Firmata la preintesa ccnl 2025-2027

Firmata la preintesa del Ccnl 2025/2027.
Quando si firma un contratto ci sono sempre aspetti positivi ma se le condizioni di lavoro non miglioreranno il diritto alla salute resterà razionato.
7 ottobre 2026

La sottoscrizione avvenuta oggi all’Aran della preintesa del Contratto Nazionale 2025-2027 della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria ha un solo dato straordinario, avviene nello stesso anno della firma, tardiva, del Contratto del triennio 2022-2024.
Per la prima volta si chiude un contratto triennale prima della sua naturale scadenza e questo non si deve trascurare ma occorre anche inserirlo nel quadro politico pre elettorale del nostro paese.
Dato il contesto economico, le logoranti condizioni di lavoro dei sanitari immutate da anni, il tasso inflativo che supera il 4,2% annuale e che crescerà mentre il rinnovo per il triennio rivaluta il lavoro solo del 7,4% è un contratto in perdita. Chiunque sia dotato di moderata onestà intellettuale non può negarlo. Eventuali trionfalismi, quindi, devono essere guardati con sospetto.
Perché quindi, si dirà, i sindacati lo hanno sottoscritto? Domanda non peregrina, la cui risposta è da cercare in molti perché!
In primo luogo, occorre domandarsi se c’era una alternativa. E se questa alternativa non era disponibile occorre domandarsi se era possibile idearla, rivendicarla e realizzarla, e soprattutto con quali energie e con quale mobilitazione delle categorie interessate si poteva rendere esigibile.
Un contratto triennale è un vincolo importante, è un patto impegnativo che probabilmente durerà più del triennio 2025-2027.
Con questa prospettiva Perché non si è cercato di ottenere di più?
Sostanzialmente perché le risorse stanziate per il rinnovo, comprese quelle extracontrattuali ottenute per legge, tali erano e il contratto poteva solo destinarne l’uso.
In parte perché si è affievolita la capacità rivendicativa dei lavoratori nel loro complesso e si sta degradando il valore del lavoro.
Perché i sindacati sono stati pian piano estromessi dalla concertazione degli equilibri sociali.
Perché il personale della sanità spesso non crede più al contratto di lavoro come strumento di soddisfazione dei legittimi interessi.
Perché il personale che può farlo cerca ricompense al di fuori del lavoro pubblico.
Perché l’individualismo liberista è stata una droga illusoria che ha lasciato ciascuno senza tutele collettive.
Perché i governi degli ultimi anni hanno perso la visione necessaria a definire una palingenesi del SSN mediante la valorizzazione del capitale umano e professionale.
Perché il paese è indebitato in modo mostruoso, ma lo nega a sé stesso, immaginando “ponti d’oro”, è il caso di dirlo, verso un maestoso futuro nazionale.
Non dobbiamo nemmeno trascurare il torpore da rassegnazione (‘tanto non cambia niente’) che ha preso campo dopo anni di promesse non mantenute.
Che il Servizio sanitario nazionale sia stato una delle leve più potenti di equità sociale ed economica è ormai chiaro a pochi.
Che la sua progressiva destrutturazione sia oggi un dramma per milioni di persone è palmare. Ma questo furto di diritti, purtroppo, non produce alcuna democratica mobilitazione sociale. La gente non è d’accordo e di certo non approva le ingiustizie sociali generate da liste di attesa e inefficienze, ma non ha più energia e prospettive per essere in disaccordo e manifestarlo.
In questa contrattazione, quindi, dati i perimetri del campo di gioco, la delegazione FVM, come tutte le altre delegazioni sindacali, ha individuato gli obiettivi prioritari che era possibile perseguire di misura.
In un quadro economico caratterizzato da risorse esigue si è scelto di concentrare l’impegno almeno sul miglioramento delle condizioni di lavoro e sulla valorizzazione della retribuzione fissa.
In particolare, abbiamo lavorato per:
• incrementare il più possibile le voci retributive fisse e ricorrenti, perché possano essere rivalutate nei futuri contratti e concorrano alla costruzione della futura previdenza;
• migliorare l’organizzazione dell’orario di lavoro, introducendo modalità più flessibili che consentano, dove possibile, di articolare l’attività su cinque giorni anziché sei;
• mantenere autonomo il Fondo di risultato dei veterinari, salvaguardandone la specificità;
• riconoscere agli specialisti ambulatoriali che scelgono di transitare nella dirigenza l’anzianità di servizio maturata, ai fini dell’attribuzione degli incarichi;
• riconoscere ai sanitari la possibilità di svolgere attività libero-professionale intramuraria, anche come modalità di compensazione delle prestazioni aggiuntive richieste per la riduzione delle liste d’attesa.
Tra gli aspetti più innovativi del nuovo contratto c’è la definizione del welfare integrativo, un risultato importante che introduce strumenti concreti a sostegno dei lavoratori e delle loro famiglie, specie nella cura di figli e anziani.
Una quota delle risorse legate al risultato, insieme ai residui non utilizzati, potrà infatti incrementare il fondo destinato al welfare, finanziando misure quali sostegno al reddito familiare, bonus per gli asili nido, attività culturali, assistenza ai familiari e incentivi alla mobilità sostenibile.
Un aspetto particolarmente rilevante è che le risorse destinate al welfare sono defiscalizzate per legge, aumentandone così il loro valore effettivo per i lavoratori.
Il contratto interviene inoltre sull’organizzazione del lavoro, definendo nuovi criteri per il lavoro agile e da remoto, e individua due importanti obiettivi da perseguire nella programmazione della formazione: l’intelligenza artificiale e la contrattazione decentrata.
Questo contratto, ancorché doveroso e in parte soddisfacente, Quanto necessario per dare risposte applicative ai sanitari, non salverà il SSN, non migliorerà il clima lavorativo, non aumenterà le tutele della salute. È figlio di una stagione molto lunga di impoverimento del personale e di decadenza della sanità pubblica.
La Legge di bilancio che il Governo sta per varare ci dirà se la sanità pubblica ha una adozione politica concreta o se resterà orfana ancora una volta.

Dott. Aldo Grasselli
Presidente FVM
Federazione Veterinari Medici e Dirigenti Sanitari