Tutto è pronto.
La proclamazione è depositata, i termini sono rispettati, gli avvisi per i pazienti sono pubblicati, le assemblee territoriali sono convocate. Questa parte l’abbiamo fatta noi, e l’abbiamo fatta interamente: riunioni, consulenze legali, ore, denaro, esposizione pubblica del nostro nome. Era il nostro lavoro, e lo rivendichiamo.
C’è una sola parte che non possiamo fare al posto tuo. Ed è quella che decide tutto.
Il 17 settembre, sui tavoli nazionali e regionali, nessuno leggerà i nostri comunicati. Nessuno discuterà le nostre argomentazioni giuridiche. Ci sarà un numero, uno solo: quanti studi hanno chiuso. Quel numero verrà letto come la misura esatta di quanto la medicina generale è disposta a difendersi, e sarà il metro di ogni trattativa da qui in avanti.
Chi sostiene il ruolo unico e le ore obbligatorie nelle Case di Comunità non ha bisogno di vincere un dibattito. Gli basta contare.
Per questo il 15 e il 16 settembre non è una data di SMI. È una data che riguarda ogni medico di medicina generale, iscritto a SMI oppure no. Non ti chiediamo di condividere tutte le nostre posizioni: se ne condividi anche una sola, quel giorno il tuo studio chiuso pesa esattamente quanto il nostro.
La tutela professionale non arriva da chi la promette. Nasce dai professionisti, nel momento in cui decidono di esercitarla. È l’unico punto in cui la consapevolezza smette di essere un’opinione e diventa un fatto verificabile.
Come si aderisce: Gli iscritti SMI aderiscono automaticamente, senza alcuna comunicazione. I medici non iscritti devono inviare comunicazione scritta o PEC alla propria ASL entro il 14 settembre.
Il 15 e il 16 settembre chiudiamo gli studi. Insieme.
Scarica il vademecum: https://www.sindacatomedicitaliani.it/webdocs/vademecum_sciopero_1.pdf
Sostieni SMI, iscriviti qui: https://sindacatomedicitaliani.it/index.php/iscrizioni/
Firma la petizione n. 1451, manca solo la tua firma: https://petizionionline.camera.it/petizioni/web/home.html

