UMBRIA, 116117: SMI SOSTIENE LA DIFFIDA DEI MEDICI DELLA CONTINUITÀ ASSISTENZIALE.
Il nuovo servizio telefonico regionale per i bisogni sanitari non urgenti presenta, secondo le segnalazioni dei professionisti, criticità organizzative che rischiano di compromettere l’efficacia dell’assistenza territoriale.
«Otto chiamate su dieci gestite dalla centrale finirebbero affidate alla Continuità Assistenziale», denuncia Maurizio Lucarelli, Segretario Regionale SMI Umbria e Vice Presidente Nazionale SMI.
Tra le questioni sollevate, l’assenza di un adeguato triage sanitario preliminare e di un presidio clinico nelle ore notturne, festive e prefestive.
SMI sostiene quindi la diffida promossa dai medici umbri, che chiede alla Regione di affidare il triage a personale sanitario e garantire una presenza clinica anche nelle ore notturne.
Il sindacato richiama inoltre il rispetto delle tutele contrattuali: indennità notturne e festive, reperibilità, formazione e incentivi previsti dall’ACN.
Le criticità delle Cure Primarie non si risolvono senza ascoltare i professionisti che operano ogni giorno sul territorio.
Un servizio di orientamento sanitario efficace deve tutelare insieme la sicurezza dei cittadini e la dignità del lavoro medico.
Leggi il comunicato stampa per intero: https://sindacatomedicitaliani.it/comunicato-stampa-il-nuovo-centro-telefonico-il-116-117-crea-disservizi-nelle-cure-mediche-appoggiamo-la-diffida-dei-medici-umbri-della-continuita-assistenziale/
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