilancio 2019, invece, stabilisce, con il blocco, che non si debba tenere conto nella contrattazione collettiva e della funzione dei sindacati del settore.<br>Per lo SMI \u201csiamo al Medioevo dei diritti sociali\u201d.<br>\u201cNon saranno colpi di mano che costringeranno la dirigenza dell\u2019area sanitaria del SSN a subire il rischio di un blocco del rinnovo dei propri contratti, fermi da oltre dieci anni. Lo SMI \u2013 prosegue il segretario \u2013 si opporr\u00e0 a questa vera e propria svolta antidemocratica contro i lavoratori e a svilimento del ruolo del sindacato. Si convochi subito, invece, l\u2019avvio della discussione per il rinnovo del contratto 2019. Lo richiedono i lavoratori, lo prevede la democrazia\u201d.<br>Su questi temi il Sindacato ha chiesto un incontro urgente all\u2019on. Maria Lucia Lorefice, Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera e al Ministro della Salute, on. Giulia Grillo.<br><b>Fonte:<\/b> Responsabile Civile<br>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>Roma 7 Gennaio 2019 &#8211; &#8220;La legge 145\/2018 (legge di bilancio 2019) al comma 687 mette a rischio l&#8217;istituto della contrattazione collettiva per i lavoratori della dirigenza amministrativa, professionale e tecnica del Servizio Nazionale Sanitario. In questo modo si vuole modificare un contratto collettivo, gia&#8217; sottoscritto dai sindacati della dirigenza sanitaria, esautorando le rappresentanze sindacali e, ancor piu&#8217; grave, mettendo, in discussione il prossimo rinnovo contrattuale per centocinquantamila medici e dirigenti sanitari&#8221;. Cosi&#8217; in una nota Pina Onotri, Segretario Generale dello SMI. &#8220;Non e&#8217; possibile stabilire per legge una modifica di un accordo quadro gia&#8217; concluso. In questo modo non si prendono in considerazione gli elementi fondanti della contrattazione collettiva, cosi&#8217; come si e&#8217; sviluppata in questi anni nel nostro Paese. Il diritto del lavoro, infatti, prevede il consenso delle parti sociali- prosegue Onotri- per quanto riguarda la stipula di nuovi contratti, mentre il comma 687, la norma nella legge di bilancio 2019, stabilisce, con il blocco, che non si debba tenere conto nella contrattazione collettiva e della funzione dei sindacati del settore: siamo al Medioevo dei diritti sociali&#8221;. &#8220;Non saranno colpi di mano che costringeranno la dirigenza dell&#8217;area sanitaria del Ssn a subire il rischio di un blocco del rinnovo dei propri contratti, fermi da oltre dieci anni. Lo SMI si opporra&#8217; a questa vera e propria svolta antidemocratica contro i lavoratori e a svilimento del ruolo del sindacato. Si convochi subito, invece, l&#8217;avvio della discussione per il rinnovo del contratto 2019. Lo richiedono i lavoratori, lo prevede la democrazia&#8221;, conclude il segretario generale del Sindacato Medici Italiani. Su questi temi lo SMI &#8211; si legge in una nota &#8211; ha chiesto un incontro urgente all&#8217;on. MariaLucia Lorefice, Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera e al Ministro della Salute, on. Giulia Grillo.<br><b>Fonte: <\/b>Agenzia Stampa Dire<br>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>Sindacato medici incontra Taverna su Legge bilancio &#8220;Superare stallo su contratto dirigenti del Servizio sanitario&#8221; <br>Roma 9 Gennaio 2019 &#8211; Il Sindacato medici italiani (Smi) ha incontrato oggi la senatrice Nunzia Catalfo, Presidente della Commissione Lavoro del Senato e la vice presidente di Palazzo madama Paola Taverna per chiedere che il comma 687 della Legge Bilancio 2018 venga cambiato e che si avvii la discussione per il contratto 2019-2021 per la dirigenza amministrativa, professionale e tecnica del Servizio sanitario nazionale. &#8220;Abbiamo ribadito come non sia possibile stabilire per legge una modifica di un accordo quadro nazionale senza tenere conto delle parti sociali: in questo modo infatti si ledono i diritti acquisiti dei lavoratori&#8221;, spiega Pina Onotri, Segretario nazionale dello Smi. &#8220;Per superare lo stallo attuale &#8211; continua &#8211; abbiamo proposto che si riattivi la delega (scaduta il 2017) da parte del Governo dell&#8217;articolo 11, comma 1, lettera b) della legge 7 agosto 2015, n. 124 che riguarda la dirigenza sanitaria del Ssn. Si approvi una legge con iter d&#8217;urgenza per abrogare il comma 687 della Legge di Bilancio&#8221;. E ancora: &#8220;Si convochi in tempi brevi da parte di Aran (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle pubbliche amministrazioni) il tavolo di discussione per il rinnovo contrattuale per la dirigenza sanitaria del Ssn. In questo modo, si rispetteranno i diritti di centocinquantamila medici e dirigenti sanitari, che da oltre dieci anni sono in attesa del contratto, garantendo migliori condizioni di lavoro a chi opera in sanita&#8217;&#8221;. Nel corso dell&#8217;incontro si e&#8217; discusso anche di avviare un confronto per ricercare una soluzione alla questione dei medici Inps, &#8220;che da oltre trent&#8217;anni permangono in una condizione di precarieta&#8217; occupazionale&#8221;.<br><b>Fonte: <\/b>Ansa<br>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>Sindacato medici incontra Taverna su Legge bilancio<br>9 Gennaio 2019 &#8211; Il Sindacato medici italiani (Smi) ha incontrato oggi la senatrice Nunzia Catalfo, Presidente della Commissione Lavoro del Senato e la vice presidente di Palazzo madama Paola Taverna per chiedere che il comma 687 della Legge Bilancio 2018 venga cambiato e che si avvii la discussione per il contratto 2019-2021 per la dirigenza amministrativa, professionale e tecnica del Servizio sanitario nazionale. &#8220;Abbiamo ribadito come non sia possibile stabilire per legge una modifica di un accordo quadro nazionale senza tenere conto delle parti sociali: in questo modo infatti si ledono i diritti acquisiti dei lavoratori&#8221;, spiega Pina Onotri, Segretario nazionale dello Smi. &#8220;Per superare lo stallo attuale &#8211; continua &#8211; abbiamo proposto che si riattivi la delega (scaduta il 2017) da parte del Governo dell&#8217;articolo 11, comma 1, lettera b) della legge 7 agosto 2015, n. 124 che riguarda la dirigenza sanitaria del Ssn. Si approvi una legge con iter d&#8217;urgenza per abrogare il comma 687 della Legge di Bilancio&#8221;. E ancora: &#8220;Si convochi in tempi brevi da parte di Aran (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle pubbliche amministrazioni) il tavolo di discussione per il rinnovo contrattuale per la dirigenza sanitaria del Ssn. In questo modo, si rispetteranno i diritti di centocinquantamila medici e dirigenti sanitari, che da oltre dieci anni sono in attesa del contratto, garantendo migliori condizioni di lavoro a chi opera in sanit\u00e0&#8221;. Nel corso dell&#8217;incontro si \u00e8 discusso anche di avviare un confronto per ricercare una soluzione alla questione dei medici Inps, &#8220;che da oltre trent&#8217;anni permangono in una condizione di precariet\u00e0 occupazionale&#8221;.<br><b>Fonte: <\/b>Altoadige.it<br>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>Comma 687. Smi ai senatori M5S: \u201cNorma \u00e8 da cambiare\u201d<br>La richiesta \u00e8 stata formulata oggi dal Sindcato nel corso di un incontro con la senatrice Nunzia Catalfo, Presidente della Commissione Lavoro del Senato e la senatrice Paola Taverna, Vice Presidente del Senato.<\/p>\n<p>9 Gennaio 2019 &#8211; \u201cAbbiamo incontrato oggi la senatrice Nunzia Catalfo, Presidente della Commissione Lavoro del Senato e la senatrice Paola Taverna, Vice Presidente del Senato per chiedere che il comma 687 della Legge Bilancio 2018 venga cambiato e che si avvii la discussione per il contratto 2019- 2021 per la dirigenza amministrativa, professionale e tecnica del SSN\u201d, ha dichiarato Pina Onotri, Segretario Nazionale dello SMI.<br>\u201cAbbiamo ribadito come non sia possibile stabilire per legge una modifica di un accordo quadro nazionale senza tenere conto delle parti sociali; si ledono, in questo modo, i diritti acquisiti dei lavoratori\u201d, continua la nota.<br>\u201cLo SMI, in questo senso, ha proposto, per superare lo stallo attuale, che si riattivi la delega (scaduta il 2017) da parte del Governo dell\u2019articolo 11, comma 1, lettera b), della legge 7 agosto 2015, n. 124 che riguarda la dirigenza sanitaria del SSN. Si approvi, in sub ordine, una legge con iter d\u2019urgenza per abrogare il comma 687 della legge 145\/2018.Si convochi in tempi brevi da parte di Aran il tavolo di discussione per il rinnovo contrattuale per la dirigenza sanitaria del SSN. In questo modo, si rispetteranno i diritti di centocinquantamila medici e dirigenti sanitari, che da oltre dieci anni sono in attesa del contratto, garantendo migliori condizioni di lavoro a chi opera in sanit\u00e0 \u201c, conclude Onotri.<\/p>\n<p>A latere dell\u2019incontro si \u00e8 discusso, anche, di avviare un confronto per ricercare una soluzione alla questione dei Medici Inps, che da oltre trent\u2019anni permangono in una condizione di precariet\u00e0 occupazionale.<\/p>\n<p><b>Fonte: <\/b>Quotidiano Sanit\u00e0<br>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>Campania. Troppe incongruenze nel riordino rete di emergenza<br>9 Gennaio 2019 &#8211; Gentile Direttore,<br>si manifesta un vivo apprezzamento per le posizioni espresse da autorevoli interlocutori come la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri e la Societ\u00e0 Italiana Sistema 118 a difesa del servizio di emergenza urgenza, rappresentandosi l\u2019esigenza di una riforma che riaffermi la centralit\u00e0 della persona, quale soggetto destinatario di un soccorso appropriato, tempestivo e qualificato, oltre che uniforme, sul territorio nazionale.<\/p>\n<p>Siamo ormai giunti ad un punto di non ritorno in cui la devastazione prende le forme di un modello improntato ad un\u2019 irrefrenabile demedicalizzazione dei mezzi avanzati di soccorso, che trova la sua espressione matematica nell\u2019adozione pratica della formula proposta da Agenas alle regioni in piano di rientro dal debito (riv. Monitor n. 27\/2011). <br>Sebbene il Regolamento sugli standard minimi ospedalieri ha stabilito un minimo di 1 mezzo di soccorso ogni 60 mila abitanti nei limiti di un superficie non superiore ai 350 km quadrati, l\u2019Agenas provvede ad un conteggio medio tra il criterio demografico e quello dell\u2019estensione geografica con l\u2019effetto paradossale di ridurre sotto la soglia prevista dal decreto ministeriale il numero di mezzi di soccorso in aree ad alta concentrazione demografica. <br>Fuor di tecnicismi, l\u2019esito di tale paradosso \u00e8 di palmare evidenza nel nuovo Piano Ospedaliero della Regione Campania dove si programmano per l\u2019intera area metropolitana di Napoli, pi\u00f9 di tre milioni di abitanti, solo 33 ambulanze, 1 mezzo di soccorso avanzato ogni 90 mila abitanti! E se si tiene conto che almeno tre ambulanze sono allocate sulle isole, la proporzione \u00e8 ancor pi\u00f9 drammatica, con 1 mezzo di soccorso avanzato ogni 100 mila abitanti sulla terra ferma con alcune postazioni attive solo 12 H in violazione di legge regionale e di buon senso! <br>Se invece si seguisse pi\u00f9 correttamente le indicazioni ministeriali, le ambulanze sarebbero 51. Vi \u00e8 poi il problema della qualificazione dei mezzi conteggiati in ragione di una inaccettabile lettura \u201cestensiva\u201d del contenuto delle linee guida del 1996, tale da configurare la sussistenza di \u201cmezzi di soccorso avanzato di base\u201d. Non previsti in alcun dato normativo, essi altro non sono che mezzi avanzati dedicati al soccorso di base. Infatti le linee guida del 1996 si limitano ad affermare per i mezzi di tipo A ( sec. vecchia nomenclatura) che essi possano essere adibiti sia al \u201csoccorso\u201d (ovviamente di base!) che al \u201csoccorso avanzato\u201d.<br>La differenza \u00e8 nel personale di bordo! Il soccorso avanzato non lo fa infatti il mezzo in s\u00e8 ma l\u2019azione del medico responsabile del soccorso e di infermieri specializzati autorizzati all\u2019esecuzione di specifici atti sotto la sua direzione e controllo. Nella demedicalizzazione l\u2019infermiere invece finisce per costituire, del tutto illegittimamente, un surrogato del medico nel soccorso avanzato, trovando a sua volta un surrogato nell\u2019operatore laico. Ed allora se il soccorso avanzato si completa con l\u2019operato medico, tanto da prevedere l\u2019automedica di supporto, le ambulanze \u201csenza medico\u201d devono essere espunte dal conteggio dei mezzi di soccorso avanzato. Altrimenti quali le garanzie assistenziali per il cittadino?<br>E non si usi, a sproposito, l\u2019 organizzazione \u201chub and spoke\u201d a giustificare la trasformazione dei mezzi di soccorso in mezzi essenzialmente di trasporto. L\u2019ambulanza, nelle patologie tempo-dipendenti deve essere lo strumento mobile in grado di direzionare il paziente verso la struttura pi\u00f9 adeguata nel minor tempo possibile e non solo \u201cconsegnarlo\u201d verso il \u201cprimo centro di smistamento\u201d, come sancito dall\u2019atto di indirizzo e coordinamento ex DPR del 27.03.92: \u00abSuperare il concetto di trasporto, sempre e comunque del paziente al pronto soccorso pi\u00f9 vicino, con quello di trasporto assistito al pronto soccorso pi\u00f9 idoneo per intervenire nel modo pi\u00f9 rapido e razionale nell&#8217;iter diagnostico-curativo\u00bb.<br>N\u00e9 si parli di efficienza sui tempi quando l\u2019unico dato pubblico di rilevamento \u00e8 quello premiale della griglia LEA: un tempo medio che accorpa tutti i codici d\u2019intervento e tutti i mezzi di soccorso senza distinzioni! Federconsumatori ha pi\u00f9 volte denunziato ci\u00f2 ma, nonostante le prerogative di legge e le indicazioni del Ministero, la Regione Campania continua ad ignorare la richiesta di partecipazione di un\u2019associazione dei consumatori di rilievo nazionale all\u2019iter programmatorio, ritenendo forse pi\u00f9 rilevante quella di enti portatori d\u2019interessi corporativistici, certamente meritori, ma ben diversi da quelli dei cittadini utenti. <br>Le intuibili implicazioni in termini di efficienza e sicurezza, e di morti evitabili, impongono la formazione di un fronte comune avverso interessi neppure troppo velati, non convergenti con quello pubblico, ed un immediato intervento da parte del Ministero della Salute.<br>Avv. Carlo Spirito<br>Sportello Sanit\u00e0 Federconsumatori Campania e Membro Consulta Giuridica Nazionale Federconsumatori<br><b>Fonte:<\/b> Quotidiano Sanit\u00e0<br>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>Aggressione medico in Sicilia segreteria provinciale Smi<\/p>\n<p>Ci risiamo. Ennesima aggressione a un medico di continuit\u00e0 assistenziale. Questa volta \u00e8 toccato ad un siciliano. Un giovane, in servizio presso la guardia medica di Mirto- Frazzan\u00f2, nel Messinese, \u00e8 stato spinto gi\u00f9 dalle scale da un paziente mentre lo visitava. Aggredire i medici di &#8220;prima linea&#8221; \u00e8 diventato uno sport nazionale. Lo Smi di Taranto pi\u00f9 che solidariet\u00e0 e rammarico esprime rabbia per l&#8217;accaduto. La Regione Puglia, attraverso una legge regionale del 4 dicembre scorso, ha dimostrato di voler affrontare il problema collocando le sedi di continuit\u00e0 assistenziale nei pressi dei pronto soccorso dei nosocomi pugliesi. Lo Smi auspica, per\u00f2, che non vi siano confusioni dei ruoli e che vi sia una logistica opportuna per la stessa continuit\u00e0 assistenziale.<\/p>\n<p>Angelo Carucci<br>segreteria provinciale Smi Messina<\/p>\n<p><b>Fonte:<\/b> Oltreilfatto.it<br>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>\u201cLo Smi di Taranto pi\u00f9 che solidariet\u00e0 e rammarico esprime rabbia per l&#8217;accaduto. La Regione Puglia, attraverso una legge regionale del 4 dicembre scorso, ha dimostrato di voler affrontare il problema collocando le sedi di continuit\u00e0 assistenziale nei pressi dei pronto soccorso dei nosocomi pugliesi.\u201d<br><b>Fonte:<\/b> Facebook<br>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rassegna Stampa SMI &#8211; 5-9 Gennaio 2019 Medici di famiglia contro 118, in Sicilia un [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1291,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/780"}],"collection":[{"href":"https:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=780"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/780\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":791,"href":"https:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/780\/revisions\/791"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1291"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=780"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=780"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/sindacatomedicitaliani.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=780"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}